I SUPERPOTERI DELLA RUCOLA

La rucola, con il suo sapore caratteristico, è molto usata in cucina.
Quello che forse non sapete, è che è la rucola ha molti benefici e proprietà nutrizionali.
Ce ne parla la dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda, nell’articolo settimanale della rubrica FOOD IS LIFE.

STORIA DELLA RUCOLA

La Rucola è conosciuta sin da tempi remotissimi, persino gli antichi Romani ne consumavano abbondantemente, anche perché era considerata una pianta con elevati poteri afrodisiaci!
Nel Medioevo invece era più apprezzata per le virtù medicamentose, in quanto considerata protettiva dello stomaco e ottimo diuretico.

LA RUCOLA OGGI

La rucola è al giorno d’oggi considerata un super food, cioè un cibo con grandi poteri nutrizionali, il cui sapore è pungente, amarognolo e croccante.
Esiste la rucola coltivata e la rucola selvatica, detta ruchetta, che si può trovare nei prati ed è una pianta erbacea perenne, con foglie piccole e sapore intenso.
La rucola che si trova nei negozi di verdure ha le foglie più larghe e chiare e si coltiva in terreni fertili e sabbiosi, appartiene alla famiglia delle Brassicacee.
Il periodo migliore per seminarla è tra la primavera e l’estate. Ma è possibile coltivarla tutto l’anno. Più il terreno è arido e la raccolta tardiva, maggiore saranno l’intensità di sapore e il grado di piccantezza
In cucina si usa come aggiunta alle varie insalate o da sola, insaporisce panini, pizze, piadine, minestre, carni e pesce.
È ottimo anche il pesto di rucola, in alternativa al pesto classico.

PROPRIETÀ E BENEFICI

Protegge il sistema cardiovascolare, abbassa la pressione arteriosa, preserva le pareti dei vasi sanguigni dai fenomeni di invecchiamento, riduce la iperglicemia e riduce il livello dei lipidi ematici.
Stimola l’appetito (indicata per chi soffre di inappetenza), favorisce la digestione, l’espulsione dei gas intestinali, possiede azione diuretica.
Contiene provitamina A, fondamentale per i nostri occhi e la nostra vista.
È pure ricca di calcio, per cui è amica della salute delle ossa.
Può essere consumata sia cruda che cotta, anche se cotta perde un po’ dei suoi superpoteri!

LE IRRESISTIBILI ERBE AROMATICHE

La primavera è nell’aria e… stanno arrivando! Parliamo delle erbe aromatiche, naturalmente!
La dottoressa nutrizionista Chiara D’adda ci parlerà di queste profumate e saporite erbe!

LE ERBE AROMATICHE

E non è necessario possedere un vasto orto per coltivarle, ma basta anche solo un balcone ben esposto ai raggi del sole e qualche piccola attenzione
In più molte di queste erbe attirano gli insetti impollinatori (che sono molto utili) e tengono lontano quelli nocivi (tipo zanzare e afidi).
E soprattutto non c’è storia… volete mettere il sapore di un’erba appena colta rispetto ad un’erba aromatica congelata o seccata?

Il sale, un tempo, era assai difficile da trovare e veniva sostituito da spezie ed erbe aromatiche, per dare sapore alle varie preparazioni.
Oggi, con la disponibilità del sale decisamente aumentata (e purtroppo per la nostra salute, abusata) da anni, le erbe sono state decisamente confinate ad un utilizzo sporadico e saltuario, provocando di fatto una notevole perdita, poiché contengono numerosi principi nutritivi, vitamine e minerali utili nella digestione.

DIFFERENZA TRA ERBE AROMATICHE E SPEZIE

È forse il caso di rivalutare ampiamente il loro uso come insaporitore prezioso, atto a valorizzare ricette e preparazioni, in modo che si possa sostituire quasi completamente l’uso del sale. È solo una questione di abitudine!
Le erbe aromatiche prendono il loro nome proprio dal delizioso e gradevole profumo (AROMA) che emanano e quando sono fresche e appena raccolte, stimolano piacevolmente il nostro olfatto. Sono ricche di effetti benefici sulla nostra salute, a breve o lungo termine, basta sapere di ognuna le proprietà vincenti (oltre che palatalmente gradevoli).
Le erbe aromatiche, a differenza delle spezie che principalmente provengono dall’Africa e dal lontano Oriente, giungono proprio dalle aree mediterranee italiane, da cui venivano esportate e rendono sia l’Italia che la vicina Francia i luoghi di maggior diffusione, rispetto per esempio all’est Europa che sceglie di prediligere le spezie.
Le erbe aromatiche sono da alcuni considerate spezie ma in realtà si distinguono da queste perché vengono principalmente utilizzate fresche, mentre le spezie sono essiccate.

ALCUNE ERBE AROMATICHE E I BENEFICI

L’elenco delle erbe aromatiche è lunghissimo! Talmente lungo che, leggerlo tutto, può spaventare.
Mi limiterò a parlarvi di quelle più comunemente usate in cucina
Dai decotti delle nonne, alla moderna fitoterapia, fino alle stesse medicine (che nel 50 % dei casi sono ancor oggi di derivazione vegetale), erbe e piante sono da sempre presidi della salute e del gusto.

ROSMARINO: il suo nome significa “rugiada di mare”. Questo perché le piante più floride si trovano lungo le coste marittime. Era amatissimo fin dai tempi antichi e veniva considerato da Egizi e Romani una panacea (per le sue virtù antisettiche) per conservare la carne che veniva cosparsa di foglioline tritate.
Contiene molte vitamine (incluse quelle preziose del gruppo B), che sono preziose per il sistema nervoso e per la mente. Racchiude quantità di calcio, ha poteri calmanti e distensivi.
Dalle sue caratteristiche foglie si estraggono olii essenziali dal potere balsamico e antinfiammatorio. È stimolante e diuretico, benefico per gli anemici e aiuta a tenere a bada colesterolo e trigliceridi. In cucina si usa su arrosti, pesce al forno, sulle focacce e sulle mitiche patate al forno.
E se vi sentite appesantiti dopo un lauto pasto, fate bollire per tre minuti un rametto di questa magica pianta in acqua già bollente. Lasciate riposare per cinque minuti e poi bevete. La digestione riprenderà alla grande!

ORIGANO: la leggenda narra che era così profumato che la dea Afrodite lo coltivava personalmente nel suo giardino, ai piedi dell’Olimpo. Ma le sue virtù vanno ben oltre all’odore.
È ricco di oli essenziali e sostanze aromatiche, fenoli, calcio, sali minerali. Ha proprietà antivirali e digestive, favorisce il ciclo femminile senza dolori.
In cucina non c’è piatto mediterraneo senza origano: pizza, focacce, panzanelle, pomidori ecc…
Si può usare ovunque, ma anche per qualche ricetta fuori dalle nostre tradizioni. Che ne dite di tofu a tocchetti, più pomodorini affettati, più cipollotto, più olive spezzettate, olio, peperoncino, sale? Fate marinare per 20 minuti. Poi spadellate solo il tofu finché non è croccante, riunitelo alle verdure e spolverate il tutto con abbondante origano e semi di papavero.

SALVIA: questa meravigliosa pianta, nel XIII secolo, era nei mercati olandesi, valutata tre volte più del già preziosissimo tè. È un’autentica regina non solo dei sapori, ma anche della salute.
I flavonoidi contenuti nelle foglie hanno effetto antiossidante, quindi aiutano a combattere i radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento cellulare. È diuretica, balsamica, ipoglicemizzante e tonificante. Perfetta per l’igiene orale, tanto che gli antichi romani la usavano come spazzolino e come dentifricio. Può essere utile ancora oggi in caso di infiammazioni della mucosa orofaringea (sotto forma di infusi ben caldi, ogni 3 ore). Contiene inoltre sostanze simili agli ormoni estrogenici. In cucina il suo aroma speziato e leggermente amaro si accosta a qualunque piatto, dalle carni ai ripieni, ai formaggi a pasta morbida, alle minestre, ai legumi. Si può utilizzare fritta in pastella, col burro fuso, nelle salse, e anche nei sorbetti.

TARASSACO: detto anche cicorietta selvatica, si trova nei campi da marzo a novembre. È un vero regalo di madre natura, perché é ricco di fibre che aiutano la regolarità intestinale, di acido folico e di composti amari, particolarmente amici del fegato. È dunque depurativo e utilissimo per contrastare l’accumulo di tossine da stress, da inquinamento, da cattiva alimentazione, da patologie epatiche. In cucina: all’agro, ripassate in padella con olio e aglio, insieme alla carne per rendere più leggere le polpette, in frittata, in omelette.

MALVA: pare che Cicerone ne facesse scorpacciate e Ippocrate e Plinio la consigliassero per ritrovare salute e serenità. Anche i greci la consideravano magica e amica degli dei, tanto che i seguaci di Pitagora la raccomandavano per calmare vizi e passioni umane.
Storie antiche, ma naturalmente come sempre, con un fondo di verità. Perché la malva è ricca di mucillagini dalle proprietà emollienti e antiinfiammatorie per tutti i tessuti del corpo, preziosa in decotto contro il mal di gola e infiammazioni intime e infiammazioni del cavo orale. Diuretica, depurativa, grazie all’azione protettiva delle mucillagini che creano un film protettivo sulle mucose è utilissima per prevenire e contrastare problemi gastroesofagei e per favorire la regolarità intestinale. In cucina: foglie e fiori sono da sempre presenti in ogni cucina mediterranea, perfetti nelle minestre, nelle creme di verdura, nei soffritti, crudi in insalata. Con la malva si può anche aromatizzare il formaggio.

Mancano all’appello due delle erbe aromatiche più usate da noi italiani…quali sono?

TUTTI MATTI PER I PISTACCHI

Negli ultimi anni è aumentato notevolmente il consumo di pistacchi. Ce ne accorgiamo quando andiamo al supermercato e nelle pasticcerie, in cui possiamo trovare numerosi prodotti al pistacchio: dolci, salati, freschi, creme, granella, gelati ecc…
Si sono diffusi anche i dolci tradizionali natalizi e pasquali al gusto pistacchio.
La dottoressa Chiara D’Adda ci parla oggi del pistacchio!

I PISTACCHI

Circa 1700 anni prima di Cristo i pistacchi erano già considerati tra i migliori prodotti della terra, unitamente a miele e mandorle. Da allora la coltivazione si è praticamente diffusa in tutto il mondo.
La pianta che li produce si chiama Pistacia vera, è un arbusto sempre verde che può raggiungere l’altezza di 12 metri e appartiene alla famiglia delle Anacardiacee.
I pistacchi sono i semi di queste piante.
In Italia i più famosi sono i celeberrimi pistacchi di Bronte, vanto dell’agricoltura siciliana.
Questi semi posseggono molte virtù nutrizionali, oltre che avere un’ottima palatabilità e una molteplicità di modi di impiego.

PROPRIETÀ BENEFICHE

Il pistacchio è un concentrato di energia e di costituenti che hanno uno straordinario effetto nutraceutico.
Contengono tantissimi elementi antiossidanti, superati solo dalle noci e dalle noci pecan. In particolare sono ricchi di caroteni come luteina e xeaxantina, molto importanti per la salute degli occhi.
È stato poi confermato che questi antiossidanti vengono pure assorbiti in modo ottimale a livello intestinale.
I pistacchi sono ricchissimi di vitamina B6, fondamentale per svariate funzioni del nostro corpo.
Hanno pure i livelli maggiori di fibre sia solubili che insolubili.
Sono ricchi di grassi insaturi che contribuiscono a mantenere un normale livello di colesterolo nel sangue.
Il fiore all’occhiello del pistacchio è il ferro, contenuto in una alta percentuale. Così come rame, potassio e magnesio. Perfetto per avere un risultato antianemico.
L’OMS consiglia di mangiare non oltre 30 gr di pistacchi al giorno (circa una quarantina di semi), ma quelli non salati e tostati, solo al naturale, semplicemente essiccati.

IL PISTACCHIO IN CUCINA

Si possono trasformare in prodotti da utilizzare in cucina:
• pasta pura, che si ottiene macinando ed emulsionando con determinati macchinari i pistacchi. È molto costosa, pregiata e raffinata.
• Crema spalmabile a base di pistacchio, accompagnato però anche da altri ingredienti (latte, zucchero, grassi vegetali, aromi, anche con aggiunta di frutta a guscio). Di solito si gusta spalmata su fette di pane o nei dolci più disparati
• Pesto, è un prodotto salato con aggiunta di formaggio, aglio, olio, erbe aromatiche. Si può usare per condire la pasta
• Olio di pistacchio, molto ricercato e raro.
• Farine di pistacchio
• Pistacchi tostati e salati, usati come snack negli aperitivi.

CONTROINDICAZIONI E COSTO

Sapete perché i pistacchi hanno un costo così elevato?
Uno dei motivi è che la pianta cresce ogni due anni quindi per un raccolto continuo i produttori devono piantarne in grandi quantità in zone diverse e in momenti diversi!

Attenzione! I pistacchi andrebbero consumati con moderazione da chi soffre di obesità e (se salati) da chi ha la pressione alta. Naturalmente l’eccesso di consumo è sconsigliato anche in presenza di particolari disordini epatici o renali

VERDURA, COTTA O CRUDA?

Abbiamo chiesto alla dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda di parlarci delle verdure.
Sicuramente sono necessarie nella nostra dieta, ma non sempre le apprezziamo e valorizziamo a dovere.
E poi c’è l’eterno dilemma: meglio cotte o crude?

VERDURA

Magari non a tutti piacciono, ma sono indispensabili nella nostra alimentazione!
Sto parlando delle verdure, naturalmente!
Non devono mai mancare sulle nostre tavole ed è un’ottima scelta abituare i bambini al consumo, fin dai primi anni di vita, questo compito è affidato naturalmente all’intelligenza dei genitori!
Esistono verdure più adatte ad essere consumate crude, altre cotte.
Anche le regole della cottura hanno un valore fondamentale, per far sì che tutti i nutrienti contenuti siano disponibili al massimo.

COTTA O CRUDA?

Le verdure contengono diverse vitamine e varie classi di antiossidanti, che reagiscono in maniera differente con la cottura, aumentando o diminuendo la propria bioaccessibilità.
Per bioaccessibilità di un nutriente si intende la sua quantità disponibile per l’assorbimento intestinale dopo essere stato rilasciato dall’alimento e dipende da se, da quanto e da come l’alimento è cucinato.
Per esempio licopene e betacarotene sono due composti che si trovano nei pomodori, nelle carote e nella zucca, che aumentano la loro disponibilità con la cottura, mentre alcune vitamine come l’acido folico e la vit C si degradano facilmente con il calore.

Fra le verdure che andrebbero mangiate crude (ma questo non significa che se vengono cotte fanno male, semplicemente si perde una buona parte dei nutrienti presenti), troviamo:
• Lattuga e varie insalate (la bollitura in acqua può determinare una perdita del 50% di vitamina C), allo stesso modo anche i sali minerali vengono dispersi se si cuoce in abbondante acqua.
• Cetriolo: presenti folati, vit C e del gruppo B, tutti elementi termolabili.
• Rucola: ricca di folati, vit C, vit K, potassio, fosforo, zinco, ferro, calcio

Verdura che può essere mangiata cotta: zucca, cavoli, zucchine, melanzane, carote, peperoni, spinaci, finocchi, asparagi.
Ma devo dire che attualmente i gusti alimentari si sono orientati anche verso il consumo di queste verdure crude, basta affettarle sottilmente, per renderle più gradevoli e più digeribili.

PROVARE PER CREDERE

Avete mai provato una bella insalata con cavolfiore, peperoni, zucchine, spinaci tutte aggiunte a crudo? Se poi aggiungete una manciatina di semi oleosi, avrete un super cibo!
Inoltre le verdure crude dovrebbero essere consumate all’inizio dei due pasti principali, perché inducono sazietà, migliorano la digestione, migliorano l’assorbimento delle sostanze nutritive, controllano l’assorbimento di zuccheri nel sangue, favoriscono un maggior consumo di verdure.

CONOSCI LE PUNTARELLE?

Tra gli alimenti poco conosciuti, ma ricchi di benefici, troviamo le puntarelle.
Variare l’alimentazione e sperimentare è molto importante, sia per conoscere nuovi gusti, sia per integrare sostanze nutritive sufficienti e complete.
La dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda ci parla oggi di questo alimento: le puntarelle

CONOSCETE LE PUNTARELLE?

Lo sapete che fanno benissimo se il vostro fegato è stressato?
Hanno proprietà purificanti e disintossicanti e quindi favoriscono enormemente la funzionalità epatica.
Le puntarelle non sono altro che i germogli teneri di una particolare varietà di Cicoria Catalogna. Questa cicoria si presenta come un cespo di foglie di colore verde intenso e di forma allungata.
Nella parte interna del cespo ci sono i germogli (in gergo tecnico “talli”), le puntarelle appunto, di consistenza tenera e croccante.

LA STORIA

Questo ortaggio è conosciuto da millenni, Plinio ne parla già in uno scritto del 1500 avanti Cristo e Galeno (medico dell’antica Grecia) ne consigliava il consumo per curare le malattie del fegato.
Le varietà di cicoria da cui ricavare le puntarelle sono principalmente due.
Una viene coltivata in Puglia e ha germogli più grossi e compatti. L’altra viene coltivata nel Lazio e i germogli sono più lunghi e affusolati.

Oggigiorno fortunatamente è possibile trovarle nei negozi di frutta e verdura o nei supermercati di tutto il nostro paese. Attenzione a scegliere un cespo turgido e compatto, con foglie ben chiuse intorno ai germogli e di colore intenso e brillante. E a prepararle nel modo giusto!

I BENEFICI

Si tratta di un alimento ipocalorico e molto salutare.
In 100 gr di puntarelle troviamo appena 15 calorie.
Sono ricche di acqua e hanno un buon contenuto di fibre, inulina, ferro, fosforo, vitamina B1 e B3, vitamina C, vitamina A, sali minerali.

È preferibile consumarle crude perché così rimangono inalterate le proprietà benefiche per l’organismo.
Si possono utilizzare come semplice contorno oppure realizzare primi piatti tradizionali o farcire torte salate rustiche.
Oltre agli effetti benefici sul fegato, aiutano la digestione, stimolano la circolazione sanguigna, favoriscono l’eliminazione dei grassi, ed hanno una leggera azione lassativa.
Voi come le cucinate?
Se non le avete mai mangiate è il caso di porre rimedio e provarle subito!

MANGIARE BENE, OTTIMIZZANDO COSTO E QUALITÀ

I portafogli degli italiani sono sempre più in crisi, per svariati motivi, tanto che a volte si fa fatica ad arrivare a fine mese.
Purtroppo una delle prime cose che ne risente in modo negativo è il nostro modo di far la spesa alimentare.
Ma è importantissimo e fondamentale mangiar bene, perché da qui deriva il nostro benessere.

CARNE E PESCE

Anche in momenti di crisi economica basterà fare le mosse giuste e giocare d’astuzia.
Vediamo quali.
Non serve mangiar carne tutti i giorni (anche se le proteine nobili sono essenziali) e anche per quanto riguarda il pesce si può scegliere fra categorie magari meno pregiate e costose, ma altrettanto ricche di proprietà nutritive.
Mai sentito parlare di pesce azzurro? Gustoso e ricco di omega 3 e molto versatile in cucina!

FRUTTA, VERDURA E UOVA

Un’altra buona pratica quando si va al supermercato nel reparto verdure e frutta è quella di non lasciarsi abbindolare dai prodotti già confezionati e lavati, che sono comodissimi, per carità, ma costano anche molto di più.
Meglio scegliere prodotti da pesare e di conseguenza da lavare a casa, avendo cura di riporli in appositi contenitori per una conservazione di lunga durata.
Se poi avete la possibilità di recarvi ai mercati generali, la vostra spesa in frutta e verdura sarà ancora più risparmiosa.
Fra gli alimenti via libera alle uova, che possono essere utilizzate in tantissimi modi, e non sono poi così pericolose per la salute come si pensava fino a pochi anni fa.
Alla larga dalla frutta fuori stagione, costa tanto di più e il più delle volte non è buonissima.
E anche la frutta esotica tenetela solo per qualche rarissimo momento di sfizio!

LA SPESA

Naturalmente siccome al supermercato si continuerà ad andare, un’altra regola semplicissima è quella di fare una lista di quello che dobbiamo acquistare anche in base alle date di scadenza dei prodotti che sono nel nostro frigorifero o nella dispensa.
Attenzione a non far scadere il cibo! E attenzione alla data riportata sui prodotti che andremo ad acquistare!
Lasciate perdere tutti quei prodotti precotti oppure le salse e i sughi pronti.
Costano di più e non sono affatto salutari.
Fate attenzione alle offerte speciali e alle confezioni risparmio. Sono una buona fonte di risparmio.
Cercate di non recarvi al supermercato prima di pranzo o cena, la fame può far fare acquisti immotivati.

CUCINA A SPRECO ZERO

La vera cucina a spreco zero utilizza al massimo tutte le parti degli alimenti!
Ora vi faccio un pratico esempio, ma penso che ognuno di voi abbia le proprie segretissime ricette.
Cavolfiore e broccoli:
parti più coriacee (più dure): eliminate lo strato più esterno con un pelapatate e poi
1. tagliate i gambi a cubetti e fate saltare in padella con altri ortaggi per preparare un ragù vegetale
2. cuoceteli in poca acqua con patate a cubetti e aromi a piacere, frullate il tutto e ottenete una salutare e morbido potage
3. Sbollentate i pezzetti di gambo, passateli al minipimer aggiungendo il condimento che più vi aggrada (aglio, olio, peperoncino, curcuma), fino ad ottenere un hummus (patè) da spalmare su crostini integrali.
4. Se i gambi sono troppo duri, tagliateli a striscioline con una mandolina e fate un carpaccio veg con scaglie di parmigiano e aceto balsamico.
Visto quante cose si possono fare?
E questo è solo un banalissimo esempio.
Voi che segreti avete?

LA CIPOLLA CHE CI FA PIANGERE

Fa piangere, ma è molto buona e salutare.
Di cosa stiamo parlando?
Della CIPOLLA, naturalmente!
La dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda ha indovinato subito, e ci parla oggi proprio delle caratteristiche nutrizionali della cipolla.

STORIA DELLA CIPOLLA

Le cipolle sono ortaggi appartenenti al genere Allium, un genere che comprende anche aglio, cipollotto, scalogno, porro, erba cipollina.
Ma è la cipolla in assoluto ad essere ad essere la più diffusa e mangiata al mondo.
I Sumeri la coltivavano già più di 4000 anni fa!
Ma furono i Romani a diffondere la cipolla in tutto l’impero.

BENEFICI E CONTROINDICAZIONI

Tutte le specie del genere Allium contengono molecole ricche di zolfo, da cui deriva l’odore e il sapore caratteristico.
Ma la cipolla ne contiene in grandissima quantità, come se fosse una potente arma chimica per difendersi da parassiti e predatori.
Vari studi hanno dimostrato che esiste una correlazione tra il consumo di cipolle ed effetti positivi sulla salute dell’uomo, dovuto al contenuto di flavonoidi (antocianina, quercitina ecc) e fruttani.
Purtroppo però questi elementi possono recare fastidio a chi soffre della cosiddetta Sindrome dell’intestino irritabile (IBS).

TIPI DI CIPOLLA

Si possono consumare crude o cotte, a seconda del nostro piacere e di alcune intrinseche caratteristiche.
Vediamo ora i tipi di cipolla più utilizzati in cucina.
CIPOLLA ROSSA: è la migliore da mangiare cruda, ha un sapore dolce e croccante, aggiunge colore alle salse. Ideale per panini e pizza.
CIPOLLA BIANCA: croccante, molto ricca di acqua. Sapore pungente che si addolcisce con la cottura. Ottima nei sandwich, nelle zuppe, e anche lei sulla pizza. Superba lessata o cotta al forno quando è fresca di stagione.
CIPOLLA DORATA: perfetta per cucinare zuppe e stufati. Ideale da caramellare
CIPOLLA DOLCE: ideale da friggere e per fare anelli di cipolla fritti, piatti gratinati, con verdure arrostite. Buonissima anche nella frittata
SCALOGNO: sapore morbido e poco pungente, più delicato ma più aromatico. Si presta ad una cucina leggera.
E voi, avete qualche ricetta gustosa in cui la cipolla è essenziale?
E soprattutto…avete dei trucchi per non piangere copiosamente quando la affettate?
Io ce li ho…li volete conoscere?

4 febbraio, giornata mondiale contro il cancro

Il 4 febbraio è la giornata mondiale contro il cancro.
L’istituzione di questa giornata si deve alla Carta di Parigi del 1999.
Fortunatamente tanto è cambiato in meglio in questi anni e il cancro è diventata in molti casi una malattia perfettamente guaribile, ma mai abbassare la guardia!
La dottoressa Chiara D’Adda ci parla di cancro, prevenzione e nutrizione.

IL CANCRO E LA PREVENZIONE

Uno dei cardini della lotta al Cancro è la consapevolezza che molto dipende dal nostro stile di vita e dall’aver ben capito il significato della parola “prevenzione”.
Prevenire: letteralmente vuol dire “arrivare prima”, ossia fare tutto il possibile per impedire l’insorgenza di una malattia o per ritardarne l’evoluzione.
La vera prevenzione nasce dal quotidiano e cosa c’è di più quotidiano dell’alimentazione?
Del cibo che ogni giorno, regolarmente, minimo tre volte al dì, introduciamo dentro di noi?
Ne convenite che siamo responsabili (per un buon 80%), attraverso i nostri comportamenti, alimentari e non, del nostro star bene?

Per la prima volta, all’inizio di questo millennio, la mortalità per cancro, ha cominciato a diminuire e il merito di questa svolta va alla PREVENZIONE.
Si sa che il cancro è una malattia genetica e ambientale.
Lo stile di vita individuale influisce sia sull’incidenza dei tumori, sia sulla curabilità, perché seguendo i programmi di diagnosi precoce è possibile scoprire le alterazioni iniziali e intervenire nella fase in cui il tumore è trattabile, per lo più con terapie non invasive, che rispettano la qualità di vita delle persone.

LA NUTRIGENOMICA

L’altra grande svolta storica di inizio millennio è la decodifica del genoma umano.
Lo studio del DNA ha infatti spiegato e rafforzato i dati che l’epidemiologia ha raccolto per anni.
Si sapeva che il cibo è responsabile di una larga quota di tumori e sapevamo che alcuni alimenti come FRUTTA, VERDURE, SPEZIE, hanno un valore protettivo, ma non si sapeva perché.
La lettura del genoma ci ha permesso di capire che questi cibi contengono in gran parte gli ANTIOSSIDANTI, che sono in grado di proteggere i nostri geni da mutazioni che trasformano cellule sane in cellule tumorali.
Gli antiossidanti sono anche in grado di combattere l’infiammazione delle nostre cellule, principale causa delle modificazioni nocive.

In futuro la conoscenza del genoma delle piante ci condurrà ad individuare meglio i cibi anticancro e a consigliare diete personalizzate in grado di proteggere meglio la singola persona dal rischio individuale di sviluppare alcuni tipi di tumori.
Sta nascendo e sta facendo passi da gigante una disciplina dedicata a questo obiettivo: la NUTRIGENOMICA.
Attendiamo con impazienza i progressi e gli sviluppi di questa affascinante prospettiva!

Nel frattempo ricordiamoci tutti di mangiare in modo sano e sostenibile!
Gli studi più recenti hanno messo in evidenza che l’azione dei cibi sul rischio di sviluppare il cancro è molto estesa. Il tipo di alimentazione influisce sullo stato di infiammazione cellulare.
L’infiammazione cellulare può aprire la strada a modificazioni in senso maligno.
Anche come trattiamo gli alimenti nella preparazione e nella cottura ha una grande importanza.
E pure i recipienti usati in cucina devono essere di sicura origine e composizione.

PEPERONCINO CHE PASSIONE

Vi piace il peperoncino?
Questa bacca piccante è molto usata nella cucina italiana.
Ce ne parla oggi la dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda, spiegandoci la provenienza, le caratteristiche e i benefici.

STORIA DEL PEPERONCINO

Il peperoncino nell’immaginario collettivo è una bacca simile ad un corno e di colore tipicamente rosso acceso. È il frutto piccante prodotto da alcune piante del genere Capsicum (famiglia delle Solanacee). È un arboscello perenne che raggiunge mediamente 100cm di altezza.
È originario della Bolivia e di alcune parti del Brasile e si è diffuso trasportato dagli uccelli.
Il popolo degli Atzechi fu il primo ad includere il peperoncino nel proprio cibo e nei rituali religiosi (5500 a.C. circa). Giunge in Europa ai tempi di Cristoforo Colombo.

EFFETTI COLLATERALI

Il grado di piccantezza del peperoncino è dovuto alla CAPSAICINA, un composto chimico che stimola i recettori del caldo situati sulla lingua, provocando un’estrema sensazione di bruciore.
La quantità di questa sostanza viene misurata con la scala Scoville.
Il peperoncino è un irritante che causa bruciore e irritazione alle mucose.
Per questo è una buona regola maneggiarlo con guanti di lattice e non toccare comunque occhi e labbra dopo averlo spezzettato.
Oltre al forte bruciore può provocare vere e proprie paralisi (naturalmente di breve durata) delle parti con cui viene in contatto.

I BENEFICI

Ora invece vi parlo delle tante virtù.
Il peperoncino fresco è ricco di vitamina A e vitamina C e di antiossidanti come i flavonoidi, luteina, beta-carotene, come sapete in grado di contrastare i radicali liberi.
Il peperoncino aumenta la sensibilità delle terminazioni nervose e stimola il rilascio di endorfine.
Ha proprietà antinfiammatorie contro tosse, raucedine ed ha proprietà antidolorifiche se applicato sulla zona dolorante.
Ha virtù antibatteriche, antidiabetiche.
Facilità la digestione perché favorisce la secrezione dei succhi gastrici.
È un vasodilatatore e migliora quindi la circolazione, cardioprotettivo ed è in grado di ridurre la quantità del colesterolo cattivo.
Ma attenzione: non mangiarlo a stomaco vuoto
Consumarlo non più di due volte a settimana
Adoperarlo in modiche quantità, all’interno di pasti che comprendano anche verdura, latticini, frutta.

L’ABC DELLA MERENDA

C’è qualcosa che non dovrebbe mancare mai nell’alimentazione dei nostri bambini?
Lo abbiamo chiesto alla dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda, ed ecco la sua risposta.

Certamente! È essenziale la merenda di metà mattina e la merenda di metà pomeriggio, fondamentali per la salute del bambino e per come possono influenzare il bioritmo giornaliero dei loro ormoni.
L’individuo adulto può tranquillamente rinunciare (anche se non è consigliabile), il bambino no.
Questo è valido sia che il bambino si trovi a scuola, oppure, come spesso purtroppo accade in questo periodo, a casa.

LA MERENDA IDEALE

Ma cosa si può fare perché queste merende siano ottimali?
Regola numero 1: dare il buon esempio!
Non possiamo pretendere che il nostro bambino si nutra in modo sano, mentre vede i genitori che assumono patatine fritte, brioche, dolci o merendine confezionate, coca cola o bibite ultra zuccherate!
È necessario offrire ai nostri bimbi cibi leggeri e nutrienti e non esagerare con le porzioni, perché la merenda è un supporto energetico, ma non costituisce un pasto vero e proprio.

La merenda deve essere:
MODERATA
PROPORZIONATA (in termini di calorie non bisogna per esempio assumere bevande gassate e dolcificate o, peggio ancora, bevande energetiche o eccitanti)
VARIATA è sempre bene abituare bambini e futuri ragazzi a sapori diversi.
Dovrebbero poi passare almeno circa 3 ore dal pasto vero e proprio successivo.

MERENDINE CONFEZIONATE

I bambini tendono a richiedere merendine golose ed è sempre più difficile dire di no. Ma perché?
In generale le merendine confezionate (così comode per altro) tendono ad indurre una dipendenza psichica a causa dell’elevato apporto di zucchero che innesca il fenomeno del “carb craving”, cioè più si mangiano zuccheri e più il corpo ne richiede.
Con il conseguente fenomeno di aumento dell’obesità infantile e dell’infiammazione generalizzata.
Che ne dite voi genitori di imparare a leggere bene le etichette delle varie merendine?
Perché sicuramente ora il mercato offre valide e sane alternative!
E ricordatevi di cominciare da subito a nutrire il vostro bimbo in modo sano: sarà un adulto consapevole del ruolo che gioca l’alimentazione sul suo benessere.

I CIBI SANI

Vediamo qualche esempio di merenda sana?
Frutta fresca di stagione
Frutta secca
Yogurt bianco con aggiunta di frutta fresca
Una fetta di dolce di lavorazione casalinga o alcuni biscotti leggeri
Un gelato (vedere bene i componenti)
Una fetta di pane preferibilmente integrale con olio evo e se è stagione, pomodoro.
Un mini panino sempre integrale con una mini fetta di prosciutto
Scaglie di cioccolato fondente
Carotine da sgranocchiare
Una fetta di tortina rustica con verdure
Una merendina confezionata, ma sana
Porridge con frutti di bosco o fettine di mela
Centrifugati di frutta e verdura fatti in casa
Tisane di gradevole sapore
La bevanda migliore è l’acqua!

Ultima raccomandazione: non forzate mai un bambino ad assumere cibi che non gli piacciono, ma stimolate l’assaggiare anche cibi che per lui possono essere una novità.
E proponete questi cibi in modo giocoso e convincente, amorevole.
A volte il modo in cui si propone un certo alimento fa miracoli!
E voi cosa date per merenda ai vostri bambini o ai vostri nipotini?