W IL GELATO

Estate, sinonimo di gelato!
Cosa ci può dire la dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda sul consumo di questo alimento?

COME NASCE IL GELATO

C’è chi si coccola con creme al cioccolato o al pistacchio, chi ama i sapori fruttati, chi quelli ricercati, ma il fatto è che il signor gelato conquista il 90% degli italiani.
Pare il gelato sia nato in Sicilia e che sia il dolce italiano più diffuso nel mondo!
Si dice che nacque come evoluzione dei sorbetti siciliani usciti dalla neve dell’Etna, evoluzione perfezionata poi a Firenze.
La leggenda narra che un certo Ruggeri preparò il gelato in occasione delle nozze di Caterina de’ Medici e Enrico d’Orleans…e fu un trionfo!
Ma fu a Parigi all’incirca nel 1686 che un cuoco siciliano, tale Francesco Procopio dei Coltelli, ne decretò il successo, con un clamore che si ripercosse in tutta Europa.

PERCHÉ CI PIACE TANTO

Sappiamo tutti che soprattutto in estate, con le temperature in continuo rialzo, aumenta notevolmente il consumo di gelato.
In effetti è un alimento con un’ottima palatabilità, goloso e super infrescante.
È piacevole per gli occhi ed eccezionale sia per il gusto e sia per la sensazione gradevole e fresca che lascia alle nostre papille gustative.
C’è chi lo sceglie alla frutta, chi preferisce i gusti cremosi, chi lo ama sul cono e chi in coppa…comunque sia, via libera a tutte le scelte, ma con qualche attenzione.

PROPRIETÀ ALIMENTARI

Per prima cosa, se siete a dieta e volete eliminare i chili di troppo, attenzione!
Il gelato soprattutto quello a base di crema e /o cioccolato fornisce tante calorie ed è ricco di grassi vegetali trans, usati per renderlo più cremoso.
È un alimento super energetico e rischia di trasformarsi in una bomba calorica e di far ingrassare quasi senza accorgersene.
Ma siccome anche se si è a dieta bisogna concedersi qualche trasgressione, allora via libera ai gelati piccoli, alla frutta, allo yogurt o anche al cioccolato, purché fondente.
È anche meglio puntare sui sorbetti preparati senza latte, e senza grassi. Ma non dimenticate che anche i sorbetti contengono tanti zuccheri e a volte anche alcol e magari vengono proposti alla fine di pasti già ipercalorici.

IL GELATO CI RENDE FELICI

Lo sapete che assaporare un gelato può migliorare anche l’umore? Ha un provato effetto simil endorfinico!
Riassumendo: idrata, regala energia, dona buon umore, perfetto dopo lo sport, ottimo come dessert o fuori pasto comodo e veloce, o come piatto unico nelle giornate più torride.
Tutto sta a sapersi limitare…
È anche bellissimo e salutare prepararlo in casa, provando ricette vecchie e collaudate e/o sperimentando accostamenti di gusti nuovissimi.
Poi esiste anche la granita… ma questo è un altro discorso che vi racconterò nel prossimo appuntamento!

LA BONTÀ DELLA BATATA

Oggi la dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda, ci parlerà della batata.
Non è un errore ortografico o una piccola svista, si parla proprio di batata, anche conosciuta come patata dolce o patata americana.

LA BATATA

Nonostante il nome simile la batata non ha molto in comune con la patata tradizionale, infatti appartengono a due famiglie diverse.
La patata tradizionale appartiene alla famiglia delle solanacee, come melanzane e pomodori, la batata fa parte della famiglia delle convolvulaceae e non è un vero e proprio tubero, ma è una radice tuberosa o rizotubero.
Entrambe hanno avuto la loro origine in america meridionale e centrale.
La batata era lussureggiante soprattutto ad Haiti, ora sono diffuse in tutto il mondo!

IL SAPORE E LE PROPRIETÀ

Il sapore dolce e molto gradevole della batata è un misto tra quello della patata e quello della zucca. Lo sapete che per l’altissima concentrazione di sostanze nutritive è stata collocata al primo posto nella classifica dei 10 alimenti più salutari (center for science in the public interest)?
È ricca di fibre, vitamina a e c, flavonoidi, antociani e sali minerali, come calcio, potassio, ferro, magnesio. è un tubero molto digeribile.

QUANDO FA BENE

La batata ha tre applicazioni alimentari terapeutiche:
-> obesità: contrariamente alle apparenze il consumo di batata protegge dall’obesità, perché produce una sensazione di sazietà immediata e prolungata.
Riduce i picchi glicemici. La buccia contiene cajapo, una sostanza in grado di agire sul metabolismo di alcuni zuccheri, abbassandone il livello nel sangue. Per cui, previo lavaggio accurato, anche la buccia è commestibile.
Naturalmente la batata deve essere mangiata in dosi controllate.

-> arteriosclerosi e problemi cardiocircolatori: è ricca di bioflavonoidi e sostanze antiossidanti, alleati per la salute del sistema cardiovascolare e del microcircolo venoso. Non contiene grassi saturi, nè sodio.

-> corretto funzionamento dell’intestino: l’elevata quantità di fibre è di molto aiuto nei casi di stipsi

COME SI USA IN CUCINA

Sono molteplici i modi per cucinare la batata: arrostita al forno, come purè, nel risotto, in pasticceria.
Può anche essere consumata cruda, con la buccia ben lavata, masticandola molto bene.
Da provare anche aggiunta ad insalate miste.
Il periodo migliore per trovare la batata va da ottobre a marzo.
Una curiosità: viene impiegata anche per la produzione di farina, fecola, alcol, creme antirughe…e per l’estrazione di colorante rosso.

MIELE, IL “NETTARE DEGLI DEI”

Esiste qualcosa di più dolce del miele?
Scopriamo le proprietà nutritive con la dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda

IL MIELE

Oggi vi parlerò di un alimento conosciuto da secoli e secoli nella storia della cucina e della farmacopea: il MIELE!
Può piacere o non piacere al nostro palato, ma indubbiamente il valore nutritivo del miele è acclarato.
Il miele è il prodotto della trasformazione effettuata dalle api, delle secrezioni dei fiori, il nettare, e dalle escrezioni di alcuni insetti, la melata. Viene poi immagazzinato nelle cellette dei favi (se le api sono allo stato brado) o nelle cellette delle arnie (se le api sono utilizzate per apicoltura).
La qualità del miele dipende da tanti fattori: il lavoro delle api, le condizioni ambientali come il clima e flora, ma anche dall’intervento dell’uomo.

Oggi purtroppo le api sono considerate animali in via di estinzione, per antropizzazione ambientale e a causa dell’utilizzo di insetticidi nell’agricoltura.
Esistono vari tipi di miele, differenti per colore, aroma, cristallizzazione.
La varietà dipende dalla fonte da cui proviene il nettare, dalla zona di produzione e persino dalle variazioni meteorologiche.

PROPRIETÀ DEL MIELE

Il miele si conserva a lungo, ma è importante non lasciarlo invecchiare troppo per evitare la perdita di caratteristiche e proprietà organolettiche. Diciamo che la conservazione massima consigliata e di due anni
Il miele è ricco di nutrienti con valore e azione antibatterica, antinfiammatoria, decongestionante, colagoga.
Non contiene però minerali con valori degni di nota per concentrazione.
Contiene una discreta concentrazione di vitamine del gruppo B, e una leggera di vit.C, inibina.
È un antibiotico naturale!

È però un alimento estremamente calorico, circa 300kalorie per 100grammi di prodotto, ed ha un indice glicemico altissimo!
Il miele potrebbe giovare:
1) azione decongestionante sulle prime vie respiratorie e come calmante della tosse.
2) sui muscoli con aumento della potenza fisica e della resistenza
3) sul cuore
4) protettivo e disintossicante riguardo al fegato
5) azione sull’apparato digerente con funzione protettiva, stimolante e regolatrice.

TIPI DI MIELE

Il miele, a seconda del tipo di fiore da cui viene succhiato il nettare, si diversifica in sapore, odore, colore cristallizzazione e proprietà.
Esistono tantissimi tipi di miele: acacia, castagno, eucalipto, melata, millefiori, sulla, tiglio, arancio, manuka, biancospino, ulmo… Ognuno con particolari e personali qualità!

E vogliamo parlare dell’uso in cucina?
Si può aggiungere a qualunque preparazione, basta sperimentare e trovare il gusto al palato che più ci piace!

ALGHE COMMESTIBILI, QUANTI BENEFICI

Esiste un alimento che piano piano sta conoscendo una certa diffusione anche sulle tavole del mondo occidentale: le ALGHE.
Sono da sempre utilizzate nella cucina orientale e, anche se le guardiamo con occhi sospetti, hanno valori nutrizionali innegabili.
La dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda affronta questo argomento.

ALGHE

Forse non le prendiamo in considerazione per il loro aspetto non sempre invitante, ma quanti cibi usatissimi hanno aspetti sgradevoli!
La loro reperibilità nei negozi non è certo facilissima, ma io dico sempre che anche nel mondo dell’alimentazione c’è bisogno di novità, che sperimentare fa parte di una vita attiva, non vincolata dalle stesse cose ripetitive.

Magari dopo questo post vi verrà voglia di provare a cucinare usando alghe, che dite?
Le alghe sono organismi mono e pluricellulari che vivono in ambienti acquatici e in zone umidissime e che hanno in sé interessanti proprietà utili alla nostra salute.

Contengono un’alta percentuale di proteine e di aminoacidi essenziali, i quali è noto sono importanti per la sintesi proteica del nostro organismo.
Sono ricche di minerali, di acidi grassi polinsaturi, di sostanze antiossidanti e immunostimolanti.
Sono fonte di vitamine del gruppo B, ad eccezione purtroppo della importantissima vitamina B12, o meglio la contengono ma in una forma che non viene assimilata dal nostro corpo.
Lo sapete che le alghe sembrano essere utili per abbassare il livello del colesterolo nel sangue? Hanno inoltre un’azione antinfiammatoria e favoriscono il benessere del nostro apparato gastroenterico.
Anche il sapore è buono, basta abituarsi alla consistenza.

TIPI DI ALGHE

ALGHE BRUNE:
sono ricche in iodio e potassio, alginati e fucani che sono polisaccaridi usati nella preparazione di prodotti per il trattamento dei sintomi del reflusso gastroesofageo.
Stiamo parlano di:
-> Wakame, si usa nelle insalate, nelle zuppe e come contorno
-> Kombu, usata per preparare brodi e per ammorbidire la buccia dei fagioli secchi durante la cottura
-> Hijiki e Arame, impiegate per insaporire i sughi e le verdure saltate in padella

ALGHE ROSSE:
vengono usate soprattutto nell’industria di cosmesi e farmaceutica e alimentare, perché contengono l’agar agar e la carragenina, che hanno proprietà gelificanti e addensanti.
Alga Dulse
Alga Nori

ALGHE AZZURRE E VERDI:
non vengono usate per il consumo alimentare, ma trovano il loro impiego negli integratori.

Solitamente le alghe destinate al consumo alimentare vengono vendute essiccate e occorre reidratarle prima di utilizzarle nelle ricette.
Oppure possono anche solo essere spolverate sui cibi, dopo averle sminuzzate.
Si possono acquistare nei negozi di alimenti naturali, anche se stanno facendo la loro comparsa sugli scaffali dei supermercati.

ALIMENTAZIONE IERI E OGGI

Hai mai pensato alla grande differenza che c’è tra il modo di alimentarci di oggi e quello del passato?
Le differenze le troviamo senza dubbio sia dal punto di vista qualitativo, che quantitativo.
Ce le spiega la dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda, nell’appuntamento settimanale della rubrica dedicata alla salute FOOD IS LIFE.

DIFFERENZE DI ALIMENTAZIONE TRA I NOSTRI TEMPI E QUELLI DEI NOSTRI NONNI

In linea di massima oggi mangiamo di più di quel che consumiamo in termini di energia.
Innanzitutto in passato l’attività lavorativa era decisamente differente, molto più “fisica” nella maggior parte dei casi, e di conseguenza più faticosa.
Adesso per esempio andiamo al lavoro in auto o con i mezzi, mentre una volta si andava a piedi o in bicicletta.
Andiamo a letto più tardi e a cena mangiamo di più rispetto alle calorie che assumiamo durante il giorno.

Nonostante la vita sia più “comoda e agevole”, siamo decisamente più stressati rispetto ai nostri nonni.
Oggi il cibo è lavorato e trasformato in modo industriale, quindi meno salubre.
Ci si preoccupa delle calorie, delle proteine, dei carboidrati contenuti nei cibi, ma difficilmente leggiamo bene le etichette e la provenienza dei prodotti.

L’ALIMENTAZIONE IERI

“Ieri” si aspettava la domenica con ansia, per assumere cibi ricchi e dolciumi, oggi si può dire, a malincuore, che è domenica tutti i giorni.
Oggi i nostri bambini, e noi stessi, mangiano moltissimo cibo spazzatura (junke food) motivo per cui l’obesità infantile è una piaga in aumento esponenziale.
Di contro, nei tempi addietro era diffuso il “rachitismo”, bambini molto magri e con un sistema osseo deficitario.

I nostri nonni consumavano solo prodotti di stagione, si può dire era tutto cibo a kilometro zero o quasi.
Non buttavano nulla, anzi, gli avanzi venivano riciclati, nei modi più fantasiosi, proprio perché il cibo era quasi sacro e prezioso.
Meglio i tempi dei nonni allora?
Non è vero neppure questo…

L’ALIMENTAZIONE OGGI

Oggi ognuno di noi ha una dieta molto varia e ricca di cibi adeguati alla crescita, al contrario dei nostri nonni che nei momenti di scarsità di cibo, non mangiavano a sufficienza.
A colazione abbiamo una scelta varia di alimenti: fette biscottate, caffè, te, frutta, yogurt, marmellata, latti vegetali, latte delattosato… cinquanta anni fa ci si accontentava di latte e pane e raramente biscotti, a volte fette di polenta.

Ieri la carne era un cibo da giorno di festa e il pesce era presente solo nelle città di mare o lago o fiume. Oggi il consumo è decisamente più diffuso e gli allevamenti sono più controllati.
Possiamo mangiare frutta tutti i giorni, anche quella più esotica.
La verdura non è più solo stagionale, ma si trova tutti i giorni dell’anno nei negozi di alimentari.

In cucina aiuta molto il poter fare scorta di surgelati, oggi ottimi e sani aiuti per chi si occupa di alimentazione.
Tutto a giovamento del non passare troppo tempo in cucina, ma dedicarci di più agli hobby che più amiamo.
Allora scegliete voi… preferite l’alimentazione di oggi o di ieri?

DILLO CON I FIORI

Si sente odore di primavera nell’aria!
La temperatura mite di questi giorni ci fa pensare proprio a questo!
E cosa rappresenta la primavera meglio dei fiori? Colori, profumi, gioia per gli occhi e per l’anima, la sensazione stupenda che la vita stia riprendendo.
Oggi la dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda non ci parlerà dei fiori che usiamo per abbellire case e giardini, ma di quelli che si possono mangiare, i fiori edibili.

I FIORI EDIBILI

L’uso in cucina dei fiori risale a migliaia di anni fa.
Dalla civiltà cinese a quella romana, passando per quella greca, se vi documentate, ci si rende conto che molte culture hanno usato e usano queste meraviglie della natura nelle loro ricette tradizionali, pensiamo ai fiori di zucca utilizzati da noi italiani o ai petali di rosa usati in molte preparazioni indiane. È bello dare colore, sapore, fantasia e poesia ai nostri piatti!
Alcuni sono fragranti, altri speziati o erbacei, alcuni solo colorati, ma che gioia per gli occhi e per il palato! E quanta allegria ed eleganza pur nella semplicità!
L’uso creativo non ha limiti, anche se spesso sono utilizzati in insalate, nei dessert o nei cocktail o surgelati nei cubetti di ghiaccio da mettere nei bicchieri più raffinati. Ottimi in frittate, nelle zuppe, nei minestroni.

QUALI FIORI USARE E DOVE TROVARLI

Sono circa una quarantina i fiori che si possono utilizzare in cucina ma ATTENZIONE: mangiare fiori in modo inusitato potrebbe essere molto pericoloso, se non addirittura in casi estremi, mortale! Per cui, senza particolari allarmismi, bisogna adottare alcune precauzioni nel consumarli in perfetta sicurezza…ma niente panico!
Ovviamente non tutti i fiori possono essere utilizzati in cucina, per cui per prima cosa leggete e informatevi, tramiti appositi elenchi, su quali sono i fiori cosiddetti EDIBILI, cioè “mangiabili “e poi seguite alcuni accorgimenti.

L’ideale sarebbe mangiare fiori coltivati personalmente.
È certo che i fiori venduti dai fioristi sono trattati chimicamente e quindi non adatti a finire nel vostro stomaco e neppure ad essere usati come decorazione (attenzione alle contaminazioni).
Non rubate i fiori nei giardini pubblici! C’è l’inquinamento e lo smog e i trattamenti disinfestanti (pesticidi) e concimanti (agenti chimici) sono in agguato.
E allora dove si possono trovare dei fiori edibili da consumare in modo sicuro?
Per fortuna nei supermercati oppure nella vendita on line, potete trovare vaschette con una selezione di fiori freschi, garantiti in tutto e per tutto.

Se soffrite di qualche allergia è consigliabile un approccio molto cauto, utilizzate i fiori in cucina per gradi, ma in ogni caso accertatevi prima di non avere allergie preesistenti a qualche fiore in particolare. Piuttosto rinunciate e teneteli solo per la gioia degli occhi!

LISTA FIORI EDIBILI

La parte edibile dei fiori sono i petali, meglio rimuovere i pistilli e i gambi.
E per l’elenco dei fiori consultate un buon libro o fate ricerche in internet, ma sappiate in anticipo che dall’Allium alla Viola ci sono tanti fiori pronti a finire nei vostri piatti!
Per esempio: achillea, arancio, aglio selvatico, basilico, camomilla, caprifoglio, crisantemo, dente di leone, dalia, erba cipollina, fiordaliso, garofano, geranio, girasole, iris, lavanda, lillà, malva, magnolia, mirto, margherita e molti altri.
Imparate a stupire e a stupirvi!
La mia parola d’ordine preferita, oramai mi conoscete bene, è “SPERIMENTARE” e aprirsi alle novità che ci fanno star bene, in tutti i campi della vita.

I BENEFICI DELLA CURCUMA

Parliamo oggi della curcuma.
Racchiude veramente molti benefici, oppure è una moda del momento?
Lo abbiamo chiesto alla dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda, che ci ha tolto ogni dubbio al riguardo.

COS’È LA CURCUMA

La curcuma è una polvere dal colore giallo intenso ottenuta dalla frantumazione del rizoma (modificazione del fusto delle piante erbacee con principale funzione di riserva) di una pianta tropicale della famiglia dello zenzero, la CURCUMA LONGA, che cresce prevalentemente in India e Indonesia.
In questi paesi è una spezia sacra e ha sempre occupato un posto importante nelle tradizioni sociali, culinarie e medicinali. Si calcola che la curcuma fa parte dell’alimentazione quotidiana degli indiani che ne consumano in media 2 grammi al giorno.
Ma è bene dire che ai nostri giorni il consumo della curcuma ha preso piede largamente anche nell’alimentazione dei popoli occidentali, in virtù anche delle proprietà medicamentose che le sono proprie.

PROPRIETÀ E CONTROINDICAZIONI

La curcuma ha proprietà coleretica e colagoga, pertanto è capace di migliorare la produzione della bile e del flusso nell’intestino. Così si permette un funzionamento dello stomaco e dell’intestino a favore di una migliore digestione.
È anche un aiuto contro il meteorismo e la digestione lenta.
Ha proprietà antinfiammatorie, antiossidanti, immunostimolanti, utili anche in caso di malattie infiammatorie e degenerative croniche.
Non ultimo, la curcumina possiederebbe numerose proprietà antitumorali, e numerosi e seri studi sono tuttora in corso per approfondire il meccanismo d’azione di queste proprietà.

Ma attenzione! È meglio evitarla in caso di ipersensibilità o allergie.
È da evitare anche in caso di ostruzione delle vie biliari (come nel caso dei calcoli biliari).
In gravidanza e allattamento è ammesso l’uso molto saltuario, ma sconsigliata l’assunzione sotto forma di estratti.
Può interferire con alcuni farmaci, per cui è sempre meglio consultare il medico.

IL GUSTO

La curcuma è molto buona e piacevole al palato, con il suo gusto delicato e l’intenso profumo.
L’aggiunta di un cucchiaino da caffè nelle zuppe, nella pasta, nelle verdure, sulla carne o sul pesce, rappresenta un modo semplice per fare scorta delle sue preziose qualità.
In cucina viene anche utilizzata come colorante alimentare privo di tossicità.

ALIMENTAZIONE IN GRAVIDANZA

La gravidanza è un momento molto atteso da tante donne.
Le neo mamme dovranno fare attenzione a tutto ciò che permetterà loro di avere una gravidanza serena: controlli periodici, esami scrupolosi, esercizio fisico adeguato e soprattutto alimentazione ad hoc.
Ecco i preziosi consigli della Dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda.

CONTROLLO DEL PESO IN GRAVIDANZA

Il bimbo in crescita nel corpo della mamma si nutre anche in base all’alimentazione della madre stessa, quindi diventa molto importante scegliere nel modo adeguato gli alimenti da portare in tavola.
Per prima cosa sfatiamo la convinzione che bisogna mangiare per due!
Non è assolutamente necessario assumere nutrimento supplementare.
Anzi, è essenziale salvaguardare il benessere della madre e di conseguenza anche del bambino, evitando di aumentare di kili non necessari.
Sarà molto importante anche valutare il peso di partenza della futura mamma e le eventuali patologie di cui soffre, per poi monitorare nei vari controlli ginecologici anche le fluttuazioni del peso.

In linea di massima il peso in una donna dalla corporatura normale dovrebbe aumentare fisiologicamente dagli 11 kg, fino ad un massimo di 16 kg.
Se la donna è in sovrappeso sarebbe consigliabile aumentare dai 7 kg a 12 kg circa
Se la donna è in obesità severa deve fare attenzione a non superare 7 kg.
Mantenendo un peso ottimale sarà molto più semplice il parto e il successivo puerperio.

ALIMENTAZIONE IN GRAVIDANZA

Attenzione però che anche un’alimentazione insufficiente o incompleta può provocare altri disagi.
Al di là del puro conteggio delle calorie, sarà fondamentale garantire qualitativamente e quantitativamente alla mamma e al nascituro tutte le sostanze essenziali:
– proteine ad alto valore biologico (carne, pesce, uova, latte e derivati)
– gli aminoacidi essenziali, anche contenuti nei cereali e legumi
– le vitamine (attenzione ad assumere acido folico in giusta quantità, caso mai integrarlo! attenzione alla vit. B12)
– tutti i minerali (attenzione al ferro!)
– giusta idratazione

È cosa molto importante distribuire cibo e bevande in modo equilibrato nel corso della giornata.
Alcune accortezze:
– lavare accuratamente frutta e verdura
– non mangiare carne e pesce crudi o poco cotti (carpaccio, sushi, salumi)
– evitare i formaggi molli, semi molli, con crosta o erborinati
– attenzione ai dolci a base di crema.

Queste sono solo alcuni cenni sull’alimentazione che una mamma deve seguire in gravidanza… se vi interessano delucidazioni, chiedete pure!

CONOSCI IL TUO FEGATO?

Ci sono molte espressioni di uso comune in cui viene citato il fegato, come “rodersi il fegato”, cioè essere pieno di astio, oppure “avere fegato”, quindi essere coraggiosi.
Gli antichi Greci consideravano il fegato la sede dei sentimenti. Nel corso dei secoli questa credenza ha continuato a vivere e il fegato è stato sempre collegato, nell’opinione popolare, a manifestazioni del carattere e dell’umore.

La dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda ci parla oggi proprio del nostro fegato, e di come l’alimentazione lo condizioni, portando talvolta a steatosi epatica.

FEGATO E ALIMENTAZIONE

Lo sapete che il nostro fegato può aumentare di volume per colpa di un’alimentazione sbagliata? Questa condizione prende il nome di “steatosi epatica”, ovvero “fegato grasso”.
Le steatosi epatica è una condizione caratterizzata dall’abnorme accumulo di grassi all’interno degli epatociti (le cellule del fegato).
Di solito il grasso epatico rappresenta il 5% del peso di questo organo.
In percentuale variabile fino al 20% la steatosi può evolvere verso processi infiammatori e/o necrotici (NASH), di questo organo essenziale per la nostra sopravvivenza.

La steatosi (esclusa quella derivante da un’assunzione massiva di alcol) è più frequentemente causata da obesità, aumento del colesterolo e dei trigliceridi, diabete, malattie metaboliche e virali, e da numerosi farmaci.
Ma nella maggior parte dei casi è l’alimentazione sbagliata la causa regina di questa condizione.
Se si assumono troppi grassi, il fegato non riesce a smaltirli e a trasformarli in energia, è così costretto ad accumularli.

COSA MANGIARE

Purtroppo la steatosi epatica non presenta sintomi o disturbi specifici e viene individuata solo in sede di visita ecografica e/o di esami specifici.
Un fegato che funziona male è dannoso per il nostro benessere e può portare a malattie molto severe.
Bisogna volersi bene ed evitare questa possibilità.
Come?
Mettendo in pratica un’alimentazione corretta, non incentrata su grassi, carboidrati raffinati, zuccheri, dolci e alcol, ma ricca di verdura e frutta.
Preferire le carni bianche, il pesce, da alternare ai legumi.
Sostituire i grassi animali con i corrispettivi vegetali.
Diminuire drasticamente i formaggi grassi.
Ogni giorno mangiare tre porzioni di verdura e due di frutta fresca.
Eliminare l’alcol!
Non abusare di farmaci.
Praticare abitualmente esercizio fisico.
Non fumare.
Informarsi presso il proprio medico della possibilità di usare prodotti fitoterapici utili per supportare la funzionalità epatica.

LA VITAMINA C

Spesso associamo l’idea di vitamina C, con il frutto dell’arancia.
La dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda ci ha spiegato la scorsa settimana che ci sono altri alimenti ricchi di questa vitamina, e ce ne parla oggi nella rubrica FOOD IS LIFE!

VITAMINA C

Nel mio precedente contributo vi ho parlato dell’importanza della vitamina C per il benessere del nostro organismo e vi ho promesso di dirvi in quali alimenti è contenuta, oltre che nelle arance, naturalmente.

Vi ricordo anche che la vitamina C è idrosolubile e termolabile e che i lavaggi prolungati degli alimenti che la contengono possono alterarne le quantità, così come la cottura.
Per questo i cibi in questione vanno cotti velocemente oppure mangiati crudi, il calore infatti tende a disperderne la quantità.

Gli alimenti più ricchi di vitamina C sono alcuni frutti freschi, come ananas, agrumi, kiwi, fragole, ciliegie; alcune verdure fresche come lattuga, spinaci, radicchi, broccoletti; alcuni ortaggi come cavoli, peperoni, broccoli, cavolfiori, pomodori; alcuni tuberi come le patate, soprattutto quelle novelle.

ALIMENTI RICCHI DI VITAMINA C

Ma vediamo ora la classifica dei cibi più ricchi di vitamina C.
KIWI: una vera e propria miniera di acido ascorbico. Basta un kiwi al giorno per soddisfare il fabbisogno giornaliero di vitamina. In 100 gr di frutto ce ne sono circa 90 mg.
RIBES: cento grammi di ribes contengono circa 40 mg di vitamina C, una quantità paragonabile a quella degli agrumi.
BROCCOLI: hanno più vitamina c delle arance!!! Bisogna cuocerli brevemente e al vapore o saltati in padella.
RUCOLA: contiene 110 mg di vitamina ogni 100gr
SPINACI: mangiateli sia crudi in insalata o saltati in padella.

Ricordatevi sempre di mettere in tavola abbondanti quantità di questi alimenti e la vostra salute sarà assicurata, insieme ad un ottimo funzionamento del sistema immunitario, che tanto ci deve aiutare in questo periodo!