ESTATE… PASTASCIUTTA SÌ, PASTASCIUTTA NO

Pastasciutta sì, pastasciutta no… come decidere?
Ce lo spiega la dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda nel nostro appuntamento settimanale della rubrica FOOD IS LIFE!

PASTASCIUTTA IN ESTATE

Chi l’ha detto che la pastasciutta in estate non si mangia?
Si mangia eccome!
Anzi, è il periodo in cui ci si può sbizzarrire con i vari sughi e condimenti (naturalmente quelli non “pesanti” per la digestione e non troppo ricchi in calorie), anche se secondo me la pasta per eccellenza rimane quella al pomodoro.

Esiste, secondo voi, un piatto nella nostra alimentazione che possa essere l’emblema della cucina italiana nel mondo, paragonabile alla pastasciutta?
Un piatto di pastasciutta ben cucinato, con il condimento giusto è decisamente un supporto funzionale al nostro organismo.
Ognuno ha le proprie idee, ma secondo me la “pasta al pomodoro”, può tranquillamente piazzarsi al primo posto delle preferenze di tanti di noi.
Appagante, allegra, profumata, nutriente, saziante, semplice e dispensatrice di buonumore!
E mai come in questa stagione in cui i pomodori sono quasi al culmine della loro produzione, rappresenta il modo giusto per rallegrare le nostre tavole.

IL POMODORO

Il pomodoro (solanum lycopersicum) è la pianta più diffusa tra le Solanacee, è infatti coltivato in tutto il mondo.
Fu introdotto in Europa dagli spagnoli che lo portarono dal Messico e dal Perù nel sedicesimo secolo, anche se ci sono voluti più di due secoli prima di essere pienamente accolto sulle nostre tavole.
Questo perché era molto somigliante col frutto della Belladonna, pianta tossica e velenosa.
Al contrario ora è considerato molto più di un ingrediente per le insalate o le salse.

PROPRIETÀ NUTRIZIONALI

Le proprietà terapeutiche del pomodoro si applicano a tutta una serie di malattie, così come la sua azione preventiva si esplica su certi tipi di cancro, come quello della prostata ad esempio. Per questo è universalmente riconosciuto quale alimento medicinale.
Il pomodoro fresco contiene molta acqua (quasi il 94% del suo peso), piccole quantità di carboidrati, di proteine, di grassi.
Questi nutrienti garantiscono un apporto calorico di 21 kcal/100grammi, uno dei più bassi tra i vegetali.
Il grande valore nutrizionale è determinato dall’alto contenuto di vitamine, sali minerali, e altre sostanze nutritive, fra cui spicca il licopene.
Per quanto riguarda le vitamine, la più abbondante è la vit. C, seguita da vit. B1 B2 B6, niacina e folati.
Ricco anche di potassio, magnesio e fosforo. E anche di ferro!!
Molto importante anche il contenuto di fibra che si trova nella polpa, più precisamente nella mucillagine che circonda i semi.
Grazie a questa sostanza il pomodoro ha effetto lassativo ed abbassa il colesterolo.

Contiene anche acidi malico e ossalico che conferiscono al pomodoro il suo sapore caratteristico.
Il colorante principale è un pigmento detto licopene, sostanza importantissima, appartenente al gruppo dei carotenoidi.
Ha spiccate proprietà antiossidanti, ed è utile per combattere l’invecchiamento e le malattie cardiovascolari.
Oltre che essere usati per il sugo per con dire la pastasciutta, esistono svariati modi per gustare questo dono della natura.
Il modo migliore di prepararli secondo voi?
A me piacciono tantissimo spadellati nell’olio caldissimo per pochissimi minuti… se piace, è buona cosa aggiungere dell’aglio e, naturalmente, basilico o prezzemolo alla fine della cottura.

CETRIOLO COME ESTATE

L’estate è la stagione in cui la frutta e la verdura appare sulle nostre tavole, donando colori, sapori e allegria!
Una delle verdure più utilizzate è il cetriolo.
Abbiamo scelto questo argomento per il nostro appuntamento settimanale con la dottoressa nutrizionista Chiara D’adda.

IL CETRIOLO

È estate! Alzi la mano chi non mette nelle insalate un rinfrescante cetriolo a fettine!
Oppure lo combina con succosi e rossi pomodori.
O ancora lo usa per preparare dissetanti centrifugati o un goloso Tzatziki.

Il cetriolo è il frutto di una pianta che ha origine nel sud est asiatico, più di 10000 anni fa.
Si chiama Cucumis Sativus e appartiene alla famiglia delle Cucurbitacee e i suoi tralci possono superare il metro di estensione.
I frutti sono lunghi da 15 a 25 cm, salvo eccezioni, e hanno un diametro di massimo 5 cm.
Si mangiano acerbi perché troppo maturi perdono la loro croccante fragranza e diventano spugnosi, giallognoli e amari.

BENEFICI

Mangiare un cetriolo è come bere un bicchiere d’acqua! Infatti è composto al 96 % da acqua. Questo non significa però che abbia uno scarso valore nutrizionale…anzi, quei restanti 10 g di materiale solido hanno un grande valore biologico e notevoli proprietà curative.
Il suo alto valore dietetico e terapeutico è dato soprattutto dal fatto che contiene minerali che hanno una azione altamente alcalina, atta a combattere l’acidosi generalizzata del nostro organismo.

Contiene: potassio, ferro, calcio, fosforo, magnesio e anche zolfo.
È quindi:
depurante, facilita cioè l’eliminazione delle sostanze di scarto dal circolo sanguigno attraverso urine e la pelle
diuretico, cioè incrementa il volume dell’urina.
alcalinizzante, cioè neutralizza le sostanze residue in eccesso prodotte dall’organismo per il troppo consumo di cibi di origine animale.
lassativo, perché ha un alto contenuto di acqua e di fibra solubile.

COME MANGIARLO

Il cetriolo si mangia solitamente crudo.
Dato che lo si coglie quando non è ancora maturo, occorre masticarlo bene per prevenire indigestioni.
È sempre meglio sbucciarlo per evitare i residui dei pesticidi usati nel caso non sia di origine bio.
Se invece avete la fortuna di avere un orto dove coltivarlo, la buccia si può benissimo tenere… anzi! La buccia si può impiegare in tante ricette e sappiate che la buccia appena appena scottata, si può aggiungere a gustose insalate.
È pure utile nel campo di rimedi medici naturali per alleviare le scottature e le irri

FAVOLOSE FAVE

Lo sapete che le fave sono probabilmente il più antico legume mai coltivato?
Ebbene sì, l’umanità mangia fave da millenni!
Tutte le informazioni sulle fave ce le elenca la dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda.

LE FAVE

Le fave sono il seme del frutto che nasce dalla pianta Vicia faba, un’erbacea appartenente alla famiglia delle leguminose, il cui stelo può arrivare fino ad un metro d’altezza.
Da un punto di vista botanico, il frutto consiste in un legume formato da un baccello carnoso di colore verde, lungo da 15 a 25 cm e all’interno del quale possono esserci 6- 7 semi, le fave stesse.

PROPRIETÀ NUTRIZIONALI

Hanno una notevole quantità di proteine di alta qualità biologica, carboidrati soprattutto in forma di amido e praticamente non contengono grassi. Tra le vitamine troviamo la B1, i folati (così preziosi) e la vitamina C.
Contiene anche molti minerali, ma quello più abbondante è il ferro, con una percentuale vicina a quella della carne. Si tratta di ferro non eme, la cui assimilazione è però favorita dalla contemporanea presenza della vit. C.
Sono ricche di fibre e questo contribuisce ad abbassare e stabilizzare il livello nel sangue del colesterolo. Soprattutto sono efficaci per abbassare il colesterolo LDL (quello cosiddetto cattivo).

BENEFICI

Aiutano a favorire il buon funzionamento dell’intestino e possono aiutare a contrastare malattie cardiovascolari e il diabete.
Anche il cervello ne trae beneficio, perché le fave contengono L-dopa, un precursore di alcune sostanze presenti a livello cerebrale.
Contengono manganese e, si sa, che una dieta ricca di manganese può aiutare a prevenire artrite, artrosi e osteoporosi.

CONTROINDICAZIONI

Esiste però una seria controindicazione al consumo delle fave: non devono essere assolutamente mangiate da chi soffre di favismo, patologia in cui è presente un difetto congenito di un enzima normalmente contenuto nei globuli rossi del sangue.
Questo difetto enzimatico si trasmette per via ereditaria tramite il cromosoma X.
La malattia compare dopo12-48 ore dall’assunzione di fave fresche. Nei casi più gravi circa la metà dei globuli rossi viene distrutta.
È una malattia diffusa soprattutto in Sardegna.

COTTE O CRUDE?

Si possono mangiare crude, ma attenzione, solo se fresche e tenere.
Cotte è il modo più sicuro, perché il calore neutralizza una proteina tossica detta lectina (contenuta anche in altri legumi).
Sono molto curiosa… Voi come le preparate?

LIMONE, RE DELL’ESTATE DALLE GRANDI PROPRIETÀ

Si utilizza durante tutto l’anno, ma è col caldo che il limone sale prepotentemente sul podio del vincitore!
La dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda ci spiega le proprietà e gli usi del limone.

LE ORIGINI DEL LIMONE

Il limone è il frutto della pianta detta Citrus Limon, un alberello spinoso e sempreverde appartenente alla famiglia delle Rutacee, che ha un’altezza da 3 a 6 metri.
Secondo alcuni studi è un ibrido e deriva dall’arancio amaro incrociato con il cedro.

LE PROPRIETÀ NUTRIZIONALI

Il componente predominante del limone è la vitamina C.
Non ha proteine né grassi e contiene circa l’8,23% di carboidrati.
Sono importantissimi i contenuti di acidi organici: acido citrico, acido malico, acetico e formico.
È ricco di flavonoidi contenuti sia nella polpa che nella buccia: esperidina e diosmina.
Contiene anche terpeni, cioè quelle sostanze che conferiscono agli agrumi il loro caratteristico aroma.
Si trovano prevalentemente nella buccia e il più abbondante è il d-limonene.

L’USO IN CUCINA

Si può dire che il limone si trova 365 giorni all’anno nei frigoriferi delle famiglie italiane.
In quanti modi si può utilizzare?
Io penso che siano infiniti!
Si va dalla più che famosa spremuta, alla limonata, ai sughi per la pasta, agli arrosti, al pesce, come condimento nelle insalate e nelle verdure lessate… persino nel sugo di pomodoro si può mettere la buccia grattugiata!
Vogliamo parlare dei dolci? Torte, crostate ecc ecc… E i gelati, i sorbetti, le granite?

Per quanto riguarda la nostra salute si sa che il limone ha un’azione antiossidante, protegge i capillari, ha azione anticancerogena.
È antianemico, migliora la fluidità del sangue, è depurante, elimina gli acidi urici.
Un vero re delle nostre cucine!

CARRUBE, UN TUFFO NEL PASSATO

Per la Generazione Z sarà difficile riconoscere le carrube, ma chi ha oramai qualche anno in più, le ricorda sicuramente!
La dottoressa Chiara D’Adda, ci offre un salto nel passato parlandoci proprio delle carrube.

LE CARRUBE

Le carrube sono i frutti di un albero che si chiama Ceratonia siliqua.
Sono a tutti gli effetti dei legumi, dato che il carrubo viene fatto rientrare nella famiglia delle leguminose.
È un albero sempre verde originario della Siria e oggi ampiamente diffuso in tutto il Mediterraneo.

Purtroppo le Carrube sono quasi completamente dimenticate, come uso alimentare.
Mentre per alcuni sono il ricordo dell’estate, quando da bimbi ci si divertiva a rosicchiare questi strani e dolci frutti, soprattutto durante le vacanze al mare o in campagna, mentre per i bambini di oggi sono totalmente sconosciute.
Peccato, perché le carrube hanno delle importanti proprietà.

PROPRIETÀ NUTRIZIONALI

Sono ricche di fibre, che le rendono perciò un cibo altamente saziante.
Povere di grassi, hanno un buon contenuto di proteine e di minerali, tra cui: potassio, calcio, sodio, fosforo, magnesio, selenio, zinco, ferro.
Sono anche fonte di vitamine del gruppo B, di vit.C, vit E e K.
Sono ricche di sostanze antiossidanti, come polifenoli e flavonoidi, tannini.
Hanno perciò un effetto antinfiammatorio e antiossidante superiore a quello del cacao.

FARINA E POLPA

In effetti la farina di carrube è un ottimo surrogato del cacao.
Regolano la funzione intestinale e per ciò sono indicate sia nel caso di diarrea che di stitichezza.
La farina di carrube ha la proprietà di assorbire l’acqua e per questo ha un efficace effetto antidiarroico.
Invece la polpa di carruba, ricca di pectina e fibre è in grado di favorire il transito intestinale e ha effetto lassativo.
Altri studi ci dicono che i polisaccardi presenti nelle carrube sono efficaci nel contrastare l’ipercolesterolemia e sono pure in grado di rallentare l’assorbimento degli zuccheri, favorendo la regolazione della glicemia.
La farina di carruba svolge pure un’azione benefica per il controllo del reflusso gastroesofageo e del colon irritabile (IBS).

Voi le conoscete? Magari ogni tanto le mangiate? Sono curiosa di saperlo…

CONOSCI LA GRANOLA?

Conoscete la “granola”?
La dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda ci racconta che è un delizioso mix tostato di cereali, frutta secca, miele, semi, frutta disidratata.
Solitamente consumata a colazione e ora molto in auge fra gli sportivi per la grande carica energetica che può fornire.
È stata ideata nel 1878 circa da John Kellogg, proprio quello dei famosi fiocchi integrali Cornflake!

I BENEFICI

Consumare granola fornisce molta energia, aiuta a combattere la stanchezza e l’affaticamento, può essere una buona strategia alimentare nei momenti di convalescenza oppure se si soffre di disturbi da affaticamento cronico o di fibromialgia.
Con tutte le fibre che contiene è un valido aiuto per il funzionamento dell’intestino, previene la stitichezza e altri eventuali disturbi.
Aiuta la funzionalità epatica ed anche le difese immunitarie.

COME CONSUMARLA

Di solito viene consumata a colazione, ma si può assumere in ogni momento della giornata, abbinata a prodotti freddi, in modo che non perda la peculiare croccantezza.
Per esempio latte vaccino o latte vegetale, o yogurt (in questo caso consiglio yogurt greco a 0 grassi).
Per rendere il pasto più completo a livello nutrizionale, aggiungete della frutta fresca tagliata a cubetti.

LA RICETTA

Ora si trovano in commercio molti prodotti già pronti, anche se l’ideale rimane sempre il prepararla a casa, con prodotti scelti da noi.

Ricettina?
200 gr di fiocchi d’avena
50gr di farro soffiato
30 gr di mandorle, nocciole, noci, mirtilli rossi o neri
80gr di cioccolato
50gr di zucchero di canna
Olio di riso
Acqua
1 cucchiaino di miele

Mescolare tutti gli ingredienti.
Distribuite la preparazione su una teglia capiente rivestita di carta forno. Per una resa ottimale assicuratevi che gli ingredienti siano ben livellati e non troppo sovrapposti. Cuocete per un’ora in forno preriscaldato a 160°.
Dopo circa 20 minuti di cottura girate la granola con un cucchiaio, senza sbriciolarla, per ottenere una cottura uniforme.
Proseguite la cottura fino a quando la granola risulterà croccante.
Lasciate raffreddare e infine rompete con le mani.

Buona granola!

ALLERGIE CROCIATE

Primavera e allergia, il bello e il brutto della stagione!
La dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda ci spiega come, anche gli alimenti che mangiamo, possono dare reazioni crociate ad allergie che apparentemente non sembrano collegate al cibo, come ai pollini, erbe, graminacee ecc.
Secondo quanto dichiarato dall’istituto Humanitas di Milano, “il 70% delle persone allergiche ai pollini soffre di reazioni crociate con gli alimenti”.

ALLERGIA E SISTEMA IMMUNITARIO

È arrivata finalmente la bella stagione!
Ma non per tutti, visto che più del 30% della popolazione italiana la teme, perché soffre di allergie di vario tipo, sinonimo di naso che cola, starnuti, tosse, solletico alla gola e occhi arrossati, lacrimazione abbondante e fastidiosa, prurito. E nei casi più gravi, attacchi d’asma!
La causa di queste manifestazioni è dovuta ad una reazione alterata del sistema immunitario verso alcune sostanze che l’organismo riconosce come non compatibili, producendo di conseguenza anticorpi particolari che provocano la liberazione di istamina e altre sostanze pro-infiammatorie dalle cellule immunitarie.
Si evidenzia cioè una risposta eccessiva del sistema immunitario nei confronti di sostanze normalmente non pericolose per l’organismo.

ALLERGIE CROCIATE

A scatenare questa risposta sono porzioni delle proteine presenti nella sostanza cui si è allergici.
In questo periodo è molto importante per i soggetti allergici porre molta attenzione alla possibilità di ALLERGIE CROCIATE con gli alimenti che si assumono.
Ciò che mangiamo è sempre di cruciale importanza per i soggetti allergici, anche se fortunatamente, per esempio, non tutte le persone allergiche ai pollini hanno necessariamente un’allergia crociata agli alimenti.
Ma nel dubbio è sempre una buona cosa procurarsi e consultare un “calendario pollinico”, cioè un elenco che vi mostra la stagionalità e di conseguenza il periodo dell’anno a rischio per le vostre allergie. E soprattutto vi elencherà gli alimenti che in quel periodo possono dare una reazione crociata, se assunti.
La raccomandazione principale rimane quella di evitare di consumare gli alimenti responsabili di sindrome orale allergica, durante il periodo di pollinazione.

ALIMENTI DA EVITARE

C’è da dire che il vostro bravo allergologo, vi avrà già fornito le informazioni necessarie, oltre che le cure mirate e giuste. E vi avrà invitato a conoscere le relazioni tra le piante e /o i pollini e gli alimenti vegetali. E di conseguenza anche una dieta opportuna, al fine di evitare anche squilibri o carenze nutrizionali.
Ora vi faccio un esempio.
Siete allergici alle betullacee? Attenzione al consumo di mela, pera, pesca, ciliegie, prugne, frutta secca, kiwi, carote, sedano, prezzemolo, finocchio, fave, soia.
Un altro esempio?
La parietaria o erba vetriola o erba muraiola, la cui fioritura dura a lungo e la quantità di polline emesso è abbondante, contiene anche molta istamina. Per questo tipo di allergia sarebbe meglio limitare: basilico, more di gelso, piselli, melone, ciliegie, ortica.
Evitare: anguria, pesche, carote, sedano, finocchio, kiwi
Vi anticipo anche che secondo l’American College of Asthma and Immunology, alcuni alimenti sono in grado di ridurre i sintomi e persino l’intensità delle allergie stagionali!
Gli studi sono in corso!

UOVA, PROPRIETÀ E CURIOSITÀ

Avete festeggiato la Santa Pasqua?
C’è un alimento che è diventato un simbolo, oltre alla classica Colomba, della Pasqua?
Le UOVA naturalmente!
Che siano di cioccolato o proprio quelle che le galline ci regalano, le uova compaiono sempre sulla tavola pasquale.
La dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda ci racconta i benefici nutrizionali delle uova.

LE UOVA IERI E OGGI

Le uova sono state demonizzate per anni, adducendo motivazioni che oramai sono superate da decenni e questo per merito degli studi nutrizionali aggiornati.
Tempo addietro si vedeva solo la necessità di limitare l’assunzione di grassi saturi e di colesterolo, contenuti all’interno delle uova, il tutto per prevenire il rischio di patologie cardiovascolari.
Oggi si è studiato a fondo questa relazione e si è visto che i grassi saturi non incrementano in modo significativo questo rischio e che la quasi totalità del colesterolo ematico deriva da sintesi a livello del fegato e non da quanto se ne assume con l’alimentazione.
Anzi, ora le uova sono viste come un alimento che dona benessere, a patto naturalmente che non si soffra di allergie manifeste.

PROPRIETÀ NUTRIZIONALI

Per cui, piena riabilitazione di questo splendido cibo, fonte versatile di proteine e vitamine.
Inoltre le uova contengono acido stearico, che è un grasso saturo che viene convertito in monoinsaturo dal fegato, con effetti positivi nella protezione dalle patologie cardiovascolari.
Il tuorlo contiene tante proteine e numerose vitamine e micronutrienti molto utili al benessere dell’organismo:
1) vitamina D, vitamina E, K, A, B6, B12
2) antiossidanti
3) colina, che è un precursore dell’acetilcolina, (neurotrasmettitore) e modulatore del metabolismo lipidico.
L’albume è un’ottima fonte di proteine, ma è composto sostanzialmente solo da queste, acqua e pochi nutrienti in piccole quantità.
Il contenuto proteico delle uova è quello a più alto valore biologico, infatti fornisce tutti gli aminoacidi necessari al nostro corpo e in quantità estremamente simili a quelle richieste dal corpo umano.

LE UOVA IN CUCINA

Le uova non devono mancare nella dieta di ciascuno di noi, senza abusarne, naturalmente e verificando l’origine controllata, prediligendo uova biologiche provenienti da galline allevate a terra.
Poi, ognuno di noi le cucinerà nel modo preferito!
Meglio evitare le uova fritte o preparazioni che richiedano l’utilizzo di oli in cottura.
Se si amano strapazzate o all’occhio di bue, è meglio utilizzare una buona padella antiaderente, senza usare olio e burro.
Sode o alla coque, in camicia o al forno sono modi salutari per cucinare e gustare questo prodigioso cibo.
Il codice che viene apposto su tutte le uova in commercio indica la tracciabilità del prodotto e riporta le informazioni relative all’origine.
Chi a Pasquetta ha messo nel proprio cestino da pic-nic anche delle buonissime uova sode e insalatina fresca ?

I SUPERPOTERI DELLA RUCOLA

La rucola, con il suo sapore caratteristico, è molto usata in cucina.
Quello che forse non sapete, è che è la rucola ha molti benefici e proprietà nutrizionali.
Ce ne parla la dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda, nell’articolo settimanale della rubrica FOOD IS LIFE.

STORIA DELLA RUCOLA

La Rucola è conosciuta sin da tempi remotissimi, persino gli antichi Romani ne consumavano abbondantemente, anche perché era considerata una pianta con elevati poteri afrodisiaci!
Nel Medioevo invece era più apprezzata per le virtù medicamentose, in quanto considerata protettiva dello stomaco e ottimo diuretico.

LA RUCOLA OGGI

La rucola è al giorno d’oggi considerata un super food, cioè un cibo con grandi poteri nutrizionali, il cui sapore è pungente, amarognolo e croccante.
Esiste la rucola coltivata e la rucola selvatica, detta ruchetta, che si può trovare nei prati ed è una pianta erbacea perenne, con foglie piccole e sapore intenso.
La rucola che si trova nei negozi di verdure ha le foglie più larghe e chiare e si coltiva in terreni fertili e sabbiosi, appartiene alla famiglia delle Brassicacee.
Il periodo migliore per seminarla è tra la primavera e l’estate. Ma è possibile coltivarla tutto l’anno. Più il terreno è arido e la raccolta tardiva, maggiore saranno l’intensità di sapore e il grado di piccantezza
In cucina si usa come aggiunta alle varie insalate o da sola, insaporisce panini, pizze, piadine, minestre, carni e pesce.
È ottimo anche il pesto di rucola, in alternativa al pesto classico.

PROPRIETÀ E BENEFICI

Protegge il sistema cardiovascolare, abbassa la pressione arteriosa, preserva le pareti dei vasi sanguigni dai fenomeni di invecchiamento, riduce la iperglicemia e riduce il livello dei lipidi ematici.
Stimola l’appetito (indicata per chi soffre di inappetenza), favorisce la digestione, l’espulsione dei gas intestinali, possiede azione diuretica.
Contiene provitamina A, fondamentale per i nostri occhi e la nostra vista.
È pure ricca di calcio, per cui è amica della salute delle ossa.
Può essere consumata sia cruda che cotta, anche se cotta perde un po’ dei suoi superpoteri!

TUTTI MATTI PER I PISTACCHI

Negli ultimi anni è aumentato notevolmente il consumo di pistacchi. Ce ne accorgiamo quando andiamo al supermercato e nelle pasticcerie, in cui possiamo trovare numerosi prodotti al pistacchio: dolci, salati, freschi, creme, granella, gelati ecc…
Si sono diffusi anche i dolci tradizionali natalizi e pasquali al gusto pistacchio.
La dottoressa Chiara D’Adda ci parla oggi del pistacchio!

I PISTACCHI

Circa 1700 anni prima di Cristo i pistacchi erano già considerati tra i migliori prodotti della terra, unitamente a miele e mandorle. Da allora la coltivazione si è praticamente diffusa in tutto il mondo.
La pianta che li produce si chiama Pistacia vera, è un arbusto sempre verde che può raggiungere l’altezza di 12 metri e appartiene alla famiglia delle Anacardiacee.
I pistacchi sono i semi di queste piante.
In Italia i più famosi sono i celeberrimi pistacchi di Bronte, vanto dell’agricoltura siciliana.
Questi semi posseggono molte virtù nutrizionali, oltre che avere un’ottima palatabilità e una molteplicità di modi di impiego.

PROPRIETÀ BENEFICHE

Il pistacchio è un concentrato di energia e di costituenti che hanno uno straordinario effetto nutraceutico.
Contengono tantissimi elementi antiossidanti, superati solo dalle noci e dalle noci pecan. In particolare sono ricchi di caroteni come luteina e xeaxantina, molto importanti per la salute degli occhi.
È stato poi confermato che questi antiossidanti vengono pure assorbiti in modo ottimale a livello intestinale.
I pistacchi sono ricchissimi di vitamina B6, fondamentale per svariate funzioni del nostro corpo.
Hanno pure i livelli maggiori di fibre sia solubili che insolubili.
Sono ricchi di grassi insaturi che contribuiscono a mantenere un normale livello di colesterolo nel sangue.
Il fiore all’occhiello del pistacchio è il ferro, contenuto in una alta percentuale. Così come rame, potassio e magnesio. Perfetto per avere un risultato antianemico.
L’OMS consiglia di mangiare non oltre 30 gr di pistacchi al giorno (circa una quarantina di semi), ma quelli non salati e tostati, solo al naturale, semplicemente essiccati.

IL PISTACCHIO IN CUCINA

Si possono trasformare in prodotti da utilizzare in cucina:
• pasta pura, che si ottiene macinando ed emulsionando con determinati macchinari i pistacchi. È molto costosa, pregiata e raffinata.
• Crema spalmabile a base di pistacchio, accompagnato però anche da altri ingredienti (latte, zucchero, grassi vegetali, aromi, anche con aggiunta di frutta a guscio). Di solito si gusta spalmata su fette di pane o nei dolci più disparati
• Pesto, è un prodotto salato con aggiunta di formaggio, aglio, olio, erbe aromatiche. Si può usare per condire la pasta
• Olio di pistacchio, molto ricercato e raro.
• Farine di pistacchio
• Pistacchi tostati e salati, usati come snack negli aperitivi.

CONTROINDICAZIONI E COSTO

Sapete perché i pistacchi hanno un costo così elevato?
Uno dei motivi è che la pianta cresce ogni due anni quindi per un raccolto continuo i produttori devono piantarne in grandi quantità in zone diverse e in momenti diversi!

Attenzione! I pistacchi andrebbero consumati con moderazione da chi soffre di obesità e (se salati) da chi ha la pressione alta. Naturalmente l’eccesso di consumo è sconsigliato anche in presenza di particolari disordini epatici o renali