IL FRIGORIFERO PERFETTO

Cosa faremmo senza frigorifero nelle nostre cucine?
Il frigorifero è senza dubbio sul podio degli elettrodomestici che hanno cambiato in maniera radicale e positiva la nostra vita, in termini di gestione degli alimenti e di conseguenza della qualità del nostro tempo.
La dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda ci parla oggi di come organizzarlo al meglio, semplici regole che ci possono aiutare ad ottenere un frigorifero perfetto!

IL FRIGORIFERO

Il nome deriva dal latino frigus (freddo) e fero (portare).
Il primo brevetto di questa “macchina del freddo” è da far risalire al XIX secolo.
Nei tempi antichi l’unico modo con cui si poteva mantenere un ambiente a temperature basse era quello di costruire ghiacciaie sotterranee, caricate durante l’inverno con neve e ghiaccio.

I frigoriferi moderni, oltre che essere di una bellezza estetica sempre in aggiornamento, sono delle macchine talmente perfette e con determinate caratteristiche che variano da modello a modello e da prezzo a prezzo.
È per questo che i suggerimenti che voglio darvi per una perfetta organizzazione dell’interno dei nostri frigoriferi, devono anche essere a volte rivisti proprio in funzione di quello che vi ho detto prima.

COME ORGANIZZARLO

Il frigorifero deve sempre avere una temperatura interna di circa 4-5 gradi nella parte centrale, con una variabile di 2-10 gradi nelle altre zone.
All’interno del frigorifero alcune aree sono più fredde di altre e la corretta disposizione degli alimenti è essenziale per la conservazione ottimale.
Le confezioni vanno sempre tenute staccate dalla parete di fondo del frigorifero: è una zona umida dove si condensano goccioline di acqua e di brina.

Nei cassetti posti sul fondo riporre frutta e verdura, che devono essere pulite grossolanamente e tolte dalle confezioni del supermercato.
Si possono avvolgere in carta da cucina o messe negli appositi sacchetti per alimenti per evitare che si formi umidità e condensa, cose che fanno marcire velocemente vegetali e ortaggi.
Pulire spessissimo questi cassetti!

Nel ripiano sopra i cassetti di frutta e verdura si colloca la carne e il pesce, che sono freschi e crudi.
Però per alcuni modelli di frigorifero viene consigliato di metterli nel ripiano più in alto. In questo caso troverete apposite scritte e/o disegni.

La parte centrale è l’ideale per riporre salumi già aperti, pasta già preparata, carne e verdure cotte, avanzi dei pasti precedenti, minestroni, zuppe.
Il consiglio naturalmente è di metterli in appositi e pratici contenitori trasparenti: mantengono la freschezza, non diffondono odori e ci permettono di vedere ciò che contengono.
Sul primo ripiano si troverà il posto per formaggi, yogurt, affettati confezionati, uova.
Nei ripiani della controporta è possibile sistemare bibite, burro, latticini, latte, uova, se non le avete sistemate in un’altra posizione.

Importante: assicurare sempre la circolazione dell’aria interna del vano frigorifero non ammassando al suo interno troppo cibo.
Pulire e igienizzare con regolarità e sbrinare il freezer.

PIZZA, LA PAROLA ITALIANA PIÙ FAMOSA AL MONDO

Hai detto pizza?
Eh sì, tutti pazzi per la pizza!
In ogni stagione, con ogni clima, a pranzo, a cena o nel cuore della notte.
Abbiamo chiesto alla dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda di parlarci proprio di questo alimento.

PIZZA, LA PAROLA ITALIANA PIÙ FAMOSA AL MONDO

La pizza è un prodotto gastronomico salato, consistente in un impasto a base di farina, acqua e lievito.
Questo impasto viene spianato e condito tipicamente con pomodoro e mozzarella, per poi essere cotto in forno a legna.
È originario della cucina napoletana del XIX secolo.
È l’alimento italiano più conosciuto nel mondo, insieme alla pasta.
Lo sapete che l’UNESCO ha dichiarato nel 2017 l’arte del “pizzaiolo napoletano” come patrimonio immateriale dell’umanità?

Di pizza ce n’è davvero per tutti i gusti: soffice dalla crosta o cornicione (come lo chiamano a Napoli) rigonfio, bassa e croccante, alta e morbida.
Ogni condimento che si distacchi dalla gloriosa pizza Margherita è permesso!

Una gioia per gli occhi, per l’olfatto e soprattutto per le nostre papille gustative… il profumo della pizza, che meraviglia!
Ma… c’è un ma!

CONTROINDICAZIONI

A volte dopo una piacevole serata in pizzeria, la notte può passare con disturbi intestinali, meteorismo, sete, insonnia.
Il giorno dopo la nostra pancia può essere molto più gonfia del normale.
Questo perché, purtroppo, vengono utilizzate farine troppo ricche di glutine, amido resistenti, con aggiunta di additivi e stabilizzanti.
Queste farine possono non essere compatibili con il nostro intestino e vi assicuro che sta aumentando il numero delle persone (di ogni età e in perfetta salute) che non riescono a tollerare la pizza, per una progressiva caduta della qualità delle farine usate e dei tempi di preparazione.
Inoltre il tempo della preparazione dell’impasto e della lievitazione è fondamentale per avere una pizza sana.

Per concludere potremmo dire che è importantissimo avere dei punti di riferimento su cui contare, pizzerie conosciute e/o che espongono i contenuti delle farine usate e i tempi di lievitazione.
Se siamo sicuri, via libera a una stupenda pizza, ma senza esagerare con il consumo settimanale o il nostro giro vita ne risentirà in modo tragico!
È importantissimo e doveroso sapere ciò che mangiamo!

CALDO, SUDORE E POTASSIO

Quanto ci piace l’estate!
Le lamentele, però, cadono sempre sullo stesso argomento… il caldo!
Con il caldo afoso si suda, eccome se si suda, con il minimo movimento o solo stando fermi.
La dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda affronta oggi questo tema: il caldo, il sudore e il potassio.

Il sudore è il prodotto dei 3-4 milioni di ghiandole sudoripare disperse nello strato intermedio della nostra cute, è un liquido ipotonico ed è composto soprattutto da sali minerali e acqua.
Se si suda tanto, molti sali minerali vanno perduti, con conseguenze non piacevoli per il nostro organismo.
Fra i sali minerali, molto prezioso è il POTASSIO.

IL POTASSIO

È un macro elemento presente nelle nostre cellule in grande quantità ed è coinvolto in diversi fenomeni di vitale importanza.
Partecipa alla contrazione muscolare, inclusa quella del muscolo cardiaco, contribuisce alla regolazione dell’equilibrio dei fluidi e dei minerali all’interno e all’esterno delle cellule e aiuta a mantenere la pressione nella normalità, smorzando gli effetti del troppo sodio.
Ha effetto sull’equilibrio acido-base e sulla ritenzione idrica.

Può ridurre il rischio di produrre calcoli renali ricorrenti e la possibilità di perdita di tessuto osseo che si verifica durante la vecchiaia.
Per un adulto si considera adeguato un apporto di 2000 mg di potassio al giorno.
In una dieta standard l’apporto giornaliero di potassio è di circa 4gr ed è largamente superiore al fabbisogno richiesto.

La sua carenza è altamente improbabile, ma quando si suda molto bisogna averne il sospetto se si prova debolezza muscolare, irregolarità del battito cardiaco, cambiamenti dell’umore, nausea e /o vomito.
Molta attenzione quindi da parte di chi pratica sport e soprattutto durante il periodo caldo!

In che alimenti andiamo a prendere la nostra provvista di potassio?

Le fonti principali sono FRUTTA, VERDURA, LEGUMI, in particolare le verdure a foglia verde, i pomodori, i cetrioli, le zucchine, le melanzane, la zucca, le patate, le carote, i fagioli, i piselli, gli asparagi, i cavolfiori, gli spinaci, le banane, le albicocche e tutta la frutta secca.
In quantità inferiori è contenuto anche nei latticini, nella carne rossa, nel pollame e nel pesce.
Attenzione dunque a non privarci di questi alimenti, a bere molto e se si fa sport attenzione al reintegro mediante soluzioni appositamente studiate e con una giusta composizione.

COCKTAIL E MINDFUL DRINKING

Quando l’estate avanza si è soliti uscire nelle ore serali e sorseggiare un buon drink, che può essere semplice o sofisticato, poco o decisamente alcolico.
Abitudine molto diffusa soprattutto tra i ragazzi, che si danno appuntamento nei locali per passare la serata tra amici.
Ma anche tra adulti, magari nei weekend, quando ci si vuole riposare e passare la serata in compagnia.
Cosa ne pensa la dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda circa l’assunzione di cocktail?

COCKTAIL, LA PAROLA ALL’ESPERTO

Da medico ho il dovere di non spingere al consumo di cocktail molto alcolici, soprattutto da parte degli adolescenti, perché l’organismo degli adolescenti non è ancora pronto a metabolizzare le sostanze alcoliche in maniera efficiente e il consumo eccessivo (binge drinking), può portare a drammatiche conseguenze.
Sono molti i cocktail alcolici in voga: Americano, Daiquiri, Green iguana, Hurricane, Kartini Sapphire, Mai Tai, Mojito, Caipiroska…
Ma fortunatamente i cocktail analcolici prendono sempre più piede nel mondo della mixology moderna.

Low alcol è oggi diventato sinonimo di bere bene e in modo consapevole, i drink analcolici hanno raggiunto la fama dei prodotti gourmet.
Il mindful drinking è un fenomeno che si è fatto strada tra i millennials e si è diffuso a tal punto che oggi sono nati veri e propri locali che accolgono esclusivamente richieste di drink analcolici.
Si servono versioni analcoliche dei cocktail più classici e richiesti, ma con una regola: rinunciare all’alcol va benissimo, ma con gusto!

Impazzano i super food e arriva anche la versione cocktail con short e long drinks a base di canapa, zenzero, spirulina, alga kombu, curcuma…
Esistono versioni low alcol del Bloody Mary, del Mojito, del Moscow mule.
Prodotti freschi, biologici e salutari, estratti, centrifugati e con un goccio di distillato per dare quella marcia in più.
Oltre a sostituire la componente alcolica con succhi, ginger, seltz, si possono aggiungere un’ampia varietà di frutta e di verdura e di spezie.

Il pregio ulteriore dei mocktail (cocktail analcolici) è di adattarsi ad ogni occasione: pre-dinner o after-dinner, long drink o bevande dissetanti consumabili in diversi momenti della giornata.
E sono talmente instagrammabili…

COCOMERO, IL FRUTTO ESTIVO PER ECCELLENZA

Lockdown, Covid-19, il distanziamento sociale, la crisi economica, la politica in subbuglio… il 2020 ci ha messi alla prova.
Ma per fortuna, puntualmente, il 21 giugno è arrivata l’estate.
Ci meritiamo un po’ di caldo e di spensieratezza.
Abbiamo chiesto alla dottoressa Chiara D’Adda a cosa pensa se diciamo “estate”, e la risposta è stata chiara: COCOMERO!

ANGURIA O COCOMERO

Se mi dicono di pensare a qualcosa di estivo, allegro e spensierato, il mio pensiero va immediatamente al cocomero, o anguria, come in alcune province italiane viene chiamato.
È il frutto della pianta del cocomero (citrullus lanatus), una pianta erbacea rampicante appartenente alla famiglia delle cucurbitacee.
Produce da tre a cinque frutti, con un peso che può variare da tre a dieci chili l’uno.

PROPRIETÀ

Estremamente rinfrescante, idratante, dissetante, remineralizzante, alcalinizzante, diuretico, lassativo.
Mordere la sua dolce e profumata polpa e sentire la bocca piena del suo succo è un vero piacere.
Col grande caldo vi potete sentire stanchi e spossati e perdere col sudore molti sali minerali.
Uno dei tanti benefici derivanti dall’assunzione di questo voluminoso e prezioso frutto è appunto il contenuto di potassio, magnesio, ferro, fosforo, calcio, zinco.
Potete usarlo come un ottimo reintegro dei sali minerali persi.

Inoltre contiene licopene, un antiossidante in grado di conferire alla polpa dell’anguria la colorazione rossa. Lo sapete che contiene più licopene del pomodoro?
Questo frutto rinforza il sistema immunitario, ha proprietà antiinfiammatorie, depura l’organismo, migliora l’aspetto della pelle e dei capelli, aiuta il sistema cardiocircolatorio e contribuisce alla solidità delle ossa.
Contiene inoltre vitamina A e vitamina C, vitamina B1 e B6.

È ricca di carotenoidi (il principale è il licopene) che sono in grado di combattere l’azione dei radicali liberi e quindi l’invecchiamento della pelle.
È ricca anche di citrullina, un aminoacido che assicura l’equilibrio della pressione e mantiene elastiche le pareti arteriose, quindi in grado di prevenire l’ipertensione e le malattie cardiache.

Secondo alcune ricerche una fetta di anguria al giorno sarebbe addirittura in grado di ridurre i livelli di colesterolo nel sangue.
È ricca di acqua (95%) e povera di calorie.
Praticamente perfetta!

CONTROINDICAZIONI

Piccole controindicazioni: può dare problemi di gastrite e colite, per alcune persone può essere di difficile digestione.
Una certa attenzione devono prestare le persone che soffrono di diabete, perché questo frutto ha un elevato indice glicemico.
E attenzione se si soffre di allergia all’aspirina, perché contiene salicilati naturali.
L’anguria attiva l’istamina, per cui attenzione se si soffre di allergie alle graminacee e al polline, perché potrebbe dare reazioni allergiche crociate.

DIVERSI TIPI DI CAFFÈ

“Un caffè ristretto in tazza grande, molto caldo, con del latte di soia temperatura ambiente e mezza bustina di zucchero di canna. Grazie.”
Le richieste di caffè al bar sono talmente varie che si prestano ad essere ironizzate.
La dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda ci ha parlato la scorsa settimana del caffè e dei suoi valori in termini di contenuti e di effetti sull’organismo umano.
Oggi ci fornisce delle alternative al caffè espresso, le possiamo trovare al bar, oppure prepararle a casa.

CAFFÈ D’ORZO

L’origine di questo prodotto viene fatta risalire alla seconda guerra mondiale. Visto che il costo del caffè classico era talmente elevato ed era anche introvabile, si è creato un surrogato economico e facile da produrre. In Europa il suo consumo si è via via ridotto, ma in Italia è molto diffuso.
È una bevanda totalmente priva di caffeina (in effetti chiamarlo Caffè è alquanto un controsenso) e si ottiene tramite l’infusione di orzo tostato e macinato. Si può preparare con la moka classica o con le macchine da espresso.
Il suo consumo favorisce il controllo del glucosio nel sangue.
Ha proprietà antinfiammatorie, antisettiche, antiossidanti e contiene ferro!
Benefico effetto sulle funzioni intestinali!

CAFFÈ DI CICORIA

Si ricava dalla radice di cicoria, che viene raccolta in autunno, ripulita dalla terra, fatta essiccare e poi tostata e polverizzata.
Ha un gusto molto amaro, e naturalmente non contiene caffeina.
Ricco di polifenoli, inulina, vitamine C – P – K, calcio, ferro, magnesio, fosforo.
È digestivo, depurativo, nutre e migliora la flora batterica, per merito dell’inulina in esso contenuta.
Ha effetti antiossidanti, anti diabetici, lassativi.
Meglio non consumarlo in gravidanza, perché può stimolare le contrazioni uterine.

CAFFÈ  AL GINSENG

È una bevanda di origine asiatica, dove è diffusa da tanti anni.
Nei primi anni duemila si è diffuso anche in Italia, primo paese occidentale a farne uso in modo significativo.
Il Ginseng è una pianta dalle cui radici si ricava una droga utilizzata da sempre nella medicina tradizionale cinese come tonico energizzante, utile per contrastare stress e affaticamento. Attenzione al consumo se si soffre di ipertensione, ipertiroidismo, insonnia, stati di ansia, irritabilità, agitazione psicomotoria.
Attenzione se si assumono antidepressivi, ansiolitici, anticoagulanti orali.

ALLA RICERCA DEL LIEVITO DI BIRRA

In queste giornate, in cui la parola d’ordine è “stare in casa”, abbiamo riscoperto la tradizione italiana a tavola.
Il piacere di impastare e di cuocere nel proprio forno casalingo, profumando la casa e soddisfando il palato!
Fa sorridere il fatto che nei punti vendita è diventato impossibile reperire il lievito di birra, gli scaffali sono vuoti, mentre fino a qualche giorno fa non era certamente difficile da acquistare.
Proprio del lievito di birra ci parla oggi la dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda.

ITALIANI IN QUARANTENA E LIEVITO DI BIRRA

Questi giorni di quarantena (che bisogna tassativamente mettere in pratica), stanno facendo scoprire o riscoprire il lato creativo di ognuno di noi in cucina.
Permettetemi di fare una piccola battuta di spirito: a fine quarantena, tutti panettieri professionisti!
Molti di noi si stanno cimentando nella preparazione di pane, pizza, focacce, dolci di ogni sorta.
Un po’ per passare il tempo e mangiare cose buone, un po’ per evitare di uscire troppo spesso per fare la spesa.
Il lievito di birra è impiegato per la preparazione di numerose ricette per la sua capacità di far crescere ed aumentare di volume gli impasti.

COS’È IL LIEVITO DI BIRRA ?

È un fungo microscopico, formato da colonie di microrganismi unicellulari, ottenuti grazie ad un processo di fermentazione.
Il saccharomyces cerevisiae è un organismo unicellulare che si riproduce per gemmazione.
Si trova sul mercato come lievito fresco appena pressato o come lievito secco (conservabile per circa 1 anno).
Quello fresco ha un aroma caratteristico, mentre per la produzione del levito secco attivo, il materiale viene liofilizzato.
È il lievito più importante nell’ambito dell’alimentazione umana, il suo utilizzo è noto fin dall’antichità e viene utilizzato per la panificazione, la vinificazione, la produzione di birra.
Documenti segnalano che sia stato isolato per la prima volta dalla superficie di acini di uva.
È presente infatti nella pruina, che è una sostanza di consistenza cerosa che viene prodotta dalle cellule superficiali dell’epidermide di frutti e foglie.

BENEFICI E CONTROINDICAZIONI

Il consumo del lievito di birra ha molti benefici, ma anche alcune controindicazioni.

Contiene:
• potassio
• calcio
• fosforo
• ferro
• zinco
• cromo
• selenio
• ferro
• vitamine dl gruppo B, soprattutto B1 e B12

Il suo consumo ha effetti benefici sull’apparato cardiovascolare in quanto le vitamine del gruppo B abbassano i livelli di omocisteina, la quale favorisce la formazione di placche aterosclerotiche.
Apporta benefici al funzionamento del fegato in quanto esercita una vera e propria azione di depurazione
Offre sostegno all’attività intestinale, per la presenza di fermenti che aiutano il ripristino della flora batterica, facilitando così il transito intestinale.
Mantiene in buono stato l’apparato tegumentario e degli annessi cutanei, quindi fa bene ai capelli e alle unghie, che contribuisce a rafforzare.

Attenzione però alle controindicazioni!
Può risultare dannoso per chi soffre di gotta o di insufficienza renale, perché contiene molte purine: sostanze azotate che si trasformano in acido urico, un composto che crea problemi a chi soffre di tali patologie.
È sconsigliato a chi soffre di candida e micosi (abbassa il ph della pelle), ed è meglio evitarlo anche se si soffre di gonfiore intestinale o colite, in quanto può peggiorare i sintomi.
Naturalmente sto parlando dell’uso massiccio del lievito, assunto sottoforma di compresse o altre formulazioni! Una buona pizza è sempre ammessa!

Infine voglio mettervi in guardia dalle “bufale” riguardanti la preparazione in casa del lievito di birra: circolano molti video che illustrano queste casalinghe preparazioni.
Non è possibili creare il lievito di birra da zero, la soluzione è moltiplicarlo partendo dal lievito fresco.
ATTENZIONE! Verificate sempre l’origine di ciò che leggete o vedete, e non fidatevi mai troppo!

RESTARE A CASA E GESTIRE LA FAME

In questo momento inaspettatamente difficile, viviamo col fiato sospeso, in attesa di quel benedetto “tutto è finito” che ci farà guardare al futuro, provati, ma con occhi di speranza.
È un momento complicato, molto complicato.
L’emergenza COVID-19 ci sta mettendo a dura prova.
Le misure di contenimento in Italia sono chiare: restare in casa.
L’unico modo per prevenire la diffusione, proteggere noi stessi, i nostri cari e la comunità tutta.
Ma il tempo, mentre si è chiusi in casa, sembra non passare mai.

La dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda ci aiuta ad affrontare un tema molto sentito in queste giornate: COME FARE LA SPESA.

Si può uscire per andare a comprare generi di prima necessità, come gli alimenti indispensabili al nostro sostentamento.
L’imperativo è non farsi prendere dal panico, perché gli approvvigionamenti saranno sempre garantiti.
È necessario fare piccole scorte che ci consentano di uscire il meno possibile, ma nello stesso tempo avere un’alimentazione consapevole.
Non è necessario andare ogni giorno al supermercato, anzi è assolutamente da evitare!

Uno dei problemi di questa permanenza forzata in casa è la FAME NERVOSA E DI CONSEGUENZA IMPARARE A GESTIRLA.

Come si può resistere ai raid alla dispensa e al frigorifero?
Qualche piccola idea, dettata dal buon senso:
• Cucinare cibi sani, nutrienti, ma che siano anche buoni
Mangiare seduti, rigorosamente seduti
• Masticare bene e lentamente
• Quando si mangia non usare il telefono, spegnere la televisione, non leggere nulla. Caso mai ascoltare la musica che più amiamo
• Mangiare solo quando la fame la senti nella pancia, non nel cervello
• Mantenere i ritmi alimentari inalterati, come prima della quarantena
Comporre il piatto giusto: metà verdura, ¼ proteine, ¼ carboidrati integrali. Se hai ancora fame, riserviti di verdura
• Quando si sente di essere soddisfatti, bisogna fermarsi
Mangiare con i 5 sensi, assaporando lentamente ogni boccone che portiamo alla bocca
• Chiedersi dove si sente la fame…. stomaco, pancia, testa, petto (tipo ansia)

Ultimo, ma non ultimo: continuare a fare esercizio fisico! Non c’è lo spazio?
INVENTATELO!

Insieme ce la faremo!
Un abbraccio a tutti.

SCOPRI I VANTAGGI DEI SURGELATI

Da tempo abbiamo intrapreso una campagna di comunicazione per spiegare ai consumatori i vantaggi dei prodotti surgelati Amica Natura.
In primis ricordiamo che tutti i nostri prodotti non contengono conservanti o additivi chimici, l’unico conservante è il freddo!
Cosa ne pensa la dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda, circa l’uso di alimenti surgelati?

L’uso dei prodotti alimentari surgelati occupa un posto importante fra i consigli che do alle persone che si rivolgono a me per avere assistenza nutrizionale, per dimagrire, per ottimizzare le proprie energie, per gestire meglio l’agenda e la pianificazione alimentare.

PERCHÉ?

I surgelati hanno molti vantaggi.
Sono prodotti che durano a lungo, disponibili in ogni periodo dell’anno, si preparano in fretta e permettono così di ridurre gli sprechi di ogni origine.
Non sono da considerarsi assolutamente una seconda scelta, anzi!
Nella vita frenetica dei nostri giorni è molto importante organizzare la nostra dispensa, il nostro frigorifero, il nostro surgelatore.
Eviteremo così di ricorrere al cosiddetto cibo spazzatura (junk food), purtroppo molto diffuso perché recuperabile in poco tempo, ma alla lunga molto dannoso per il nostro apparato intestinale e per il nostro organismo in toto.

QUALI VANTAGGI?

Tornando ai nostri prodotti surgelati, sappiamo che la filiera è perfettamente e interamente tracciabile, inoltre sono utilizzati prodotti di prima scelta.
E’ però indispensabile rispettare la catena del freddo dopo l’acquisto del prodotto, mantenerlo nel surgelatore fino al momento del consumo ed utilizzarlo entro la data riportata sulla confezione, controllando bene l’etichetta nutrizionale.
L’etichetta nutrizionale va letta bene per evitare di assumere calorie, grassi e sodio in eccesso.

Per essere certi che l’alimento non sia alterato, fate attenzione ad alcuni campanelli di allarme che potrebbero significare che si sono verificati dei pericolosi sbalzi di temperatura.
La carne per esempio non deve aver rilasciato liquidi che si sono poi ricongelati.
I prodotti in scatola non devono presentare brina o essere ricoperti di ghiaccio, vorrebbe dire che non sono stati conservati alla corretta temperatura, che deve essere almeno di -18 gradi, vanificando i pregi e l’utilità della surgelazione.

Ricorda che i cibi surgelati necessitano di essere cotti subito dopo averli estratti dal freezer.
E’ sconsigliato passarli sotto l’acqua calda per scongelarli velocemente.
Importantissimo ricordare che una volta scongelati, non vanno assolutamente ricongelati, se non dopo averli cotti!
Gli italiani spendono in media quasi 5 milioni di euro all’anno in surgelati, per un consumo pari a 15 kg a testa, un successo notevole!

il cuore tenero del carciofo

L’epifania tutte le feste porta via!
Ed eccoci pronti a ricominciare le quotidiane attività di lavoro, scuola, sport, hobby ecc… ahimè o per fortuna, a seconda dei punti di vista!
Siamo ancora, decisamente, in inverno, ma la primavera ci sta strizzando l’occhio e dobbiamo affrettarci a fare il pieno di un alimento importantissimo per la nostra salute, oltre che gradito al nostro palato: il CARCIOFO.

La dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda ci spiega oggi perché è così importante consumare il carciofo.

Il carciofo, nome scientifico Cynara Scolymus è una pianta della famiglia delle Asteracee o Composite, coltivata in Italia e in altri paesi per uso sia alimentare che medicinale, da questo potete dedurne l’importanza.

IL CARCIOFO E LA STORIA

La leggenda vuole che Giove, dopo essere stato rifiutato dalla ninfa Cynara, la trasformò in un carciofo spinoso come il suo carattere, dando al pungente ortaggio il colore verde e violetto dei suoi occhi.
Al carciofo si attribuivano anche poteri afrodisiaci.
Documentazioni storiche sembrano indicare che la domesticazione del carciofo possa essere avvenuta in Sicilia a partire dal primo secolo, circa.
Proprio in orti familiari della Sicilia centro-occidentale pare sia avvenuta la diffusione di questa pianta, già conosciuta dai greci e dai romani, ma a carattere selvatico.

PROPRIETÀ E BENEFICI   

I carciofi sono fonte preziosa di numerosi composti, presenti in minuscole quantità, ma che svolgono un’azione fisiologica fondamentale e che sono molto utili per la nostra salute.
La loro palatabilità è eccezionale e naturalmente sono buonissimi!
Contengono calcio più del latte e non contengono grassi!
Il carciofo è digeribile e ben tollerato sia dai sani che dai malati e lo si può considerare un alimento medicinale, particolarmente indicato nei seguenti casi: malattie epatiche, malattie biliari, disturbi renali, colesterolo troppo elevato, diabete, malattie della pelle (perché il fegato lavora meglio).

Nel carciofo si trovano:
CINARINA: agisce sulle cellule del fegato per aumentare la produzione di bile e su quelle dei reni per innalzare il filtrato glomerulare, ha proprietà diuretiche.
STEROLI: sostanze nella loro struttura chimica simili al colesterolo, ma di origine vegetale. Producono l’interessante effetto di limitare l’assimilazione del colesterolo nell’intestino.
INULINA: una particolare fibra alimentare che rappresenta il nutrimento di microrganismi probiotici intestinali, di conseguenza contribuisce allo sviluppo di una microflora positiva (eubiosi intestinale). I composti che derivano dalla sua fermentazione sembrano coinvolti nella prevenzione del tumore del colon.

COME SI CUCINANO

CRUDI, ARROSTITI, COTTI (se cotti, meglio a vapore, perché così conservano la maggior parte dei sali minerali e degli oligoelementi).
Io li abbino molto volentieri ai prodotti di Amica Natura, per un pranzo sano, perfetto, gustoso e veloce da preparare.
Sarà che li adoro crudi, tagliati a fettine sottilissime e messi a macerare con olio EVO, sale (poco), limone e un pizzico di pepe.
Oggi me li sono gustati proprio così!
Ma anche preparati alla giudia, piatto tipico della cucina laziale… mamma che bontà!

Fate il “pieno” di carciofi, intanto che è ancora la loro stagione!
Salute e bontà in un unico ortaggio!