ALIMENTAZIONE IN GRAVIDANZA

La gravidanza è un momento molto atteso da tante donne.
Le neo mamme dovranno fare attenzione a tutto ciò che permetterà loro di avere una gravidanza serena: controlli periodici, esami scrupolosi, esercizio fisico adeguato e soprattutto alimentazione ad hoc.
Ecco i preziosi consigli della Dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda.

CONTROLLO DEL PESO IN GRAVIDANZA

Il bimbo in crescita nel corpo della mamma si nutre anche in base all’alimentazione della madre stessa, quindi diventa molto importante scegliere nel modo adeguato gli alimenti da portare in tavola.
Per prima cosa sfatiamo la convinzione che bisogna mangiare per due!
Non è assolutamente necessario assumere nutrimento supplementare.
Anzi, è essenziale salvaguardare il benessere della madre e di conseguenza anche del bambino, evitando di aumentare di kili non necessari.
Sarà molto importante anche valutare il peso di partenza della futura mamma e le eventuali patologie di cui soffre, per poi monitorare nei vari controlli ginecologici anche le fluttuazioni del peso.

In linea di massima il peso in una donna dalla corporatura normale dovrebbe aumentare fisiologicamente dagli 11 kg, fino ad un massimo di 16 kg.
Se la donna è in sovrappeso sarebbe consigliabile aumentare dai 7 kg a 12 kg circa
Se la donna è in obesità severa deve fare attenzione a non superare 7 kg.
Mantenendo un peso ottimale sarà molto più semplice il parto e il successivo puerperio.

ALIMENTAZIONE IN GRAVIDANZA

Attenzione però che anche un’alimentazione insufficiente o incompleta può provocare altri disagi.
Al di là del puro conteggio delle calorie, sarà fondamentale garantire qualitativamente e quantitativamente alla mamma e al nascituro tutte le sostanze essenziali:
– proteine ad alto valore biologico (carne, pesce, uova, latte e derivati)
– gli aminoacidi essenziali, anche contenuti nei cereali e legumi
– le vitamine (attenzione ad assumere acido folico in giusta quantità, caso mai integrarlo! attenzione alla vit. B12)
– tutti i minerali (attenzione al ferro!)
– giusta idratazione

È cosa molto importante distribuire cibo e bevande in modo equilibrato nel corso della giornata.
Alcune accortezze:
– lavare accuratamente frutta e verdura
– non mangiare carne e pesce crudi o poco cotti (carpaccio, sushi, salumi)
– evitare i formaggi molli, semi molli, con crosta o erborinati
– attenzione ai dolci a base di crema.

Queste sono solo alcuni cenni sull’alimentazione che una mamma deve seguire in gravidanza… se vi interessano delucidazioni, chiedete pure!

L’ALIMENTAZIONE PER CHI DONA SANGUE

Essere donatori di sangue è senza dubbio un grande gesto, oltre che un atto di umanità.
È un’azione volontaria, ma per diventare donatori di sangue è necessario soddisfare determinati requisiti di età, peso e stato di salute, che viene valutato dal medico competente.
La dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda ci spiega come regolare l’alimentazione per chi decide di compiere questo bel gesto.

L’ALIMENTAZIONE PER CHI DONA SANGUE

Un’alimentazione corretta è molto importante per essere un buon donatore di sangue, sia per quanto riguarda il giorno precedente la donazione, sia nel giorno stesso, sia dopo.
È come essere un atleta scrupoloso: preparazione, non improvvisazione!
Per prima cosa è importante mettere in rilievo che durante la donazione il nostro corpo subisce una importante fuoriuscita di liquidi a cui il nostro corpo potrebbe reagire in maniera anomala.
Vediamo come prepararci.

PRIMA DELLA DONAZIONE

Nelle 24 ore precedenti la donazione è preferibile mangiare pasta (meglio se integrale) o riso, naturalmente con condimento leggero. Alternativo un buon minestrone o comunque passato di verdura (abbondante).
Preferire carne bianca (pollo o tacchino), cucinata nel modo più semplice, senza grassi aggiunti.
Pesce, al forno o al vapore.
Assumere abbondanti verdure, sia crude che cotte.
No ad insaccati, salse, fritture, uova, latticini, bevande zuccherate, formaggi, alcolici, panna, gelati.
Bere molta acqua o tisane, permessa l’aggiunta di centrifugati di frutta.
In generale si devono preferire cibi ricchi di liquidi e ferro, ma con pochi grassi.

IL GIORNO DELLA DONAZIONE

Colazione con tè o caffè, biscotti secchi, fette biscottate con miele o marmellata, centrifugato di frutta.
No cioccolato, panna, yogurt, frutta con molti zuccheri (tipo banana e fichi).
Non bisogna affrontare la donazione a digiuno, ma bando agli zuccheri eccessivi!
Evitare di assumere latticini e alimenti a base di uova.

POST DONAZIONE

È necessario recuperare le forze adeguatamente e reintegrare le energie spese.
Che ne dite di un bel cornetto con cioccolato?
Assumere diversi liquidi bevendo acqua e succhi di frutta, mangiare zuppe, minestre, verdura.
È necessario raddoppiare le dosi di liquidi solitamente assunti.
Meglio non esagerare con cibi solidi, perché si potrebbe alzare la pressione del sangue.
No alcol, no fumo: l’alcol da fenomeni di disidratazione, il fumo può causare sbalzi pressori e conseguenti vertigini e svenimenti.

Naturalmente continuare sempre con una sana alimentazione nella vita di tutti i giorni, per essere dei super donatori!

CONOSCI IL TUO FEGATO?

Ci sono molte espressioni di uso comune in cui viene citato il fegato, come “rodersi il fegato”, cioè essere pieno di astio, oppure “avere fegato”, quindi essere coraggiosi.
Gli antichi Greci consideravano il fegato la sede dei sentimenti. Nel corso dei secoli questa credenza ha continuato a vivere e il fegato è stato sempre collegato, nell’opinione popolare, a manifestazioni del carattere e dell’umore.

La dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda ci parla oggi proprio del nostro fegato, e di come l’alimentazione lo condizioni, portando talvolta a steatosi epatica.

FEGATO E ALIMENTAZIONE

Lo sapete che il nostro fegato può aumentare di volume per colpa di un’alimentazione sbagliata? Questa condizione prende il nome di “steatosi epatica”, ovvero “fegato grasso”.
Le steatosi epatica è una condizione caratterizzata dall’abnorme accumulo di grassi all’interno degli epatociti (le cellule del fegato).
Di solito il grasso epatico rappresenta il 5% del peso di questo organo.
In percentuale variabile fino al 20% la steatosi può evolvere verso processi infiammatori e/o necrotici (NASH), di questo organo essenziale per la nostra sopravvivenza.

La steatosi (esclusa quella derivante da un’assunzione massiva di alcol) è più frequentemente causata da obesità, aumento del colesterolo e dei trigliceridi, diabete, malattie metaboliche e virali, e da numerosi farmaci.
Ma nella maggior parte dei casi è l’alimentazione sbagliata la causa regina di questa condizione.
Se si assumono troppi grassi, il fegato non riesce a smaltirli e a trasformarli in energia, è così costretto ad accumularli.

COSA MANGIARE

Purtroppo la steatosi epatica non presenta sintomi o disturbi specifici e viene individuata solo in sede di visita ecografica e/o di esami specifici.
Un fegato che funziona male è dannoso per il nostro benessere e può portare a malattie molto severe.
Bisogna volersi bene ed evitare questa possibilità.
Come?
Mettendo in pratica un’alimentazione corretta, non incentrata su grassi, carboidrati raffinati, zuccheri, dolci e alcol, ma ricca di verdura e frutta.
Preferire le carni bianche, il pesce, da alternare ai legumi.
Sostituire i grassi animali con i corrispettivi vegetali.
Diminuire drasticamente i formaggi grassi.
Ogni giorno mangiare tre porzioni di verdura e due di frutta fresca.
Eliminare l’alcol!
Non abusare di farmaci.
Praticare abitualmente esercizio fisico.
Non fumare.
Informarsi presso il proprio medico della possibilità di usare prodotti fitoterapici utili per supportare la funzionalità epatica.

È SEMPRE TEMPO DI RISO

È sempre tempo di riso.
Il riso non ha stagione, non ha età, non ha paese… lo mangiano proprio tutti!
Abbiamo chiesto alla dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda di darci qualche informazione circa questo cibo.

STORIA DEL RISO

Oggi vi parlo di un alimento che viene portato tantissime volte sulle nostre tavole, talmente versatile che si può utilizzare in mille modi e del quale si parla troppo poco: il RISO!
Gli antichi greci e i romani conoscevano molto poco il riso.
Sono stati gli arabi che lo introdussero in Europa, attraverso la penisola iberica.
Gli olandesi lo portarono poi nel Nord America nel XVII secolo e in seguito anche in Africa.
La sua diffusione era ed è massima nell’Asia, dove a tutt’oggi è inconcepibile un pasto senza riso.

BENEFICI

È un cereale appartenente alla famiglia delle graminacee (oryza sativa).
Come tutti gli alimenti ha delle caratteristiche peculiari.
Per iniziare possiamo far presente che è privo di glutine, per cui il consumo è indicato per chi soffre di celiachia.
A dispetto della sua popolarità, è il meno nutriente tra i cereali, soprattutto quello raffinato.
Contiene poche proteine, ma consumandolo insieme ai legumi, questo problema si risolve felicemente e gustosamente.
È privo di grassi e ricco di amido (amilopectina), ma in forma molto assorbibile; povero di vitamine e di sali minerali.
È facile da digerire, cosa che ne fa un alimento utile per bambini, anziani, soggetti fragili.
Si assimila velocemente, bastano 1-2 ore.

CONTROINDICAZIONI

Possiede un elevato indice glicemico, soprattutto il riso bianco e raffinato.
Con il riso l’insulina è prodotta in quantità elevata e si rischia di ingrassare se ne consumiamo molto, ma per fortuna ci sono tante varianti di riso, con comportamenti metabolici diversi e migliori.
Per esempio il riso basmati, quello tailandese e integrale, sono meno zuccherini perché più ricchi di amilosio. Sono perciò a più basso indice glicemico e non danno sbalzi insulinici.
È consigliato portare questi tipi di riso sulle vostre tavole, stando attenti agli abbinamenti.

ABBINAMENTI

Quando mangiate riso, non mangiate frutta, ma via libera alle verdure, ai legumi, a un secondo di carne o pesce, ma state lontani dalle patate!
Cercate di mantenere la cottura sempre al dente, più è cotto e meno è digeribile!
Attenzione al falso mito del piattone di riso in bianco …non fa dimagrire
Ma sarà utilissimo nei casi abbiate avuto episodi di diarrea o comunque di gastroenterite, perché aiuta a ripristinare la mucosa intestinale in sofferenza ed ha un’azione astringente.
Come potete vedere è un alimento molto leggero, e di facile digeribilità, ma non bisogna impostare il proprio regime alimentare esclusivamente sul riso da solo, bisogna abbinarlo ad altri alimenti ricchi di quel che manca a questo cereale.

LA VITAMINA C

Spesso associamo l’idea di vitamina C, con il frutto dell’arancia.
La dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda ci ha spiegato la scorsa settimana che ci sono altri alimenti ricchi di questa vitamina, e ce ne parla oggi nella rubrica FOOD IS LIFE!

VITAMINA C

Nel mio precedente contributo vi ho parlato dell’importanza della vitamina C per il benessere del nostro organismo e vi ho promesso di dirvi in quali alimenti è contenuta, oltre che nelle arance, naturalmente.

Vi ricordo anche che la vitamina C è idrosolubile e termolabile e che i lavaggi prolungati degli alimenti che la contengono possono alterarne le quantità, così come la cottura.
Per questo i cibi in questione vanno cotti velocemente oppure mangiati crudi, il calore infatti tende a disperderne la quantità.

Gli alimenti più ricchi di vitamina C sono alcuni frutti freschi, come ananas, agrumi, kiwi, fragole, ciliegie; alcune verdure fresche come lattuga, spinaci, radicchi, broccoletti; alcuni ortaggi come cavoli, peperoni, broccoli, cavolfiori, pomodori; alcuni tuberi come le patate, soprattutto quelle novelle.

ALIMENTI RICCHI DI VITAMINA C

Ma vediamo ora la classifica dei cibi più ricchi di vitamina C.
KIWI: una vera e propria miniera di acido ascorbico. Basta un kiwi al giorno per soddisfare il fabbisogno giornaliero di vitamina. In 100 gr di frutto ce ne sono circa 90 mg.
RIBES: cento grammi di ribes contengono circa 40 mg di vitamina C, una quantità paragonabile a quella degli agrumi.
BROCCOLI: hanno più vitamina c delle arance!!! Bisogna cuocerli brevemente e al vapore o saltati in padella.
RUCOLA: contiene 110 mg di vitamina ogni 100gr
SPINACI: mangiateli sia crudi in insalata o saltati in padella.

Ricordatevi sempre di mettere in tavola abbondanti quantità di questi alimenti e la vostra salute sarà assicurata, insieme ad un ottimo funzionamento del sistema immunitario, che tanto ci deve aiutare in questo periodo!

Arance: proprietà nutrizionali

Quanto sono buone le arance?
Questo lo pensiamo tutti, come è risaputo che fanno bene alla nostra salute.
Scopriamo il perché con la dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda.

ARANCE E PROPRIETÀ NUTRIZIONALI

Sono decisamente il frutto simbolo dell’inverno e vengono assunte sia a spicchi, sia sotto forma di succo, che è diventato molto popolare come bevanda da colazione e dissetante.
Bisogna però dire che il succo ha un minore contenuto di calcio e fibra, che sono due nutrienti che si trovano principalmente nella polpa.
Altre sostanze contenute nell’arancia sono:
• Minerali (potassio, calcio, ferro, magnesio)
• Zuccheri
• Acido folico
• Fibra vegetale
• Acidi organici (acido citrico)
• Carotenoidi
• Elementi fitochimici come flavonoidi e limonoidi
• Vitamine

LA VITAMINA C

La regina delle vitamine contenute è senz’altro la vitamina C, che, mai come in questo momento, è essenziale per rinforzare le difese del sistema immunitario contro le infezioni virali.
Ma lo sapete che la vit. C ha anche altre proprietà?
È antiossidante, cioè neutralizza i radicali liberi, sostanze che fanno invecchiare le cellule e che provocano il deterioramento del DNA.

È antitossica, ossia neutralizza l’azione di una serie di sostanze tossiche, come le nitrosamine (carni stagionate).
Contribuisce alla formazione del collagene, migliora la consistenza di denti e ossa, rinforza i capillari e le pareti arteriose
Facilita l’assorbimento del ferro non eme, quello presente negli alimenti vegetali, nelle uova ecc.

Un adulto necessita di almeno 60 mg di vit C al giorno.
Va tenuto conto che questa vitamina non si trova immagazzinata nelle cellule e deve essere assunta quotidianamente.
L’unica fonte sicura sono la frutta fresca e i vegetali.
Una carenza di questa vitamina può causare abbassamento delle difese immunitarie di fronte alle infezioni, apatia, dolori articolari.
Nella gravidanza, allattamento, sforzo fisico estremo, periodo influenzale è necessario un surplus di questa vitamina.

Oltre alle virtù essenziali per il benessere, bisogna ammettere che le arance sono talmente buone e versatili nell’uso…che non si smetterebbe mai di usarle in cucina!
È un piacere anche solo toccarle e guardarle.
Nel prossimo appuntamento della nostra affezionata rubrica “FOOD IS LIOFE”, vi dirò in quali altri favolosi alimenti è contenuta la vitamina C!

NATALE: POCHE PERSONE ATTORNO AL TAVOLO, MA MOLTO CIBO

Natale è passato, purtroppo è stato un Natale come non avremmo pensato di vivere.
Ma anche se lo abbiamo trascorso in compagnia di un numero ristrettissimo di persone, le nostre tavole sono state comunque imbandite con ottimo e tanto cibo.
Cibo, cibo e ancora cibo!
Purtroppo, poco movimento fisico per via delle ormai note limitazioni e, diciamocelo pure, anche un po’ per pigrizia.

Il nostro palato ne sarà contento, ma chiediamoci se anche il nostro organismo lo sia.
Quindi cosa fare?
Lo abbiamo chiesto alla dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda!

IMPARARE A SELEZIONARE IL CIBO

Cosa fare per non uscire rotolanti e pieni di sensi di colpa da questo periodo di giusto relax?
Come evitare di affacciarci a gennaio con qualche chilo in più?
Diventiamo dei fini strateghi e poniamo subito rimedio!
Il cibo non è un nemico, se impari ad amarlo ti renderà felice.
Puoi imparare a selezionare del cibo sano, senza minacciare la linea.

COLAZIONE, PRANZO, CENA E SPUNTINO

Dimenticate per questi giorni che seguono il Natale e la vigilia, i pasti ricchi di carboidrati, sembra difficile ma vi assicuro che ci si riesce benissimo.
Abolite pane, pasta, grissini, stuzzichini, risotti…insomma, tutto ciò che contiene cibi fatti con farine di vario tipo.
È importante mantenere una dose di carboidrati a colazione (vi ricordate l’importanza della colazione, vero?).
Si può spaziare dalle fette biscottate rigorosamente integrali o senza glutine, ad un toast, a biscotti (pochissimi mi raccomando) integrali o senza glutine, a cialde soffiate di riso o di cereali vari.
Un bel centrifugato depurante o drenante completerà il tutto.

Non esagerate però con la frutta! È buonissima e salutare, ma ricca di zuccheri e in questo periodo è ottima cosa ridurre l’apporto di zucchero, che purtroppo è onnipresente, anche in cibi non sospetti.
Ai pasti principali diamo via libera a tutto ciò che è proteico, facciamo cioè uso di proteine animali o vegetali (naturalmente No agli affettati di qualsiasi tipo e alle preparazioni di cibi fritti e/o molto unti).
Via libera anche ad abbondanti porzioni di verdure di tutti i tipi (crude o cotte), eliminando naturalmente le patate che contengono troppi amidi.

Via libera a tutto ciò che “zuppa, passato di verdure, minestroni (senza aggiunta di pasta, naturalmente), tenendo presente che col freddo aumenta fisiologicamente il desiderio di cibi caldi e liquidi.
Niente dolci, dolcini, dolcetti, cioccolata.
Niente bevande alcooliche: i brindisi non ci mancheranno nei prossimi giorni!
Solo una buona e trasparente acqua, in grandi quantità.
Per i più motivati: potete benissimo consumare 1 pasto sostitutivo al giorno. Sono ben fatti, completi, non vi tolgono forza e li trovate un po’ dappertutto oramai, anche nei supermercati.

Come fuori pasto, uno yogurt, una manciata di semi oleosi, una barretta confezionata.
Dopo cena…stop! Non si mangia più nulla!

CAMMINARE FA BENE

Ultima raccomandazione: bastano 10 minuti di camminata dopo i pasti per tener sotto bada la glicemia. Meglio una breve camminata (10 minuti, ripeto) tutti i giorni dopo i pasti, che mezz’ora o un’ora di movimento ogni tanto, quando abbiamo voglia o ce ne ricordiamo.
E questo secondo studi recentissimi, seri e ben monitorati.

LA TRADIZIONE IN TAVOLA

Natale vuol dire famiglia, e famiglia è cibo fatto in casa!
Quello tradizionale, che si tramanda di generazione in generazione.
Molte tradizioni non vengono rispettate, ma alcune resistono e anzi, con questa bruttissima crisi emergenziale, si stanno riscoprendo e apprezzando i sapori tipici.

Ad ogni regione spetta la sua tradizione culinaria.
Dalle montagne, al mare, passando per la campagna, da anni e anni si seguono bellissime e buone abitudini.
Mi limiterò ad elencare alcune ricette tradizionali, in quanto non sarà mai possibile scrivere tutte le pietanze della cucina Italiana, che ha un patrimonio immenso di prodotti e ricette.
Questi primi piatti vengono spesso metti a tavola durante le feste natalizie.

PRIMI PIATTI TRADIZIONALI

Parlando dei primi piatti, che sono abbondanti e il più delle volte plurimi, ecco un rapido elenco:

Piemonte: dominano gli agnolotti ripieni di carne, o un risotto al Barolo
Lombardia: tortellini in brodo o casoncelli di vario tipo (zucca, carne, ricotta e spinaci)
Emilia Romangna: tortelli tradizionali, al burro e salvia o di zucca, pasta fatta a mano (tagliatelle o lasagne), passatelli in brodo
Alto Adige: canederli in brodo o asciutti, polenta
Friuli Venezia Giulia: trippa con sugo e formaggio, brovada e muset
Liguria: maccheroni in brodo, ravioli alla genovese
Val d’Aosta: zuppa alla Valpellinentze, carbonara valdostana
Veneto: brodo di cappone, gnocchi al sugo d’anatra, polenta e baccalà
Toscana: cappelletti in brodo, caciucco
Umbria: cappelletti ripieni di cappone, spaghetti alla nursina
Marche: maccheroni allo stoccafisso, spaghetti al sugo di mare
Abruzzo: minestra di cardi, timballo di scripelle
Lazio: cappelletti in brodo, pasta ai broccoli
Puglia: orecchiette alle cime di rapa, cavatelli ai frutti di mare
Basilicata: minestra di scarola, strascinari con ragù
Campania: spaghetti con le vongole, linguine all’astice
Calabria: spaghetti con le alici e mollica di pane, minestre di verdure
Sardegna: linguine ai ricci, culurgiones
Sicilia: pasta con le sarde, timballo di riso

Vi è già venuta l’acquolina in bocca?

PANDORO O PANETTONE?

L’eterna lotta tra pandoro e panettone!
Sono da sempre i dolci tradizionali natalizi, presenti sulle tavole di tutti gli italiani.
In questo Natale, che dovremo passare in casa tra molte limitazioni, ci aiuteranno a creare un po’ di atmosfera, con un tocco di dolceza.
Cosa scegliere? Pandoro o panettone?
Lo abbiamo chiesto alla dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda.

PANDORO O PANETTONE

Al di là dei gusti personali e delle varie marche preferite, ci sono alcune differenze nutrizionali fondamentali.
Nel panettone tradizionale ci sono più uova, contiene canditi e uvetta e questo è quello che salta più agli occhi, ma ci sono altre differenze che ora vi racconterò.

Il PANETTONE è fatto con lievito madre e deve lievitare per circa 2-3 giorni.
È un prodotto dolciario da forno a pasta morbida.
Ha base rotonda con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico.
Contiene farina di frumento, zucchero, uova di categoria A, materia grassa butirrica, uvetta, scorze di agrumi canditi.
Il produttore può aggiungere in modo facoltativo: latte e derivati, miele, burro di cacao, zuccheri, lievito, aromi naturali, il conservante acido sorbico, il conservante sorbato di potassio, aromi fruttati.
Il panettone possiede tra le 330-360 calorie per 100 grammi.

IL PANDORO ha un impasto che deve lievitare per 18 o 36 ore al massimo.
Ha una forma caratteristica a tronco di cono con sezione ottagonale e una superficie esterna non crostosa, una struttura soffice e setosa, con una alveolatura minuta e uniforme.
Ha un aroma molto caratteristico di burro e vaniglia e in effetti contiene molto burro e vanillina o aromi di vaniglia.
Nel pandoro il burro è inserito con la “sfogliatura”, mentre nel panettone è inserito direttamente nell’ultimo impasto.
Il pandoro ha una pasta più gialla, è più morbido…e sa di brioche.
Le calorie possono arrivare a 410 per 100 grammi.

TANTE CALORIE

Come avete letto pandoro e panettone hanno entrambi un elevato contenuto calorico e non possono essere certo catalogati nei cibi dietetici.
Il pandoro però vince in termini di attentatore alla nostra linea!
Ma Natale viene una volta sola, quindi come regolarci?
Il trucco per non rinunciare a questi dolci caratteristici, è di ridurre le calorie del resto del pranzo o della cena, oppure di limitare la porzione, o ancora aumentare l’attività fisica prima, durante e dopo le feste.

Soprattutto in questo Natale, sediamoci a tavola e concediamoci delle dolci coccole culinarie, ne abbiamo tutti un po’ bisogno.

UOVA IERI E OGGI

Le uova: un alimento nutriente, facile da cucinare ed economico.
Ce ne parla la dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda.

UOVA IERI E OGGI

Le uova sono state demonizzate per anni, adducendo motivazioni che oramai sono superate, per merito di studi nutrizionali aggiornati.
Tempo addietro si vedeva solo la necessità di limitare l’assunzione di grassi saturi e di colesterolo, contenuti all’interno delle uova, il tutto per prevenire il rischio di patologie cardiovascolari.
Oggi si è studiato a fondo questa relazione e si è visto che i grassi saturi non incrementano in modo significativo questo rischio e che la quasi totalità del colesterolo ematico deriva da sintesi a livello del fegato e non da quanto se ne assume con l’alimentazione.
Oggi le uova sono viste come un alimento che dona benessere, a patto naturalmente che non si soffra di allergie manifeste.
Per cui, piena riabilitazione di questo splendido cibo, fonte versatile di proteine e vitamine.

PROPRIETÀ NUTRIZIONALI

Le uova contengono acido stearico, che è un grasso saturo che viene convertito in monoinsaturo dal fegato, con effetti positivi nella protezione dalle patologie cardiovascolari.
Il tuorlo contiene tante proteine, numerose vitamine e micronutrienti molto utili al benessere dell’organismo:
1) vitamina D, vitamina E, K, A, B6, B12
2) antiossidanti
3) colina, che è un precursore dell’acetilcolina (neurotrasmettitore) e modulatore del metabolismo lipidico.
L’albume è un’ottima fonte di proteine, ma è composto sostanzialmente solo da queste, acqua e pochi nutrienti in piccole quantità.
Il contenuto proteico delle uova è quello a più alto valore biologico, infatti fornisce tutti gli aminoacidi necessari al nostro corpo e in quantità estremamente simili a quelle richieste dal corpo umano.

LE UOVA IN CUCINA

Le uova non devono mancare nella dieta di ciascuno di noi, senza abusarne, naturalmente e verificando l’origine controllata.
Il codice che viene apposto su tutte le uova in commercio indica la tracciabilità del prodotto e riporta le informazioni relative all’origine.
È consigliato prediligere uova biologiche provenienti da galline allevate a terra.
Ci sono molte ricette, ognuno può cucinarle nel modo preferito!
Meglio evitare le uova fritte o preparazioni che richiedano l’utilizzo di oli in cottura.
Se si amano strapazzate o all’occhio di bue, utilizzare una buona padella antiaderente, in modo da eliminare olio e burro.
Sode o alla coque, in camicia o al forno sono alcuni dei modi salutari per cucinare e gustare questo prodigioso cibo.