DIVERSI TIPI DI CAFFÈ

“Un caffè ristretto in tazza grande, molto caldo, con del latte di soia temperatura ambiente e mezza bustina di zucchero di canna. Grazie.”
Le richieste di caffè al bar sono talmente varie che si prestano ad essere ironizzate.
La dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda ci ha parlato la scorsa settimana del caffè e dei suoi valori in termini di contenuti e di effetti sull’organismo umano.
Oggi ci fornisce delle alternative al caffè espresso, le possiamo trovare al bar, oppure prepararle a casa.

CAFFÈ D’ORZO

L’origine di questo prodotto viene fatta risalire alla seconda guerra mondiale. Visto che il costo del caffè classico era talmente elevato ed era anche introvabile, si è creato un surrogato economico e facile da produrre. In Europa il suo consumo si è via via ridotto, ma in Italia è molto diffuso.
È una bevanda totalmente priva di caffeina (in effetti chiamarlo Caffè è alquanto un controsenso) e si ottiene tramite l’infusione di orzo tostato e macinato. Si può preparare con la moka classica o con le macchine da espresso.
Il suo consumo favorisce il controllo del glucosio nel sangue.
Ha proprietà antinfiammatorie, antisettiche, antiossidanti e contiene ferro!
Benefico effetto sulle funzioni intestinali!

CAFFÈ DI CICORIA

Si ricava dalla radice di cicoria, che viene raccolta in autunno, ripulita dalla terra, fatta essiccare e poi tostata e polverizzata.
Ha un gusto molto amaro, e naturalmente non contiene caffeina.
Ricco di polifenoli, inulina, vitamine C – P – K, calcio, ferro, magnesio, fosforo.
È digestivo, depurativo, nutre e migliora la flora batterica, per merito dell’inulina in esso contenuta.
Ha effetti antiossidanti, anti diabetici, lassativi.
Meglio non consumarlo in gravidanza, perché può stimolare le contrazioni uterine.

CAFFÈ  AL GINSENG

È una bevanda di origine asiatica, dove è diffusa da tanti anni.
Nei primi anni duemila si è diffuso anche in Italia, primo paese occidentale a farne uso in modo significativo.
Il Ginseng è una pianta dalle cui radici si ricava una droga utilizzata da sempre nella medicina tradizionale cinese come tonico energizzante, utile per contrastare stress e affaticamento. Attenzione al consumo se si soffre di ipertensione, ipertiroidismo, insonnia, stati di ansia, irritabilità, agitazione psicomotoria.
Attenzione se si assumono antidepressivi, ansiolitici, anticoagulanti orali.

CARI ALLERGICI, FATE ATTENZIONE A CIÒ CHE MANGIATE!

Come promesso la dottoressa Chiara D’Adda oggi ci propone un approfondimento sul tema allergie crociate, tanto importante in questi mesi di primavera, un incubo per chi soffre di allergia!

Le reazioni crociate avvengono quando gli anticorpi diretti verso uno specifico allergene riconoscono molecole allergeniche simili presenti in un’altra fonte allergenica.
Nelle reazioni crociate anche le vie di esposizione dell’allergene possono essere diverse: sono comuni le allergie crociate tra allergeni inalati (pollini, graminacee, acari ecc…) e cibo.
Non è automatico che questi cibi diano allergie, ma è sempre meglio (soprattutto se si è allergici in grado severo), fare attenzione nell’eccessivo consumo.

CROSS ➡️ ALLERGIE / ALIMENTI

✅ COMPOSITE, da marzo a settembre.
🔴 Attenzione al consumo di: miele, camomilla, olio di semi di girasole, tarassaco, cicoria, dragoncello, ginepro, lattuga, sedano, carota, finocchio, zucchine, zucca, prezzemolo, cetriolo, anguria, melone, banana, castagne, arachidi, noci, nocciole, mela, pistacchio, anice.

✅ GRAMINACEE, da febbraio a marzo – luglio.
🔴 Attenzione al consumo di: frumento, grano, mais, segala, orzo, avena, anguria, melone, pesche, prugne, albicocche, ciliege, arance, mandorle, kiwi, fragole, pomodoro, sedano, bietole, arachidi.

✅ URTICACEE, da marzo a ottobre.
🔴 Attenzione al consumo di: gelso, basilico, camomilla, piselli, melone, ciliegie, pistacchi.

✅ PARIETARIA, da giugno a ottobre.
🔴 Attenzione al consumo di: piselli, basilico, limoni, meloni, ciliegie, gelso, pistacchio, arachide, fagiolo, kiwi, patata.

✅ AMBROSIA/ASSENZIO, da maggio a settembre.
🔴 Camomilla, banana, anguria, melone, carità, zucca, sedano, lattuga, cicoria, tarassaco, prezzemolo, pepe verde, miele, olio di girasole.

✅ POLIGONACEE, da aprile a luglio.
🔴 Grano saraceno.

✅ LATTICE
🔴 Banana, kiwi, ananas, avocado, castagna, melone, papaia, passiflora.

✅ ACARI
🔴 Lumache, molluschi, gamberetti, crostacei.

✅ ALTERNARIA, FUNGHI, MUFFE.
🔴 Alimenti che contengono muffe (aceto, funghi, sottaceti, maionese, formaggi stagionati, yogurt, lievito di birra, salumi e pesce affumicati, conserve, frutta secca).

Quindi, cari allergici, fate attenzione a ciò che mangiate!

ETCIÙ… ALLERGIA PRIMAVERILE IN VISTA

È arrivata finalmente la bella stagione!
Ma non per tutti, visto che oltre il 30% della popolazione italiana, soffrendo di allergie di vario tipo, teme proprio questi mesi, che divengono sinonimo di naso che cola, starnuti, tosse, solletico alla gola, occhi arrossati, lacrimazione abbondante e fastidiosa, prurito.
La dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda affronta questo tema.

COSA VUOL DIRE ESSERE ALLERGICI

La causa di queste manifestazioni è dovuta a una reazione alterata del sistema immunitario verso alcune sostanze che l’organismo riconosce come non compatibili, producendo di conseguenza anticorpi particolari che provocano la liberazione di istamina e altre sostanze pro-infiammatorie dalle cellule immunitarie. Si evidenzia cioè una risposta eccessiva del sistema immunitario nei confronti di sostanze normalmente non pericolose per l’organismo.
A scatenare questa risposta sono porzioni delle proteine presenti nella sostanza cui si è allergici.

In questo periodo è molto importante, per i soggetti allergici, porre molta attenzione alla possibilità di ALLERGIE CROCIATE con gli alimenti che si assumono.
Ciò che mangiamo è sempre di cruciale importanza per i soggetti allergici.
Fortunatamente non vale per tutte le allergie, per esempio non tutte le persone allergiche ai pollini hanno necessariamente un’allergia crociata agli alimenti.

IL CALENDARIO POLLINICO

Nel dubbio è sempre una buona cosa procurarsi e consultare un “CALENDARIO POLLINICO”, cioè un elenco che vi mostra la stagionalità e di conseguenza il periodo dell’anno a rischio per le vostre allergie. E soprattutto vi elencherà gli alimenti che in quel periodo possono dare una reazione crociata, se assunti.
La raccomandazione principale rimane quella di evitare di consumare gli alimenti responsabili di sindrome orale allergica, durante il periodo di pollinazione.
Secondo l’American College of Asthma and Immunology alcuni alimenti sono in grado di ridurre i sintomi e persino l’intensità delle allergie stagionali!

C’è da dire che il vostro bravo allergologo, vi avrà già fornito le informazioni necessarie, oltre che le cure mirate e giuste. E vi avrà invitato a conoscere le relazioni tra le piante e/o i pollini e gli alimenti vegetali.
Ne consegue una dieta opportuna, al fine anche di evitare squilibri o carenze nutrizionali.

Siete allergici alle betulacee?
Attenzione al consumo di mela, pera, pesca, ciliegie, prugne, frutta secca, kiwi, carote, sedano, prezzemolo, finocchio, fave, soia.
Questo è solo un esempio, nel prossimo appuntamento con FOOD IS LIFE andremo ad approfondire con nozioni più specifiche.
Alla prossima settimana!

FRUTTA SECCA, IL CIBO DELLA SALUTE

Fame nervosa? Voglia di uno spuntino?
Scegli la frutta secca!
La nutrizionista Chiara D’Adda oggi ci consiglia la frutta secca, spiegandoci le proprietà nutrizionali per una dieta sana.

In questo periodo così pieno di ansia generalizzata e di giornate passate in casa, è buona cosa organizzare le nostre spese alimentari e fare scorte di cibi di grande utilità, che ci fanno bene e che possono venire utili anche per fare da spezzafame o da spuntino, quando la noia e/o la fame nervosa prendono il sopravvento.
Non c’è alcun dubbio che la frutta secca rientri fra i cibi da mettere in dispensa!
Lo sapete che bisognerebbe mangiarne tutti i giorni, circa 30 grammi?
La comunità scientifica internazionale concorda nel considerare mandorle & company ingredienti complementari di una dieta sana.
È il cibo della salute per eccellenza!

PERCHÉ LA FRUTTA SECCA FA BENE

La frutta secca contiene grassi mono e polinsaturi, i quali contribuiscono all’equilibrio lipidico e ci aiutano ad elevare la parte buona del colesterolo, la cosiddetta HDL, ed è ricca di Omega 6.
In noci e semi di lino c’è pure un ottimo apporto di Omega 3.
Possono consumarla tutti, anche chi ha il colesterolo alto, anche se è d’obbligo una certa moderazione.
Il consumo va preferito a colazione, per aver la giusta carica per tutta la giornata.
Di contro è meglio non consumarla alla sera, dopo cena.

QUALE FRUTTA SCEGLIERE

Ogni varietà di frutta secca ha le proprie qualità, di cui vi do qualche rapidissimo cenno:
Mandorle ➡️ ricche di sali minerali (potassio, calcio, fosforo, magnesio) e di omega3, povere di colesterolo, contribuiscono al benessere generale ed intestinale.
Nocciole ➡️ contengono carotenoidi, che sono precursori della vitamina A (ottima per la salute della pelle e degli occhi), ricche di selenio, calcio, fosforo, magnesio, vitamina E, flavonoidi.
Pinoli ➡️ sono piccoli ma gustosissimi, ricchi di grassi buoni, proteine e minerali. Ricchissimi in fosforo. Un buon alimento per il nostro cervello.
Pistacchi ➡️ sono ricchissimi di potassio e perciò alleati degli sportivi. Contengono anche ferro, rame, magnesio. Ricchi di polifenoli, che svolgono azione antiossidante, antibatterica, antinfiammatoria.
Arachidi ➡️ molto proteiche, con un elevato contenuto di arginina.
Noci ➡️ forniscono energia al cuore! Contengono vitamina B6, acidi grassi essenziali, zinco, rame, manganese.

⚠️ Attenzione, però: la frutta secca può essere causa di severe allergie!
Se siete confermati allergici, tenetevi ben lontano dall’assunzione e dalle eventuali contaminazioni del cibo che assumete.

Naturalmente quella che ho fatto è una rapidissima carrellata su questa frutta meravigliosa.
E non dimentichiamoci che, oltre alle conclamate proprietà nutritive, la frutta secca è anche buona!

VOGLIA DI CIOCCOLATO?

Quest’anno la Pasqua è passata tra isolamento e preoccupazione, molte famiglie non hanno potuto condividere la gioia tipica di questa festa.
Siamo però riusciti a mettere nella lista della spesa qualche colomba o dolce tradizionale, e soprattutto l’uovo di Pasqua, un must per grandi e piccini!
Di conseguenza la voglia di cioccolato scatterà puntuale: un bel pezzo da addentare di nascosto, come merenda, post pranzo o cena.

Cosa ne pensa la nutrizionista Chiara D’Adda?

Penso che soprattutto in questo periodo ansiogeno, una piccola coccola ce la meritiamo!
Ma se volete pensare anche alla vostra salute, ricordatevi che la regola è scegliere solo ed esclusivamente cioccolato fondente ad alta percentuale di cacao, consigliabile maggiore del 75%!
Il cioccolato è un alimento derivato dai semi della pianta del cacao, la Theobroma cacao.
Pensate che in epoca antichissima, presso la popolazione Maya, era chiamato “il cibo degli dei” e il suo consumo era riservato solo a sovrani, nobili e guerrieri.

Il cioccolato nero fondente è alleato della salute, della linea, del benessere psichico.
È una fonte generosa di flavonoidi, composti antiossidanti naturali.
Tanto maggiore è la percentuale di cacao amaro, tanto superiore è la presenza di flavonoidi.
Proteggono le arterie dai danni dell’aterosclerosi e prevengono malattie cardiovascolari come ictus e infarto.
Possono contribuire alla regolazione della pressione sanguigna, in senso positivo.
Detto questo, possiamo proprio affermare che il cioccolato fa bene al cuore!

Recenti ricerche rivelano un ruolo determinante nella prevenzione del declino cognitivo legato all’età senile.
Se la preoccupazione è la linea, sappiate che cioccolato fondente e dieta sono un’accoppiata approvata da tutti i nutrizionisti! Senza esagerare, naturalmente….

Innumerevoli studi hanno dimostrato come l’assunzione di cioccolato stimoli il rilascio di endorfine, sostanze in grado di aumentare il buon umore.
Fa sentire più felici ed è un antistress tutto naturale, inoltre è un ottimo spezza fame!
E se fosse anche afrodisiaco…?

ALIMENTAZIONE, CORONAVIRUS E FAKE NEWS

I social network sono una grande risorsa del nostro tempo: ci permettono di comunicare in modo immediato, raggiungendo molti destinatari in pochissimo tempo e permettendo alle informazioni di circolare in modo molto veloce.
Di contro, quello che viene a volte a mancare, è la veridicità delle notizie.
È molto importante come prima cosa verificare la fonte che ha scritto il post o l’articolo, per valutare se sono informazioni attendibili.
Ecco cosa scrive oggi il nostro medico nutrizionista Chiara D’Adda.

FAKE NEWS

Il termine FAKE NEWS in italiano vuol dire letteralmente “notizie false”.
Mai come in questo tragico periodo per il mondo le incontriamo quotidianamente, basta aprire un giornale o andare sui social.
Sono articoli redatti con informazioni inventate, ingannevoli o distorte, resi pubblici con il deliberato intento di disinformare, creare scandalo o paura.
Vengono condivise anche da chi è in perfetta buonafede.

Intorno al tema “coronavirus” ci sono innumerevoli e pericolose fake news.

Io mi occuperò delle più pubblicate ed inerenti alla mia specialità, che è la medicina nutrizionale.

Mangiare aglio può aiutare a prevenire l’infezione da Covid 19
NOOO! L’aglio ha alcune proprietà antimicrobiche, ma non è preventivo nei confronti di questo virus.

• Bere tanta acqua lava via il virus dalle vie aeree e lo spinge nello stomaco, dove l’acidità lo distrugge.
NOOO! L’acqua fa benissimo, ma non serve a prevenire dal contagio.

• Mangiare tante proteine aumenta l’efficacia del sistema immunitario.
NOOO! Non ci sono evidenze che superare la dose giornaliera raccomandata (0,8 gr per 1 kg di peso corporeo, se non si fa lavoro fisico molto pesante) dia benefici aggiuntivi al lavoro del nostro sistema immunitario.

Bere bevande molto calde uccide il virus.
NOOO! Il virus è in grado di replicarsi alla temperatura corporea che è di circa 37 gradi.

Mangiare tante arance e limoni previene il contagio, perché la vitamina C ha azione protettiva nei confronti del virus.
NOOO! Non ci sono evidenze scientifiche che provino questa azione. Anche se si può dire che un’assunzione di vit. C, male non fa.

Aumentare l’assunzione di vitamina D, protegge dall’azione del virus.
NOOO! Non fa senz’altro, male, ma non inattiva il virus

RICORDATEVI SEMPRE: distacco sociale, mascherina, lavaggio accurato e lungo delle mani con sapone, alcool o sostanze detergenti medicali.
Sono le misure essenziali per vincere questo nemico invisibile.

ALLA RICERCA DEL LIEVITO DI BIRRA

In queste giornate, in cui la parola d’ordine è “stare in casa”, abbiamo riscoperto la tradizione italiana a tavola.
Il piacere di impastare e di cuocere nel proprio forno casalingo, profumando la casa e soddisfando il palato!
Fa sorridere il fatto che nei punti vendita è diventato impossibile reperire il lievito di birra, gli scaffali sono vuoti, mentre fino a qualche giorno fa non era certamente difficile da acquistare.
Proprio del lievito di birra ci parla oggi la dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda.

ITALIANI IN QUARANTENA E LIEVITO DI BIRRA

Questi giorni di quarantena (che bisogna tassativamente mettere in pratica), stanno facendo scoprire o riscoprire il lato creativo di ognuno di noi in cucina.
Permettetemi di fare una piccola battuta di spirito: a fine quarantena, tutti panettieri professionisti!
Molti di noi si stanno cimentando nella preparazione di pane, pizza, focacce, dolci di ogni sorta.
Un po’ per passare il tempo e mangiare cose buone, un po’ per evitare di uscire troppo spesso per fare la spesa.
Il lievito di birra è impiegato per la preparazione di numerose ricette per la sua capacità di far crescere ed aumentare di volume gli impasti.

COS’È IL LIEVITO DI BIRRA ?

È un fungo microscopico, formato da colonie di microrganismi unicellulari, ottenuti grazie ad un processo di fermentazione.
Il saccharomyces cerevisiae è un organismo unicellulare che si riproduce per gemmazione.
Si trova sul mercato come lievito fresco appena pressato o come lievito secco (conservabile per circa 1 anno).
Quello fresco ha un aroma caratteristico, mentre per la produzione del levito secco attivo, il materiale viene liofilizzato.
È il lievito più importante nell’ambito dell’alimentazione umana, il suo utilizzo è noto fin dall’antichità e viene utilizzato per la panificazione, la vinificazione, la produzione di birra.
Documenti segnalano che sia stato isolato per la prima volta dalla superficie di acini di uva.
È presente infatti nella pruina, che è una sostanza di consistenza cerosa che viene prodotta dalle cellule superficiali dell’epidermide di frutti e foglie.

BENEFICI E CONTROINDICAZIONI

Il consumo del lievito di birra ha molti benefici, ma anche alcune controindicazioni.

Contiene:
• potassio
• calcio
• fosforo
• ferro
• zinco
• cromo
• selenio
• ferro
• vitamine dl gruppo B, soprattutto B1 e B12

Il suo consumo ha effetti benefici sull’apparato cardiovascolare in quanto le vitamine del gruppo B abbassano i livelli di omocisteina, la quale favorisce la formazione di placche aterosclerotiche.
Apporta benefici al funzionamento del fegato in quanto esercita una vera e propria azione di depurazione
Offre sostegno all’attività intestinale, per la presenza di fermenti che aiutano il ripristino della flora batterica, facilitando così il transito intestinale.
Mantiene in buono stato l’apparato tegumentario e degli annessi cutanei, quindi fa bene ai capelli e alle unghie, che contribuisce a rafforzare.

Attenzione però alle controindicazioni!
Può risultare dannoso per chi soffre di gotta o di insufficienza renale, perché contiene molte purine: sostanze azotate che si trasformano in acido urico, un composto che crea problemi a chi soffre di tali patologie.
È sconsigliato a chi soffre di candida e micosi (abbassa il ph della pelle), ed è meglio evitarlo anche se si soffre di gonfiore intestinale o colite, in quanto può peggiorare i sintomi.
Naturalmente sto parlando dell’uso massiccio del lievito, assunto sottoforma di compresse o altre formulazioni! Una buona pizza è sempre ammessa!

Infine voglio mettervi in guardia dalle “bufale” riguardanti la preparazione in casa del lievito di birra: circolano molti video che illustrano queste casalinghe preparazioni.
Non è possibili creare il lievito di birra da zero, la soluzione è moltiplicarlo partendo dal lievito fresco.
ATTENZIONE! Verificate sempre l’origine di ciò che leggete o vedete, e non fidatevi mai troppo!

SCOPRIAMO COS’È IL KEFIR

In questo periodo di grande tensione sarebbe consigliato evitare il sovraccarico informativo circa gli aggiornamenti Covid-19.
Potete scegliere di tenervi aggiornati, giustamente e per buon senso, guardando però una sola edizione al giorno del telegiornale e consultare il web con parsimonia, filtrando le informazioni sicure da quelle fake.
La nostra mente è molto suggestionabile e l’umore nero non aiuta a farci coraggio.
Dobbiamo imparare a proteggere anche la nostra psiche!

La dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda ci parla oggi del KEFIR, che in lingua turca significa “benessere o delizia”.
Anche il cibo può essere d’aiuto!

COS’È IL KEFIR?

Il KEFIR è un prodotto tipico delle regioni del Caucaso.
La sua diffusione risale a migliaia di anni fa e secondo la leggenda fu Maometto a donare i primi grani di kefir ai montanari del Caucaso, che per questa ragione lo chiamarono “miglio del profeta”.

Fa parte dei cosiddetti “latti fermentati”.
È infatti latte di mucca addizionato con lattobacilli bulgarici, streptococchi termophili, lieviti, alcuni batteri (si contano fino a 15 specie batteriche) che provocano una fermentazione sia lattea, sia alcolica.
Può essere prodotto anche con latte di pecora o capra.

È un alimento dinamico: dopo 1 giorno ha sapore dolce e consistenza cremosa, dopo 2-3 giorni diventa acido, spumeggiante e modestamente alcolico (circa 1 grado).
Garantisce un apporto ottimale di fermenti lattici (probiotici), di calcio, magnesio, zinco, fosforo.
Apporta vitamine del gruppo B e vitamina K le quali, in sinergia, migliorano la funzionalità epatica, biliare ed intestinale.
Contiene molti aminoacidi, come il triptofano ad esempio, che è il precursore della serotonina, il neurotrasmettitore della felicità.
Il kefir si può preparare in casa oppure acquistarlo in tutta comodità al supermercato.

COME SI ASSUME IL KEFIR?

E’ consigliabile assumerlo lontano dai pasti principali, come se fosse uno yogurt.
Riequilibra il microbiota intestinale, contribuisce a promuovere la formazione di anticorpi, può essere consumato dalle persone intolleranti al lattosio, in quanto il kefir, cibandosene, ne riduce di molto il contenuto.
Controindicazioni?
Attenzione a chi è intollerante ai lieviti e alle proteine del latte.
Va inserito gradualmente nell’alimentazione, perché inizialmente si potrebbero avere fastidi come gonfiore, dolore addominale e stipsi.

RESTARE A CASA E GESTIRE LA FAME

In questo momento inaspettatamente difficile, viviamo col fiato sospeso, in attesa di quel benedetto “tutto è finito” che ci farà guardare al futuro, provati, ma con occhi di speranza.
È un momento complicato, molto complicato.
L’emergenza COVID-19 ci sta mettendo a dura prova.
Le misure di contenimento in Italia sono chiare: restare in casa.
L’unico modo per prevenire la diffusione, proteggere noi stessi, i nostri cari e la comunità tutta.
Ma il tempo, mentre si è chiusi in casa, sembra non passare mai.

La dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda ci aiuta ad affrontare un tema molto sentito in queste giornate: COME FARE LA SPESA.

Si può uscire per andare a comprare generi di prima necessità, come gli alimenti indispensabili al nostro sostentamento.
L’imperativo è non farsi prendere dal panico, perché gli approvvigionamenti saranno sempre garantiti.
È necessario fare piccole scorte che ci consentano di uscire il meno possibile, ma nello stesso tempo avere un’alimentazione consapevole.
Non è necessario andare ogni giorno al supermercato, anzi è assolutamente da evitare!

Uno dei problemi di questa permanenza forzata in casa è la FAME NERVOSA E DI CONSEGUENZA IMPARARE A GESTIRLA.

Come si può resistere ai raid alla dispensa e al frigorifero?
Qualche piccola idea, dettata dal buon senso:
• Cucinare cibi sani, nutrienti, ma che siano anche buoni
Mangiare seduti, rigorosamente seduti
• Masticare bene e lentamente
• Quando si mangia non usare il telefono, spegnere la televisione, non leggere nulla. Caso mai ascoltare la musica che più amiamo
• Mangiare solo quando la fame la senti nella pancia, non nel cervello
• Mantenere i ritmi alimentari inalterati, come prima della quarantena
Comporre il piatto giusto: metà verdura, ¼ proteine, ¼ carboidrati integrali. Se hai ancora fame, riserviti di verdura
• Quando si sente di essere soddisfatti, bisogna fermarsi
Mangiare con i 5 sensi, assaporando lentamente ogni boccone che portiamo alla bocca
• Chiedersi dove si sente la fame…. stomaco, pancia, testa, petto (tipo ansia)

Ultimo, ma non ultimo: continuare a fare esercizio fisico! Non c’è lo spazio?
INVENTATELO!

Insieme ce la faremo!
Un abbraccio a tutti.

ANDRÀ TUTTO BENE

In un momento molto delicato per il nostro Paese, domenica 8 marzo non è stato possibile ricordare la giornata internazionale della donna con feste e cortei, come d’abitudine.
Desideriamo però ringraziare tutte le donne con questo articolo della dottoressa Chiara D’Adda, che ha deciso di promulgare tramite la nostra rubrica FOOD IS LIFE.
Un ringraziamnto il suo che condividiamo.
Grazie a tutte le donne sempre in prima linea, forti come solo le donne sanno essere!

Oggi vorrei dedicare il mio contributo alle Donne.

Al coraggio, alla forza, al sorriso, alla grinta, alla fragilità, alla poesia, alla fierezza delle donne, di tutte le donne.
In un momento così emotivamente impegnativo, come quello che stiamo vivendo in questi giorni, il mio pensiero va soprattutto a tutte le donne che stanno lavorando nei reparti ospedalieri, messi a dura prova.

Turni massacranti, riposi che saltano, notti in piedi, paura.
Il dolore e la paura di tutti i malati che avvolge le stanze e i corridoi di questi luoghi asettici.
Donne che mai come in queste ore hanno fatto della loro professione una vera e propria missione di umanità.
Questo virus ha colto di sorpresa l’Italia e il mondo intero e noi possiamo, anzi, dobbiamo assumerci le nostre responsabilità, con atteggiamenti virtuosi.
Noi possiamo e dobbiamo stare nelle nostre case, con le nostre famiglie e i nostri affetti. Loro no, non possono permettersi questo, non possono cedere alla paura, allo sconforto, alla stanchezza.
Non possono stare a casa perché oramai vivono in ospedale.
E nutrono con il sorriso, cercando di mitigare la paura altrui.
Eroi esausti, perché non si fermano più da tantissimi giorni. Eroi in trincea.

Grazie di cuore per tutto quello che state facendo in questo gravoso periodo, travolti da una pandemia inaspettata e quasi anacronistica.
Andrà tutto bene!