FAVOLOSE FAVE

Lo sapete che le fave sono probabilmente il più antico legume mai coltivato?
Ebbene sì, l’umanità mangia fave da millenni!
Tutte le informazioni sulle fave ce le elenca la dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda.

LE FAVE

Le fave sono il seme del frutto che nasce dalla pianta Vicia faba, un’erbacea appartenente alla famiglia delle leguminose, il cui stelo può arrivare fino ad un metro d’altezza.
Da un punto di vista botanico, il frutto consiste in un legume formato da un baccello carnoso di colore verde, lungo da 15 a 25 cm e all’interno del quale possono esserci 6- 7 semi, le fave stesse.

PROPRIETÀ NUTRIZIONALI

Hanno una notevole quantità di proteine di alta qualità biologica, carboidrati soprattutto in forma di amido e praticamente non contengono grassi. Tra le vitamine troviamo la B1, i folati (così preziosi) e la vitamina C.
Contiene anche molti minerali, ma quello più abbondante è il ferro, con una percentuale vicina a quella della carne. Si tratta di ferro non eme, la cui assimilazione è però favorita dalla contemporanea presenza della vit. C.
Sono ricche di fibre e questo contribuisce ad abbassare e stabilizzare il livello nel sangue del colesterolo. Soprattutto sono efficaci per abbassare il colesterolo LDL (quello cosiddetto cattivo).

BENEFICI

Aiutano a favorire il buon funzionamento dell’intestino e possono aiutare a contrastare malattie cardiovascolari e il diabete.
Anche il cervello ne trae beneficio, perché le fave contengono L-dopa, un precursore di alcune sostanze presenti a livello cerebrale.
Contengono manganese e, si sa, che una dieta ricca di manganese può aiutare a prevenire artrite, artrosi e osteoporosi.

CONTROINDICAZIONI

Esiste però una seria controindicazione al consumo delle fave: non devono essere assolutamente mangiate da chi soffre di favismo, patologia in cui è presente un difetto congenito di un enzima normalmente contenuto nei globuli rossi del sangue.
Questo difetto enzimatico si trasmette per via ereditaria tramite il cromosoma X.
La malattia compare dopo12-48 ore dall’assunzione di fave fresche. Nei casi più gravi circa la metà dei globuli rossi viene distrutta.
È una malattia diffusa soprattutto in Sardegna.

COTTE O CRUDE?

Si possono mangiare crude, ma attenzione, solo se fresche e tenere.
Cotte è il modo più sicuro, perché il calore neutralizza una proteina tossica detta lectina (contenuta anche in altri legumi).
Sono molto curiosa… Voi come le preparate?

LIMONE, RE DELL’ESTATE DALLE GRANDI PROPRIETÀ

Si utilizza durante tutto l’anno, ma è col caldo che il limone sale prepotentemente sul podio del vincitore!
La dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda ci spiega le proprietà e gli usi del limone.

LE ORIGINI DEL LIMONE

Il limone è il frutto della pianta detta Citrus Limon, un alberello spinoso e sempreverde appartenente alla famiglia delle Rutacee, che ha un’altezza da 3 a 6 metri.
Secondo alcuni studi è un ibrido e deriva dall’arancio amaro incrociato con il cedro.

LE PROPRIETÀ NUTRIZIONALI

Il componente predominante del limone è la vitamina C.
Non ha proteine né grassi e contiene circa l’8,23% di carboidrati.
Sono importantissimi i contenuti di acidi organici: acido citrico, acido malico, acetico e formico.
È ricco di flavonoidi contenuti sia nella polpa che nella buccia: esperidina e diosmina.
Contiene anche terpeni, cioè quelle sostanze che conferiscono agli agrumi il loro caratteristico aroma.
Si trovano prevalentemente nella buccia e il più abbondante è il d-limonene.

L’USO IN CUCINA

Si può dire che il limone si trova 365 giorni all’anno nei frigoriferi delle famiglie italiane.
In quanti modi si può utilizzare?
Io penso che siano infiniti!
Si va dalla più che famosa spremuta, alla limonata, ai sughi per la pasta, agli arrosti, al pesce, come condimento nelle insalate e nelle verdure lessate… persino nel sugo di pomodoro si può mettere la buccia grattugiata!
Vogliamo parlare dei dolci? Torte, crostate ecc ecc… E i gelati, i sorbetti, le granite?

Per quanto riguarda la nostra salute si sa che il limone ha un’azione antiossidante, protegge i capillari, ha azione anticancerogena.
È antianemico, migliora la fluidità del sangue, è depurante, elimina gli acidi urici.
Un vero re delle nostre cucine!

UNA CILIEGIA TIRA L’ALTRA

Il famoso detto “una ciliegia tira l’altra” è proprio vero!
Sono talmente buone, che non vorremmo smettere di mangiarle.
Che ne dite di conoscerle meglio?
La dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda ci spiega le caratteristiche nutrizionali delle ciliegie.

LE CILIEGIE

Sono il frutto di un albero che appartiene alla famiglia delle Rosacee e che viene con molta probabilità dall’Asia.
Esistono due specie principali di alberi: il Prunus cerasus (ciliegio acido) e il Prunus avium (ciliegio dolce).
Il colore di questi frutti varia dal rosso chiaro al rosso scuro, quasi nero.
Si raccolgono da metà maggio a fine giugno e una volta staccate dall’albero non maturano più.

PROPRIETÀ NUTRIZIONALI

Si sa che la frutta fa bene al nostro organismo… ma le ciliegie hanno una marcia in più.
Sono ricche di vitamina C e A, con le quali si protegge la vista e si contribuisce al buon funzionamento del sistema immunitario.
In loro si trova anche acido folico, calcio, potassio, magnesio, fosforo.
Notevole la presenza di flavonoidi che sono importantissimi per la lotta ai radicali liberi.

BENEFICI DELLE CILIEGIE

Lo sapete che possono aiutare a dimagrire?
Soddisfano la voglia di dolce e hanno poche calorie, depurano il sangue, drenano il fegato e migliorano la funzionalità delle vostre articolazioni, inoltre hanno un discreto effetto lassativo, per cui non consumatene più di 25- 30 al giorno!
Questa dose può essere aumentata se però non si consuma altra frutta… se no il mal di pancia è in agguato!
Sono disintossicanti, depurative, antinfiammatorie, antiossidanti, diuretiche e antireumatiche… cosa volere di più?
Ultima chicca: con i peduncoli si possono realizzare tisane e decotti, utili per purificare i reni e calmare gli episodi di cistite.

QUANTO MI COSTI!

C’è un’obiezione che spesso mi viene fatta e riguarda il costo delle ciliegie!
Se è vero che le troviamo in vendita a un costo non prettamente economico, è altrettanto vero che l’apporto delle vitamine e delle proprietà benefiche sono estremamente importanti.
Purtroppo il cambio climatico degli ultimi anni ha portato a una diminuzione della produzione e quindi al conseguente aumento di prezzo.
Possiamo godere di questo frutto solo per pochi giorni, quindi concediamoci questa leccornia, magari rinunciando a cibo meno sano.

IL BURRO FA MALE?

Cosa sai davvero del burro?
Lo eviti perché fa male o ne conosci le proprietà nutrizionali?
Abbiamo chiesto alla dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda di darci delle informazioni circa il burro e abbiamo scoperto che poi, così male non fa!

IL BURRO

Oggi vi parlerò di uno dei più comuni grassi usati nella vita quotidiana.
Il tanto demonizzato burro!
Che non è poi così “cattivo” se viene usato con consapevolezza.
Non mi stancherò mai di ripete che, prima di condannarlo, bisogna conoscerlo, perché anche i temuti grassi sono importanti per la salute.
Infatti svolgono un ruolo nutritivo importante e sono assolutamente essenziali in una dieta sana.
Soprattutto sono il veicolo attraverso il quale introduciamo preziosi fattori vitaminici, che sono appunto chiamate vitamine liposolubili.
Infine servono per la produzione degli ormoni che regolano molti dei processi vitali per l’organismo.

COS’È

Il burro è la parte grassa del latte, separata dal latticello (siero) e condensata.
Questo tramite un processo di inversione di fase, derivante dalla panna. Il risultato del procedimento è un’emulsione in cui risultano disciolti zuccheri e proteine.
È molto energetico, circa 758 per 100gr.
Crudo è molto digeribile.
Ha un aspetto solido e consistenza morbida, con un colore variabile dal bianco latte al giallo pallido.

PROPRIETÀ NUTRIZIONALI

È inoltre ricco di calcio, di vitamina D (toccasana per ossa e tanti altri organi e altre funzioni dell’organismo umano) e di vitamina A (930 microgrammi per 100 gr), che serve per mantenere bella la pelle, proteggere la vista e coadiuvare il sistema immunitario. Contiene anche vit. E, potassio, fosforo, sodio.
Le calorie sono le stesse di tutti i grassi, anzi… meno rispetto a molti altri.
Lo sapete che un etto di burro fornisce circa 150 calorie in meno di una uguale quantità di olio, sia esso di oliva o di semi?
Le linee guida ufficiali per una sana alimentazione permettono un consumo di 10 grammi al giorno.
Il consumo migliore è a crudo.
Crudo e in piccole quantità potrebbe essere l’ideale per la colazione dei bambini, perché è nutriente e digeribile

LE CONTROINDICAZIONI

Però c’è un contro: come la maggior parte di quelli di origine animale, il burro è un grasso saturo, cioè ha una struttura molecolare rigida e lineare che tende a “impacchettarsi”, ad accumularsi sulle pareti delle arterie irrigidendole e favorendo la formazione del così detto colesterolo cattivo (LDL), quello cioè che fa aumentare il rischio di ictus e infarto.

Attenzione alle cotture e soprattutto ai fritti, perché il punto di fumo (cioè la temperatura alla quale il grasso si altera e iniziano a formarsi sostanze tossiche) è inferiore a 100 gradi C, contro i 130-200 gradi degli olii… massima attenzione a non far diventare nero il burro nelle cotture.

CARRUBE, UN TUFFO NEL PASSATO

Per la Generazione Z sarà difficile riconoscere le carrube, ma chi ha oramai qualche anno in più, le ricorda sicuramente!
La dottoressa Chiara D’Adda, ci offre un salto nel passato parlandoci proprio delle carrube.

LE CARRUBE

Le carrube sono i frutti di un albero che si chiama Ceratonia siliqua.
Sono a tutti gli effetti dei legumi, dato che il carrubo viene fatto rientrare nella famiglia delle leguminose.
È un albero sempre verde originario della Siria e oggi ampiamente diffuso in tutto il Mediterraneo.

Purtroppo le Carrube sono quasi completamente dimenticate, come uso alimentare.
Mentre per alcuni sono il ricordo dell’estate, quando da bimbi ci si divertiva a rosicchiare questi strani e dolci frutti, soprattutto durante le vacanze al mare o in campagna, mentre per i bambini di oggi sono totalmente sconosciute.
Peccato, perché le carrube hanno delle importanti proprietà.

PROPRIETÀ NUTRIZIONALI

Sono ricche di fibre, che le rendono perciò un cibo altamente saziante.
Povere di grassi, hanno un buon contenuto di proteine e di minerali, tra cui: potassio, calcio, sodio, fosforo, magnesio, selenio, zinco, ferro.
Sono anche fonte di vitamine del gruppo B, di vit.C, vit E e K.
Sono ricche di sostanze antiossidanti, come polifenoli e flavonoidi, tannini.
Hanno perciò un effetto antinfiammatorio e antiossidante superiore a quello del cacao.

FARINA E POLPA

In effetti la farina di carrube è un ottimo surrogato del cacao.
Regolano la funzione intestinale e per ciò sono indicate sia nel caso di diarrea che di stitichezza.
La farina di carrube ha la proprietà di assorbire l’acqua e per questo ha un efficace effetto antidiarroico.
Invece la polpa di carruba, ricca di pectina e fibre è in grado di favorire il transito intestinale e ha effetto lassativo.
Altri studi ci dicono che i polisaccardi presenti nelle carrube sono efficaci nel contrastare l’ipercolesterolemia e sono pure in grado di rallentare l’assorbimento degli zuccheri, favorendo la regolazione della glicemia.
La farina di carruba svolge pure un’azione benefica per il controllo del reflusso gastroesofageo e del colon irritabile (IBS).

Voi le conoscete? Magari ogni tanto le mangiate? Sono curiosa di saperlo…

CONOSCI LA GRANOLA?

Conoscete la “granola”?
La dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda ci racconta che è un delizioso mix tostato di cereali, frutta secca, miele, semi, frutta disidratata.
Solitamente consumata a colazione e ora molto in auge fra gli sportivi per la grande carica energetica che può fornire.
È stata ideata nel 1878 circa da John Kellogg, proprio quello dei famosi fiocchi integrali Cornflake!

I BENEFICI

Consumare granola fornisce molta energia, aiuta a combattere la stanchezza e l’affaticamento, può essere una buona strategia alimentare nei momenti di convalescenza oppure se si soffre di disturbi da affaticamento cronico o di fibromialgia.
Con tutte le fibre che contiene è un valido aiuto per il funzionamento dell’intestino, previene la stitichezza e altri eventuali disturbi.
Aiuta la funzionalità epatica ed anche le difese immunitarie.

COME CONSUMARLA

Di solito viene consumata a colazione, ma si può assumere in ogni momento della giornata, abbinata a prodotti freddi, in modo che non perda la peculiare croccantezza.
Per esempio latte vaccino o latte vegetale, o yogurt (in questo caso consiglio yogurt greco a 0 grassi).
Per rendere il pasto più completo a livello nutrizionale, aggiungete della frutta fresca tagliata a cubetti.

LA RICETTA

Ora si trovano in commercio molti prodotti già pronti, anche se l’ideale rimane sempre il prepararla a casa, con prodotti scelti da noi.

Ricettina?
200 gr di fiocchi d’avena
50gr di farro soffiato
30 gr di mandorle, nocciole, noci, mirtilli rossi o neri
80gr di cioccolato
50gr di zucchero di canna
Olio di riso
Acqua
1 cucchiaino di miele

Mescolare tutti gli ingredienti.
Distribuite la preparazione su una teglia capiente rivestita di carta forno. Per una resa ottimale assicuratevi che gli ingredienti siano ben livellati e non troppo sovrapposti. Cuocete per un’ora in forno preriscaldato a 160°.
Dopo circa 20 minuti di cottura girate la granola con un cucchiaio, senza sbriciolarla, per ottenere una cottura uniforme.
Proseguite la cottura fino a quando la granola risulterà croccante.
Lasciate raffreddare e infine rompete con le mani.

Buona granola!

ALLERGIE CROCIATE

Primavera e allergia, il bello e il brutto della stagione!
La dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda ci spiega come, anche gli alimenti che mangiamo, possono dare reazioni crociate ad allergie che apparentemente non sembrano collegate al cibo, come ai pollini, erbe, graminacee ecc.
Secondo quanto dichiarato dall’istituto Humanitas di Milano, “il 70% delle persone allergiche ai pollini soffre di reazioni crociate con gli alimenti”.

ALLERGIA E SISTEMA IMMUNITARIO

È arrivata finalmente la bella stagione!
Ma non per tutti, visto che più del 30% della popolazione italiana la teme, perché soffre di allergie di vario tipo, sinonimo di naso che cola, starnuti, tosse, solletico alla gola e occhi arrossati, lacrimazione abbondante e fastidiosa, prurito. E nei casi più gravi, attacchi d’asma!
La causa di queste manifestazioni è dovuta ad una reazione alterata del sistema immunitario verso alcune sostanze che l’organismo riconosce come non compatibili, producendo di conseguenza anticorpi particolari che provocano la liberazione di istamina e altre sostanze pro-infiammatorie dalle cellule immunitarie.
Si evidenzia cioè una risposta eccessiva del sistema immunitario nei confronti di sostanze normalmente non pericolose per l’organismo.

ALLERGIE CROCIATE

A scatenare questa risposta sono porzioni delle proteine presenti nella sostanza cui si è allergici.
In questo periodo è molto importante per i soggetti allergici porre molta attenzione alla possibilità di ALLERGIE CROCIATE con gli alimenti che si assumono.
Ciò che mangiamo è sempre di cruciale importanza per i soggetti allergici, anche se fortunatamente, per esempio, non tutte le persone allergiche ai pollini hanno necessariamente un’allergia crociata agli alimenti.
Ma nel dubbio è sempre una buona cosa procurarsi e consultare un “calendario pollinico”, cioè un elenco che vi mostra la stagionalità e di conseguenza il periodo dell’anno a rischio per le vostre allergie. E soprattutto vi elencherà gli alimenti che in quel periodo possono dare una reazione crociata, se assunti.
La raccomandazione principale rimane quella di evitare di consumare gli alimenti responsabili di sindrome orale allergica, durante il periodo di pollinazione.

ALIMENTI DA EVITARE

C’è da dire che il vostro bravo allergologo, vi avrà già fornito le informazioni necessarie, oltre che le cure mirate e giuste. E vi avrà invitato a conoscere le relazioni tra le piante e /o i pollini e gli alimenti vegetali. E di conseguenza anche una dieta opportuna, al fine di evitare anche squilibri o carenze nutrizionali.
Ora vi faccio un esempio.
Siete allergici alle betullacee? Attenzione al consumo di mela, pera, pesca, ciliegie, prugne, frutta secca, kiwi, carote, sedano, prezzemolo, finocchio, fave, soia.
Un altro esempio?
La parietaria o erba vetriola o erba muraiola, la cui fioritura dura a lungo e la quantità di polline emesso è abbondante, contiene anche molta istamina. Per questo tipo di allergia sarebbe meglio limitare: basilico, more di gelso, piselli, melone, ciliegie, ortica.
Evitare: anguria, pesche, carote, sedano, finocchio, kiwi
Vi anticipo anche che secondo l’American College of Asthma and Immunology, alcuni alimenti sono in grado di ridurre i sintomi e persino l’intensità delle allergie stagionali!
Gli studi sono in corso!

ROSSO FRAGOLA

Le fragole piaccio a tutti!
Si possono trovare le prime fragole già a fine marzo e ci accompagnano durante tutta la primavera, fino a luglio.
Abbiamo chiesto alla dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda di parlarci delle fragole.

LE FRAGOLE

Vi confesserò… io impazzisco per le fragole, fin da piccola ne facevo abbondanti scorpacciate!
Fortunatamente in questo periodo i negozi e i reparti dei supermercati di frutta e verdura iniziano a proporle in modo quantitativo e soddisfacente.
E non sono certamente le fragole che vengono vendute anche d’inverno, che del sapore e della consistenza della fragola hanno poco o niente.
Erano coltivate già nell’antica Roma e oggi sono fra i frutti di bosco più consumati al mondo.
Lo sapete che la fragola è un falso frutto?
I frutti veri della Fragaria Vesca (la pianta della fragola) sono i piccoli semi (acheni) sparsi sul ricettacolo fiorale, trasformato in un corpo carnoso e rosso.

I BENEFICI

Il colore della fragola deriva da pigmenti vegetali chiamati “antocianidi”, molto simili ai preziosissimi bioflavonoidi.
Questi antocianidi svolgono una potente azione antiossidante, cioè neutralizzano i dannosi “radicali liberi”.
Le fragole sono uno degli alimenti con più basso contenuto calorico, circa 27cal per 100gr di prodotto.
Proprio per questo le fragole sono davvero un regalo quando si segue una dieta.
Pare che aumentino la produzione di un ormone chiamato adiponectina, che stimola il metabolismo e riduce l’appetito.
Hanno anche un basso indice glicemico, nonostante il sapore dolce e per questo l’insulina non subisce sbalzi con il loro consumo anche giornaliero e sono consigliate anche per chi soffre di diabete.
Sono costituite principalmente da acqua e carboidrati e sono anche ricche di vitamina C, folati, potassio, ferro, manganese.

LE PROPRIETÀ NUTRIZIONALI

Lo sapete che il quantitativo di otto fragole fornisce più vitamina C di un’arancia?
Favoriscono anche le funzioni cerebrali
Sono diuretiche e facilitano l’eliminazione dell’acido urico, sono ricche di fibra solubile vegetale e contrastano perciò la stipsi.
Prima del consumo si consiglia di lavarle sotto l’acqua corrente, ma non lasciarle in ammollo, perché sono idrovore, tendono cioè ad assorbire acqua, quindi perderebbero la loro consistenza, diventando molli.
Per eliminare eventuali tracce di fitofarmaci, un rimedio utile è quello di passarle in una tazzina di vino rosso e poi passarle sotto l’acqua corrente.
Preferisci un prodotto italiano e di stagione.
Scegli fragole turgide con un colore rosso uniforme e col picciolo ben attaccato al frutto.
Se acquisti le fragole in vaschetta controlla che non vi siano frutti ammaccati o ammuffiti, perché nel giro di poco la muffa si può estendere a tutta la confezione.
Il modo migliore per consumarle è condirle con il succo di limone o spolverate con della granella, ma diciamo che anche la panna montata non guasta… una coccola è sempre concessa!
C’è un aspetto negativo della fragola? Purtroppo sì, ed è la facilità a scatenare fenomeni allergici. Ma questo, di solito, è già a conoscenza del potenziale consumatore

I SUPERPOTERI DELLA RUCOLA

La rucola, con il suo sapore caratteristico, è molto usata in cucina.
Quello che forse non sapete, è che è la rucola ha molti benefici e proprietà nutrizionali.
Ce ne parla la dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda, nell’articolo settimanale della rubrica FOOD IS LIFE.

STORIA DELLA RUCOLA

La Rucola è conosciuta sin da tempi remotissimi, persino gli antichi Romani ne consumavano abbondantemente, anche perché era considerata una pianta con elevati poteri afrodisiaci!
Nel Medioevo invece era più apprezzata per le virtù medicamentose, in quanto considerata protettiva dello stomaco e ottimo diuretico.

LA RUCOLA OGGI

La rucola è al giorno d’oggi considerata un super food, cioè un cibo con grandi poteri nutrizionali, il cui sapore è pungente, amarognolo e croccante.
Esiste la rucola coltivata e la rucola selvatica, detta ruchetta, che si può trovare nei prati ed è una pianta erbacea perenne, con foglie piccole e sapore intenso.
La rucola che si trova nei negozi di verdure ha le foglie più larghe e chiare e si coltiva in terreni fertili e sabbiosi, appartiene alla famiglia delle Brassicacee.
Il periodo migliore per seminarla è tra la primavera e l’estate. Ma è possibile coltivarla tutto l’anno. Più il terreno è arido e la raccolta tardiva, maggiore saranno l’intensità di sapore e il grado di piccantezza
In cucina si usa come aggiunta alle varie insalate o da sola, insaporisce panini, pizze, piadine, minestre, carni e pesce.
È ottimo anche il pesto di rucola, in alternativa al pesto classico.

PROPRIETÀ E BENEFICI

Protegge il sistema cardiovascolare, abbassa la pressione arteriosa, preserva le pareti dei vasi sanguigni dai fenomeni di invecchiamento, riduce la iperglicemia e riduce il livello dei lipidi ematici.
Stimola l’appetito (indicata per chi soffre di inappetenza), favorisce la digestione, l’espulsione dei gas intestinali, possiede azione diuretica.
Contiene provitamina A, fondamentale per i nostri occhi e la nostra vista.
È pure ricca di calcio, per cui è amica della salute delle ossa.
Può essere consumata sia cruda che cotta, anche se cotta perde un po’ dei suoi superpoteri!

LE IRRESISTIBILI ERBE AROMATICHE

La primavera è nell’aria e… stanno arrivando! Parliamo delle erbe aromatiche, naturalmente!
La dottoressa nutrizionista Chiara D’adda ci parlerà di queste profumate e saporite erbe!

LE ERBE AROMATICHE

E non è necessario possedere un vasto orto per coltivarle, ma basta anche solo un balcone ben esposto ai raggi del sole e qualche piccola attenzione
In più molte di queste erbe attirano gli insetti impollinatori (che sono molto utili) e tengono lontano quelli nocivi (tipo zanzare e afidi).
E soprattutto non c’è storia… volete mettere il sapore di un’erba appena colta rispetto ad un’erba aromatica congelata o seccata?

Il sale, un tempo, era assai difficile da trovare e veniva sostituito da spezie ed erbe aromatiche, per dare sapore alle varie preparazioni.
Oggi, con la disponibilità del sale decisamente aumentata (e purtroppo per la nostra salute, abusata) da anni, le erbe sono state decisamente confinate ad un utilizzo sporadico e saltuario, provocando di fatto una notevole perdita, poiché contengono numerosi principi nutritivi, vitamine e minerali utili nella digestione.

DIFFERENZA TRA ERBE AROMATICHE E SPEZIE

È forse il caso di rivalutare ampiamente il loro uso come insaporitore prezioso, atto a valorizzare ricette e preparazioni, in modo che si possa sostituire quasi completamente l’uso del sale. È solo una questione di abitudine!
Le erbe aromatiche prendono il loro nome proprio dal delizioso e gradevole profumo (AROMA) che emanano e quando sono fresche e appena raccolte, stimolano piacevolmente il nostro olfatto. Sono ricche di effetti benefici sulla nostra salute, a breve o lungo termine, basta sapere di ognuna le proprietà vincenti (oltre che palatalmente gradevoli).
Le erbe aromatiche, a differenza delle spezie che principalmente provengono dall’Africa e dal lontano Oriente, giungono proprio dalle aree mediterranee italiane, da cui venivano esportate e rendono sia l’Italia che la vicina Francia i luoghi di maggior diffusione, rispetto per esempio all’est Europa che sceglie di prediligere le spezie.
Le erbe aromatiche sono da alcuni considerate spezie ma in realtà si distinguono da queste perché vengono principalmente utilizzate fresche, mentre le spezie sono essiccate.

ALCUNE ERBE AROMATICHE E I BENEFICI

L’elenco delle erbe aromatiche è lunghissimo! Talmente lungo che, leggerlo tutto, può spaventare.
Mi limiterò a parlarvi di quelle più comunemente usate in cucina
Dai decotti delle nonne, alla moderna fitoterapia, fino alle stesse medicine (che nel 50 % dei casi sono ancor oggi di derivazione vegetale), erbe e piante sono da sempre presidi della salute e del gusto.

ROSMARINO: il suo nome significa “rugiada di mare”. Questo perché le piante più floride si trovano lungo le coste marittime. Era amatissimo fin dai tempi antichi e veniva considerato da Egizi e Romani una panacea (per le sue virtù antisettiche) per conservare la carne che veniva cosparsa di foglioline tritate.
Contiene molte vitamine (incluse quelle preziose del gruppo B), che sono preziose per il sistema nervoso e per la mente. Racchiude quantità di calcio, ha poteri calmanti e distensivi.
Dalle sue caratteristiche foglie si estraggono olii essenziali dal potere balsamico e antinfiammatorio. È stimolante e diuretico, benefico per gli anemici e aiuta a tenere a bada colesterolo e trigliceridi. In cucina si usa su arrosti, pesce al forno, sulle focacce e sulle mitiche patate al forno.
E se vi sentite appesantiti dopo un lauto pasto, fate bollire per tre minuti un rametto di questa magica pianta in acqua già bollente. Lasciate riposare per cinque minuti e poi bevete. La digestione riprenderà alla grande!

ORIGANO: la leggenda narra che era così profumato che la dea Afrodite lo coltivava personalmente nel suo giardino, ai piedi dell’Olimpo. Ma le sue virtù vanno ben oltre all’odore.
È ricco di oli essenziali e sostanze aromatiche, fenoli, calcio, sali minerali. Ha proprietà antivirali e digestive, favorisce il ciclo femminile senza dolori.
In cucina non c’è piatto mediterraneo senza origano: pizza, focacce, panzanelle, pomidori ecc…
Si può usare ovunque, ma anche per qualche ricetta fuori dalle nostre tradizioni. Che ne dite di tofu a tocchetti, più pomodorini affettati, più cipollotto, più olive spezzettate, olio, peperoncino, sale? Fate marinare per 20 minuti. Poi spadellate solo il tofu finché non è croccante, riunitelo alle verdure e spolverate il tutto con abbondante origano e semi di papavero.

SALVIA: questa meravigliosa pianta, nel XIII secolo, era nei mercati olandesi, valutata tre volte più del già preziosissimo tè. È un’autentica regina non solo dei sapori, ma anche della salute.
I flavonoidi contenuti nelle foglie hanno effetto antiossidante, quindi aiutano a combattere i radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento cellulare. È diuretica, balsamica, ipoglicemizzante e tonificante. Perfetta per l’igiene orale, tanto che gli antichi romani la usavano come spazzolino e come dentifricio. Può essere utile ancora oggi in caso di infiammazioni della mucosa orofaringea (sotto forma di infusi ben caldi, ogni 3 ore). Contiene inoltre sostanze simili agli ormoni estrogenici. In cucina il suo aroma speziato e leggermente amaro si accosta a qualunque piatto, dalle carni ai ripieni, ai formaggi a pasta morbida, alle minestre, ai legumi. Si può utilizzare fritta in pastella, col burro fuso, nelle salse, e anche nei sorbetti.

TARASSACO: detto anche cicorietta selvatica, si trova nei campi da marzo a novembre. È un vero regalo di madre natura, perché é ricco di fibre che aiutano la regolarità intestinale, di acido folico e di composti amari, particolarmente amici del fegato. È dunque depurativo e utilissimo per contrastare l’accumulo di tossine da stress, da inquinamento, da cattiva alimentazione, da patologie epatiche. In cucina: all’agro, ripassate in padella con olio e aglio, insieme alla carne per rendere più leggere le polpette, in frittata, in omelette.

MALVA: pare che Cicerone ne facesse scorpacciate e Ippocrate e Plinio la consigliassero per ritrovare salute e serenità. Anche i greci la consideravano magica e amica degli dei, tanto che i seguaci di Pitagora la raccomandavano per calmare vizi e passioni umane.
Storie antiche, ma naturalmente come sempre, con un fondo di verità. Perché la malva è ricca di mucillagini dalle proprietà emollienti e antiinfiammatorie per tutti i tessuti del corpo, preziosa in decotto contro il mal di gola e infiammazioni intime e infiammazioni del cavo orale. Diuretica, depurativa, grazie all’azione protettiva delle mucillagini che creano un film protettivo sulle mucose è utilissima per prevenire e contrastare problemi gastroesofagei e per favorire la regolarità intestinale. In cucina: foglie e fiori sono da sempre presenti in ogni cucina mediterranea, perfetti nelle minestre, nelle creme di verdura, nei soffritti, crudi in insalata. Con la malva si può anche aromatizzare il formaggio.

Mancano all’appello due delle erbe aromatiche più usate da noi italiani…quali sono?