CALDO, SUDORE E POTASSIO

Quanto ci piace l’estate!
Le lamentele, però, cadono sempre sullo stesso argomento… il caldo!
Con il caldo afoso si suda, eccome se si suda, con il minimo movimento o solo stando fermi.
La dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda affronta oggi questo tema: il caldo, il sudore e il potassio.

Il sudore è il prodotto dei 3-4 milioni di ghiandole sudoripare disperse nello strato intermedio della nostra cute, è un liquido ipotonico ed è composto soprattutto da sali minerali e acqua.
Se si suda tanto, molti sali minerali vanno perduti, con conseguenze non piacevoli per il nostro organismo.
Fra i sali minerali, molto prezioso è il POTASSIO.

IL POTASSIO

È un macro elemento presente nelle nostre cellule in grande quantità ed è coinvolto in diversi fenomeni di vitale importanza.
Partecipa alla contrazione muscolare, inclusa quella del muscolo cardiaco, contribuisce alla regolazione dell’equilibrio dei fluidi e dei minerali all’interno e all’esterno delle cellule e aiuta a mantenere la pressione nella normalità, smorzando gli effetti del troppo sodio.
Ha effetto sull’equilibrio acido-base e sulla ritenzione idrica.

Può ridurre il rischio di produrre calcoli renali ricorrenti e la possibilità di perdita di tessuto osseo che si verifica durante la vecchiaia.
Per un adulto si considera adeguato un apporto di 2000 mg di potassio al giorno.
In una dieta standard l’apporto giornaliero di potassio è di circa 4gr ed è largamente superiore al fabbisogno richiesto.

La sua carenza è altamente improbabile, ma quando si suda molto bisogna averne il sospetto se si prova debolezza muscolare, irregolarità del battito cardiaco, cambiamenti dell’umore, nausea e /o vomito.
Molta attenzione quindi da parte di chi pratica sport e soprattutto durante il periodo caldo!

In che alimenti andiamo a prendere la nostra provvista di potassio?

Le fonti principali sono FRUTTA, VERDURA, LEGUMI, in particolare le verdure a foglia verde, i pomodori, i cetrioli, le zucchine, le melanzane, la zucca, le patate, le carote, i fagioli, i piselli, gli asparagi, i cavolfiori, gli spinaci, le banane, le albicocche e tutta la frutta secca.
In quantità inferiori è contenuto anche nei latticini, nella carne rossa, nel pollame e nel pesce.
Attenzione dunque a non privarci di questi alimenti, a bere molto e se si fa sport attenzione al reintegro mediante soluzioni appositamente studiate e con una giusta composizione.

COCKTAIL E MINDFUL DRINKING

Quando l’estate avanza si è soliti uscire nelle ore serali e sorseggiare un buon drink, che può essere semplice o sofisticato, poco o decisamente alcolico.
Abitudine molto diffusa soprattutto tra i ragazzi, che si danno appuntamento nei locali per passare la serata tra amici.
Ma anche tra adulti, magari nei weekend, quando ci si vuole riposare e passare la serata in compagnia.
Cosa ne pensa la dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda circa l’assunzione di cocktail?

COCKTAIL, LA PAROLA ALL’ESPERTO

Da medico ho il dovere di non spingere al consumo di cocktail molto alcolici, soprattutto da parte degli adolescenti, perché l’organismo degli adolescenti non è ancora pronto a metabolizzare le sostanze alcoliche in maniera efficiente e il consumo eccessivo (binge drinking), può portare a drammatiche conseguenze.
Sono molti i cocktail alcolici in voga: Americano, Daiquiri, Green iguana, Hurricane, Kartini Sapphire, Mai Tai, Mojito, Caipiroska…
Ma fortunatamente i cocktail analcolici prendono sempre più piede nel mondo della mixology moderna.

Low alcol è oggi diventato sinonimo di bere bene e in modo consapevole, i drink analcolici hanno raggiunto la fama dei prodotti gourmet.
Il mindful drinking è un fenomeno che si è fatto strada tra i millennials e si è diffuso a tal punto che oggi sono nati veri e propri locali che accolgono esclusivamente richieste di drink analcolici.
Si servono versioni analcoliche dei cocktail più classici e richiesti, ma con una regola: rinunciare all’alcol va benissimo, ma con gusto!

Impazzano i super food e arriva anche la versione cocktail con short e long drinks a base di canapa, zenzero, spirulina, alga kombu, curcuma…
Esistono versioni low alcol del Bloody Mary, del Mojito, del Moscow mule.
Prodotti freschi, biologici e salutari, estratti, centrifugati e con un goccio di distillato per dare quella marcia in più.
Oltre a sostituire la componente alcolica con succhi, ginger, seltz, si possono aggiungere un’ampia varietà di frutta e di verdura e di spezie.

Il pregio ulteriore dei mocktail (cocktail analcolici) è di adattarsi ad ogni occasione: pre-dinner o after-dinner, long drink o bevande dissetanti consumabili in diversi momenti della giornata.
E sono talmente instagrammabili…

COCOMERO, IL FRUTTO ESTIVO PER ECCELLENZA

Lockdown, Covid-19, il distanziamento sociale, la crisi economica, la politica in subbuglio… il 2020 ci ha messi alla prova.
Ma per fortuna, puntualmente, il 21 giugno è arrivata l’estate.
Ci meritiamo un po’ di caldo e di spensieratezza.
Abbiamo chiesto alla dottoressa Chiara D’Adda a cosa pensa se diciamo “estate”, e la risposta è stata chiara: COCOMERO!

ANGURIA O COCOMERO

Se mi dicono di pensare a qualcosa di estivo, allegro e spensierato, il mio pensiero va immediatamente al cocomero, o anguria, come in alcune province italiane viene chiamato.
È il frutto della pianta del cocomero (citrullus lanatus), una pianta erbacea rampicante appartenente alla famiglia delle cucurbitacee.
Produce da tre a cinque frutti, con un peso che può variare da tre a dieci chili l’uno.

PROPRIETÀ

Estremamente rinfrescante, idratante, dissetante, remineralizzante, alcalinizzante, diuretico, lassativo.
Mordere la sua dolce e profumata polpa e sentire la bocca piena del suo succo è un vero piacere.
Col grande caldo vi potete sentire stanchi e spossati e perdere col sudore molti sali minerali.
Uno dei tanti benefici derivanti dall’assunzione di questo voluminoso e prezioso frutto è appunto il contenuto di potassio, magnesio, ferro, fosforo, calcio, zinco.
Potete usarlo come un ottimo reintegro dei sali minerali persi.

Inoltre contiene licopene, un antiossidante in grado di conferire alla polpa dell’anguria la colorazione rossa. Lo sapete che contiene più licopene del pomodoro?
Questo frutto rinforza il sistema immunitario, ha proprietà antiinfiammatorie, depura l’organismo, migliora l’aspetto della pelle e dei capelli, aiuta il sistema cardiocircolatorio e contribuisce alla solidità delle ossa.
Contiene inoltre vitamina A e vitamina C, vitamina B1 e B6.

È ricca di carotenoidi (il principale è il licopene) che sono in grado di combattere l’azione dei radicali liberi e quindi l’invecchiamento della pelle.
È ricca anche di citrullina, un aminoacido che assicura l’equilibrio della pressione e mantiene elastiche le pareti arteriose, quindi in grado di prevenire l’ipertensione e le malattie cardiache.

Secondo alcune ricerche una fetta di anguria al giorno sarebbe addirittura in grado di ridurre i livelli di colesterolo nel sangue.
È ricca di acqua (95%) e povera di calorie.
Praticamente perfetta!

CONTROINDICAZIONI

Piccole controindicazioni: può dare problemi di gastrite e colite, per alcune persone può essere di difficile digestione.
Una certa attenzione devono prestare le persone che soffrono di diabete, perché questo frutto ha un elevato indice glicemico.
E attenzione se si soffre di allergia all’aspirina, perché contiene salicilati naturali.
L’anguria attiva l’istamina, per cui attenzione se si soffre di allergie alle graminacee e al polline, perché potrebbe dare reazioni allergiche crociate.

ORTORESSIA, L’OSSESSIONE PER IL MANGIAR SANO E NATURALE

Oggi la dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda ci parlerà di un argomento non molto conosciuto, ma che si sta tramutando in una patologia a tutti gli effetti, considerando che un numero sempre crescente di persone ne mostra, più o meno velatamente, i sintomi: l’ORTORESSIA!

Prova a pensare:
– Sei così attento all’alimentazione sana da rinunciare a cene e uscite?
– Pianifichi la dieta e la spesa fin nei minimi dettagli?
– Hai eliminato gli alimenti che sospetti essere nemici della salute?
– Ti documenti in modo ossessivo circa gli effetti degli alimenti sul tuo organismo e sulla possibilità che ti facciano ingrassare?
ATTENZIONE!

L’ORTORESSIA NERVOSA È L’OSSESSIONE PER IL MANGIAR SANO E NATURALE.

Detto così potrebbe sembrare una cosa da poco, poiché l’attenzione al mangiar bene e ad uno stile di vita sano è una parte importante del nostro modus vivendi ed è qualcosa di molto positivo per la nostra salute.
Purtroppo può diventare una sorta di fanatismo, con un comportamento estremo e ripetitivo di controllo sul cibo, che nulla ha a che fare con il benessere .
Questo disturbo fu diagnosticato per la prima volta nel 1997 dal medico inglese Steven Bratman.
Il nome deriva dal greco Orthos “giusto” e Orexis “appetito”.
Descrive una condizione para-patologica caratterizzata da un comportamento alimentare eccessivamente rigido e una fissazione verso il cibo sano, biologico e puro.
Chi soffre di questo disturbo non è preoccupato della quantità dei cibi che introduce nella propria dieta, ma dalla qualità.
Questo comporta una ricerca maniacale di cibi naturali, non contaminati da sostanze chimiche artificiali e da analisi esasperate sull’origine, la lavorazione e il confezionamento degli alimenti.

L’ossessione può riguardare anche la componente calorica dei cibi, riferita al contenuto di grassi e zuccheri.
In Italia, secondo recenti ricerche, circa il 15 % degli individui soffrirebbe di ortoressia, con una netta prevalenza degli uomini (11,3%) rispetto alle donne (3,9%).
Ripeto ancora una volta che questo interesse verso il cibo è in condizioni normali positivo, ma diventa problematico quando l’attenzione per l’alimentazione sana diventa L’ASPETTO PIÙ IMPORTANTE DELLA VITA di una persona.

Di conseguenza si può assistere ad una restrizione sempre più rigida dei cibi permessi.
La persona affetta da ortoressia diventa quasi un’asceta alimentare.
Mangiare cibo sano è bellissimo, ma non quando diventa il fulcro ossessivo della nostra vita!

IL SOLE BACIA I BELLI

Ci meritiamo lo star bene, ci meritiamo la felicità!
Dopo questo periodo molto stressante, diciamo pure angosciante e pieno di limitazioni e di paure, la ripartenza non deve farci paura.
Naturalmente è indispensabile mettere in pratica i comportamenti virtuosi imparati nel nostro vivere quotidiano di questi giorni.
La ripartenza è fatta anche dallo stare all’aria aperta e dalla cura del nostro corpo!

E cosa c’è di più bello e salutare del farci “baciare dal sole”?
Ecco i consigli della dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda

Il sole, al mare come in montagna o in città, fa bene alla salute e alla nostra psiche.
Ci regala un aspetto salutare e tonico, che tanto ci piace.
Ma attenzione, c’è un organo che più degli altri può soffrire di una eccessiva esposizione al sole: la nostra pelle.
È per questo che bisogna prepararla per tempo, attraverso una giusta alimentazione
Questo è fondamentale per ottenere un’abbronzatura omogenea, evitare le scottature, e far sì che si mantenga nel tempo.
Naturalmente non dimentichiamo mai l’uso di appositi prodotti solari con un’alta protezione dai raggi UV.
Vitamine e betacarotene sono le parole d’ordine, ma dobbiamo anche prediligere cibi antiossidanti e antinfiammatori.

Aiutano a regolarizzare il microcircolo e rinforzare i capillari, che vanno in sofferenza per le alte temperature e per l’esposizione eccessiva al sole.
Inoltre sulla nostra tavola, in questa stagione, non devono mai mancare cibi contenenti acido lipoico, licopene, betacarotene, luteina, zeaxantina, vitamine A, C, E, acido folico, coenzima Q10, Omega 3.

Vediamo la lista della spesa

Pomodori, ricchi di licopene, che dona elasticità alla pelle, stimolando la rigenerazione del collagene.
Carote, cavoli, bietole, peperoni rossi, fragole, mango, melone, anguria per avere un’abbronzatura senza scottature e che duri nel tempo. Contengono betacarotene, che favorisce la produzione di melanina, utile a neutralizzare la produzione di radicali liberi in risposta ai raggi UV per previre l’invecchiamento cutaneo.
Patate, spinaci, broccoli che contengono acido lipoico, un potentissimo antiossidante.
• Cicoria, piselli, uova, prezzemolo, cavoletti di Bruxelles contengono luteina, la quale protegge gli occhi dall’azione dei raggi UV.
Mele, pesche, e tutti i vegetali di colore giallo arancione, si fa il pieno di vitamina A!
Frutti di bosco, agrumi, kiwi, peperoni, ortaggi e foglia verde ricchi di vitamina C, prevengono le macchie dovute all’avanzare dell’età e la pelle rimane molto elastica.
• Germe di grano, oli vegetali, avocado, ricchi di vitamina E. Migliorano l’idratazione e l’elasticità della pelle.
Yogurt naturale e formaggi, aumentano l’acido folico indispensabile nella riparazione delle fibre del collagene ed elastina.
• Frutta secca, pesce azzurro, frutti di mare nei quali troviamo Omega 3 e Omega 6!
ACQUA! Indispensabile berne in abbondanza, per mantenere stabile il bilancio idrico.

BUONA E SALUTARE ABBRONZATURA!

INTOLLERANZA AL LATTOSIO

L’appuntamento odierno con la rubrica FOOD IS LIFE è dedicato all’intolleranza al lattosio.
La dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda ci spiega quali sono i sintomi, come procedere la diagnosi e la terapia.

Soffrite di:
• Digestione lenta
• Gonfiore addominale (a volte doloroso)
• Flatulenza, meteorismo, crampi addominali severi
• Stanchezza, senso di pesantezza dopo i pasti
• Diarrea, feci non formate, stipsi, alternanza di diarrea e stipsi
• Mal di testa
• Problemi cutanei
È molto probabile che siate intolleranti al lattosio!
Il lattosio è costituito da due zuccheri: il galattosio e il glucosio.
Il primo è essenziale per la formazione delle strutture nervose, il secondo rappresenta il substrato energetico primario dell’organismo.

DIAGNOSI

Ricordatevi sempre che la diagnosi di questo tipo di intolleranza deve essere sempre confermata da un medico che si accerterà tramite test validati scientificamente.
Il più accurato e diffuso è il “Breath test”, esame semplice e non invasivo che consiste nel soffiare in un rilevatore, il quale valuta la presenza di gas idrogeno nell’aria espirata.
L’intolleranza al lattosio è una condizione patologica in cui il consumo di latte e derivati provoca una reazione non allergica, ma che si manifesta con disturbi del tratto gastrointestinale

L’intolleranza al lattosio può essere primaria o secondaria e quindi transitoria.
Nel primo caso il nostro organismo non produce le LATTASI per un difetto genetico e per questo motivo i sintomi si manifestano sin dalla prima infanzia.
Nel secondo caso, si può soffrire di una intolleranza transitoria, in cui si assiste alla temporanea perdita delle lattasi. Infezioni o lesioni del tratto gastrointestinale, mutazioni dietetiche repentine sono i fattori causali più comuni alla base di questa condizione.
In alcuni e rari casi, l’intolleranza al lattosio può essere dovuta non tanto alla carenza di lattasi, quanto alla deficienza degli enzimi proteolitici necessari alla digestione delle proteine del latte.

COSA FARE SE VIENE CONFERMATA LA DIAGNOSI DI INTOLLERANZA AL LATTOSIO?

Il vostro medico di fiducia, il medico nutrizionista o lo specialista in allergologia, saprà senz’altro consigliarvi nel modo giusto, togliendo alcuni alimenti causa di malessere e dandovi un regime dietetico ad hoc!

DIVERSI TIPI DI CAFFÈ

“Un caffè ristretto in tazza grande, molto caldo, con del latte di soia temperatura ambiente e mezza bustina di zucchero di canna. Grazie.”
Le richieste di caffè al bar sono talmente varie che si prestano ad essere ironizzate.
La dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda ci ha parlato la scorsa settimana del caffè e dei suoi valori in termini di contenuti e di effetti sull’organismo umano.
Oggi ci fornisce delle alternative al caffè espresso, le possiamo trovare al bar, oppure prepararle a casa.

CAFFÈ D’ORZO

L’origine di questo prodotto viene fatta risalire alla seconda guerra mondiale. Visto che il costo del caffè classico era talmente elevato ed era anche introvabile, si è creato un surrogato economico e facile da produrre. In Europa il suo consumo si è via via ridotto, ma in Italia è molto diffuso.
È una bevanda totalmente priva di caffeina (in effetti chiamarlo Caffè è alquanto un controsenso) e si ottiene tramite l’infusione di orzo tostato e macinato. Si può preparare con la moka classica o con le macchine da espresso.
Il suo consumo favorisce il controllo del glucosio nel sangue.
Ha proprietà antinfiammatorie, antisettiche, antiossidanti e contiene ferro!
Benefico effetto sulle funzioni intestinali!

CAFFÈ DI CICORIA

Si ricava dalla radice di cicoria, che viene raccolta in autunno, ripulita dalla terra, fatta essiccare e poi tostata e polverizzata.
Ha un gusto molto amaro, e naturalmente non contiene caffeina.
Ricco di polifenoli, inulina, vitamine C – P – K, calcio, ferro, magnesio, fosforo.
È digestivo, depurativo, nutre e migliora la flora batterica, per merito dell’inulina in esso contenuta.
Ha effetti antiossidanti, anti diabetici, lassativi.
Meglio non consumarlo in gravidanza, perché può stimolare le contrazioni uterine.

CAFFÈ  AL GINSENG

È una bevanda di origine asiatica, dove è diffusa da tanti anni.
Nei primi anni duemila si è diffuso anche in Italia, primo paese occidentale a farne uso in modo significativo.
Il Ginseng è una pianta dalle cui radici si ricava una droga utilizzata da sempre nella medicina tradizionale cinese come tonico energizzante, utile per contrastare stress e affaticamento. Attenzione al consumo se si soffre di ipertensione, ipertiroidismo, insonnia, stati di ansia, irritabilità, agitazione psicomotoria.
Attenzione se si assumono antidepressivi, ansiolitici, anticoagulanti orali.

CI PRENDIAMO UN CAFFÈ?

“Per prima cosa Dio creò il caffè, altrimenti non ce l’avrebbe fatta a fare tutto il resto”.
Naturalmente è una frase ironica, ma si avvicina alla realtà del potere di una buona tazzina di caffè.
Esistono varie tipologie, da quelle più pregiate a quelle meno diffuse, ma altrettanto deliziose.
Si contano oltre 60 specie di piante di caffè.
L’articolo della dottoressa Chiara D’Adda è dedicato proprio a questa bevanda, consumata a livello mondiale.

IL CAFFÈ

Volete sapere qualcosa di più su questa droga?
Per droga si intende una pianta o parte di pianta utilizzata allo stato fresco o essiccato, per estrarne i principi attivi a scopo principalmente terapeutico.
Il caffè è una bevanda ottenuta dalla macinazione dei semi di alcuni piccoli alberi tropicali, i quali appartengono al genere Coffea, famiglia delle Rubiacee.

Fino al XIX secolo non era certo quale fosse il luogo d’origine della pianta del caffè, si pensava all’Etiopia, alla Persia, alla Turchia allo Yemen. Ma nel celebre manuale di cucina di Pellegrino Artusi, egli sostiene che il miglior caffè sia quello di Mokha, città dello Yemen.
Perciò si individua in questo paese l’origine di questa bevanda.

LA LEGGENDA DEL PASTORE KALDI

Secondo la leggenda più conosciuta, il pastore Kaldi, in Etiopia, portava a pascolare le sue capre in zone in cui erano diffusissime le piante del caffè.
Un giorno le capre iniziarono a mangiarne le bacche e, anziché dormire durante la notte, si misero a vagabondare con una energia e una vivacità mai vista fino ad allora.
Il pastore, vista questa reazione, abbrustolì i semi delle piante, li macinò e ne fece una infusione… e voilà il caffè!

PROPRIETÀ E CONTROINDICAZIONI

La caffeina ha il potere di migliorare il livello di attenzione, stimola la veglia e migliora la reattività muscolare.
Ha un effetto sul sistema cardio-circolatorio, agendo come vasodilatatore e accelerando il battito cardiaco.
Possiede inoltre una spiccata funzione diuretica.
Sembra anche che la metilxantina (sostanza contenuta nella miscela di caffè) possa influire sul metabolismo dei lipidi, incrementando il rilascio di acidi grassi da parte delle cellule adipose.
Per questo che molti prodotti dimagranti, usati per accelerare la perdita di peso in corso di regimi dietetici, contengono dosi elevate di caffeina. Stesso principio per le creme dimagranti.
Ma attenzione! Si rischiano nervosismo e tachicardie!

La settimana prossima vi parlerò di vari tipi di caffè, oltre quello tradizionale: caffè d’orzo, caffè al ginseng, caffe di cicoria ecc.
Il caffè è per milioni di persone al mondo un appuntamento; sorseggiare una tazzina di caffè da soli o in compagnia, uno dei piaceri della vita!

CARI ALLERGICI, FATE ATTENZIONE A CIÒ CHE MANGIATE!

Come promesso la dottoressa Chiara D’Adda oggi ci propone un approfondimento sul tema allergie crociate, tanto importante in questi mesi di primavera, un incubo per chi soffre di allergia!

Le reazioni crociate avvengono quando gli anticorpi diretti verso uno specifico allergene riconoscono molecole allergeniche simili presenti in un’altra fonte allergenica.
Nelle reazioni crociate anche le vie di esposizione dell’allergene possono essere diverse: sono comuni le allergie crociate tra allergeni inalati (pollini, graminacee, acari ecc…) e cibo.
Non è automatico che questi cibi diano allergie, ma è sempre meglio (soprattutto se si è allergici in grado severo), fare attenzione nell’eccessivo consumo.

CROSS ➡️ ALLERGIE / ALIMENTI

✅ COMPOSITE, da marzo a settembre.
🔴 Attenzione al consumo di: miele, camomilla, olio di semi di girasole, tarassaco, cicoria, dragoncello, ginepro, lattuga, sedano, carota, finocchio, zucchine, zucca, prezzemolo, cetriolo, anguria, melone, banana, castagne, arachidi, noci, nocciole, mela, pistacchio, anice.

✅ GRAMINACEE, da febbraio a marzo – luglio.
🔴 Attenzione al consumo di: frumento, grano, mais, segala, orzo, avena, anguria, melone, pesche, prugne, albicocche, ciliege, arance, mandorle, kiwi, fragole, pomodoro, sedano, bietole, arachidi.

✅ URTICACEE, da marzo a ottobre.
🔴 Attenzione al consumo di: gelso, basilico, camomilla, piselli, melone, ciliegie, pistacchi.

✅ PARIETARIA, da giugno a ottobre.
🔴 Attenzione al consumo di: piselli, basilico, limoni, meloni, ciliegie, gelso, pistacchio, arachide, fagiolo, kiwi, patata.

✅ AMBROSIA/ASSENZIO, da maggio a settembre.
🔴 Camomilla, banana, anguria, melone, carità, zucca, sedano, lattuga, cicoria, tarassaco, prezzemolo, pepe verde, miele, olio di girasole.

✅ POLIGONACEE, da aprile a luglio.
🔴 Grano saraceno.

✅ LATTICE
🔴 Banana, kiwi, ananas, avocado, castagna, melone, papaia, passiflora.

✅ ACARI
🔴 Lumache, molluschi, gamberetti, crostacei.

✅ ALTERNARIA, FUNGHI, MUFFE.
🔴 Alimenti che contengono muffe (aceto, funghi, sottaceti, maionese, formaggi stagionati, yogurt, lievito di birra, salumi e pesce affumicati, conserve, frutta secca).

Quindi, cari allergici, fate attenzione a ciò che mangiate!

ETCIÙ… ALLERGIA PRIMAVERILE IN VISTA

È arrivata finalmente la bella stagione!
Ma non per tutti, visto che oltre il 30% della popolazione italiana, soffrendo di allergie di vario tipo, teme proprio questi mesi, che divengono sinonimo di naso che cola, starnuti, tosse, solletico alla gola, occhi arrossati, lacrimazione abbondante e fastidiosa, prurito.
La dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda affronta questo tema.

COSA VUOL DIRE ESSERE ALLERGICI

La causa di queste manifestazioni è dovuta a una reazione alterata del sistema immunitario verso alcune sostanze che l’organismo riconosce come non compatibili, producendo di conseguenza anticorpi particolari che provocano la liberazione di istamina e altre sostanze pro-infiammatorie dalle cellule immunitarie. Si evidenzia cioè una risposta eccessiva del sistema immunitario nei confronti di sostanze normalmente non pericolose per l’organismo.
A scatenare questa risposta sono porzioni delle proteine presenti nella sostanza cui si è allergici.

In questo periodo è molto importante, per i soggetti allergici, porre molta attenzione alla possibilità di ALLERGIE CROCIATE con gli alimenti che si assumono.
Ciò che mangiamo è sempre di cruciale importanza per i soggetti allergici.
Fortunatamente non vale per tutte le allergie, per esempio non tutte le persone allergiche ai pollini hanno necessariamente un’allergia crociata agli alimenti.

IL CALENDARIO POLLINICO

Nel dubbio è sempre una buona cosa procurarsi e consultare un “CALENDARIO POLLINICO”, cioè un elenco che vi mostra la stagionalità e di conseguenza il periodo dell’anno a rischio per le vostre allergie. E soprattutto vi elencherà gli alimenti che in quel periodo possono dare una reazione crociata, se assunti.
La raccomandazione principale rimane quella di evitare di consumare gli alimenti responsabili di sindrome orale allergica, durante il periodo di pollinazione.
Secondo l’American College of Asthma and Immunology alcuni alimenti sono in grado di ridurre i sintomi e persino l’intensità delle allergie stagionali!

C’è da dire che il vostro bravo allergologo, vi avrà già fornito le informazioni necessarie, oltre che le cure mirate e giuste. E vi avrà invitato a conoscere le relazioni tra le piante e/o i pollini e gli alimenti vegetali.
Ne consegue una dieta opportuna, al fine anche di evitare squilibri o carenze nutrizionali.

Siete allergici alle betulacee?
Attenzione al consumo di mela, pera, pesca, ciliegie, prugne, frutta secca, kiwi, carote, sedano, prezzemolo, finocchio, fave, soia.
Questo è solo un esempio, nel prossimo appuntamento con FOOD IS LIFE andremo ad approfondire con nozioni più specifiche.
Alla prossima settimana!