ALLA RICERCA DEL LIEVITO DI BIRRA

In queste giornate, in cui la parola d’ordine è “stare in casa”, abbiamo riscoperto la tradizione italiana a tavola.
Il piacere di impastare e di cuocere nel proprio forno casalingo, profumando la casa e soddisfando il palato!
Fa sorridere il fatto che nei punti vendita è diventato impossibile reperire il lievito di birra, gli scaffali sono vuoti, mentre fino a qualche giorno fa non era certamente difficile da acquistare.
Proprio del lievito di birra ci parla oggi la dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda.

ITALIANI IN QUARANTENA E LIEVITO DI BIRRA

Questi giorni di quarantena (che bisogna tassativamente mettere in pratica), stanno facendo scoprire o riscoprire il lato creativo di ognuno di noi in cucina.
Permettetemi di fare una piccola battuta di spirito: a fine quarantena, tutti panettieri professionisti!
Molti di noi si stanno cimentando nella preparazione di pane, pizza, focacce, dolci di ogni sorta.
Un po’ per passare il tempo e mangiare cose buone, un po’ per evitare di uscire troppo spesso per fare la spesa.
Il lievito di birra è impiegato per la preparazione di numerose ricette per la sua capacità di far crescere ed aumentare di volume gli impasti.

COS’È IL LIEVITO DI BIRRA ?

È un fungo microscopico, formato da colonie di microrganismi unicellulari, ottenuti grazie ad un processo di fermentazione.
Il saccharomyces cerevisiae è un organismo unicellulare che si riproduce per gemmazione.
Si trova sul mercato come lievito fresco appena pressato o come lievito secco (conservabile per circa 1 anno).
Quello fresco ha un aroma caratteristico, mentre per la produzione del levito secco attivo, il materiale viene liofilizzato.
È il lievito più importante nell’ambito dell’alimentazione umana, il suo utilizzo è noto fin dall’antichità e viene utilizzato per la panificazione, la vinificazione, la produzione di birra.
Documenti segnalano che sia stato isolato per la prima volta dalla superficie di acini di uva.
È presente infatti nella pruina, che è una sostanza di consistenza cerosa che viene prodotta dalle cellule superficiali dell’epidermide di frutti e foglie.

BENEFICI E CONTROINDICAZIONI

Il consumo del lievito di birra ha molti benefici, ma anche alcune controindicazioni.

Contiene:
• potassio
• calcio
• fosforo
• ferro
• zinco
• cromo
• selenio
• ferro
• vitamine dl gruppo B, soprattutto B1 e B12

Il suo consumo ha effetti benefici sull’apparato cardiovascolare in quanto le vitamine del gruppo B abbassano i livelli di omocisteina, la quale favorisce la formazione di placche aterosclerotiche.
Apporta benefici al funzionamento del fegato in quanto esercita una vera e propria azione di depurazione
Offre sostegno all’attività intestinale, per la presenza di fermenti che aiutano il ripristino della flora batterica, facilitando così il transito intestinale.
Mantiene in buono stato l’apparato tegumentario e degli annessi cutanei, quindi fa bene ai capelli e alle unghie, che contribuisce a rafforzare.

Attenzione però alle controindicazioni!
Può risultare dannoso per chi soffre di gotta o di insufficienza renale, perché contiene molte purine: sostanze azotate che si trasformano in acido urico, un composto che crea problemi a chi soffre di tali patologie.
È sconsigliato a chi soffre di candida e micosi (abbassa il ph della pelle), ed è meglio evitarlo anche se si soffre di gonfiore intestinale o colite, in quanto può peggiorare i sintomi.
Naturalmente sto parlando dell’uso massiccio del lievito, assunto sottoforma di compresse o altre formulazioni! Una buona pizza è sempre ammessa!

Infine voglio mettervi in guardia dalle “bufale” riguardanti la preparazione in casa del lievito di birra: circolano molti video che illustrano queste casalinghe preparazioni.
Non è possibili creare il lievito di birra da zero, la soluzione è moltiplicarlo partendo dal lievito fresco.
ATTENZIONE! Verificate sempre l’origine di ciò che leggete o vedete, e non fidatevi mai troppo!

SCOPRIAMO COS’È IL KEFIR

In questo periodo di grande tensione sarebbe consigliato evitare il sovraccarico informativo circa gli aggiornamenti Covid-19.
Potete scegliere di tenervi aggiornati, giustamente e per buon senso, guardando però una sola edizione al giorno del telegiornale e consultare il web con parsimonia, filtrando le informazioni sicure da quelle fake.
La nostra mente è molto suggestionabile e l’umore nero non aiuta a farci coraggio.
Dobbiamo imparare a proteggere anche la nostra psiche!

La dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda ci parla oggi del KEFIR, che in lingua turca significa “benessere o delizia”.
Anche il cibo può essere d’aiuto!

COS’È IL KEFIR?

Il KEFIR è un prodotto tipico delle regioni del Caucaso.
La sua diffusione risale a migliaia di anni fa e secondo la leggenda fu Maometto a donare i primi grani di kefir ai montanari del Caucaso, che per questa ragione lo chiamarono “miglio del profeta”.

Fa parte dei cosiddetti “latti fermentati”.
È infatti latte di mucca addizionato con lattobacilli bulgarici, streptococchi termophili, lieviti, alcuni batteri (si contano fino a 15 specie batteriche) che provocano una fermentazione sia lattea, sia alcolica.
Può essere prodotto anche con latte di pecora o capra.

È un alimento dinamico: dopo 1 giorno ha sapore dolce e consistenza cremosa, dopo 2-3 giorni diventa acido, spumeggiante e modestamente alcolico (circa 1 grado).
Garantisce un apporto ottimale di fermenti lattici (probiotici), di calcio, magnesio, zinco, fosforo.
Apporta vitamine del gruppo B e vitamina K le quali, in sinergia, migliorano la funzionalità epatica, biliare ed intestinale.
Contiene molti aminoacidi, come il triptofano ad esempio, che è il precursore della serotonina, il neurotrasmettitore della felicità.
Il kefir si può preparare in casa oppure acquistarlo in tutta comodità al supermercato.

COME SI ASSUME IL KEFIR?

E’ consigliabile assumerlo lontano dai pasti principali, come se fosse uno yogurt.
Riequilibra il microbiota intestinale, contribuisce a promuovere la formazione di anticorpi, può essere consumato dalle persone intolleranti al lattosio, in quanto il kefir, cibandosene, ne riduce di molto il contenuto.
Controindicazioni?
Attenzione a chi è intollerante ai lieviti e alle proteine del latte.
Va inserito gradualmente nell’alimentazione, perché inizialmente si potrebbero avere fastidi come gonfiore, dolore addominale e stipsi.

RESTARE A CASA E GESTIRE LA FAME

In questo momento inaspettatamente difficile, viviamo col fiato sospeso, in attesa di quel benedetto “tutto è finito” che ci farà guardare al futuro, provati, ma con occhi di speranza.
È un momento complicato, molto complicato.
L’emergenza COVID-19 ci sta mettendo a dura prova.
Le misure di contenimento in Italia sono chiare: restare in casa.
L’unico modo per prevenire la diffusione, proteggere noi stessi, i nostri cari e la comunità tutta.
Ma il tempo, mentre si è chiusi in casa, sembra non passare mai.

La dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda ci aiuta ad affrontare un tema molto sentito in queste giornate: COME FARE LA SPESA.

Si può uscire per andare a comprare generi di prima necessità, come gli alimenti indispensabili al nostro sostentamento.
L’imperativo è non farsi prendere dal panico, perché gli approvvigionamenti saranno sempre garantiti.
È necessario fare piccole scorte che ci consentano di uscire il meno possibile, ma nello stesso tempo avere un’alimentazione consapevole.
Non è necessario andare ogni giorno al supermercato, anzi è assolutamente da evitare!

Uno dei problemi di questa permanenza forzata in casa è la FAME NERVOSA E DI CONSEGUENZA IMPARARE A GESTIRLA.

Come si può resistere ai raid alla dispensa e al frigorifero?
Qualche piccola idea, dettata dal buon senso:
• Cucinare cibi sani, nutrienti, ma che siano anche buoni
Mangiare seduti, rigorosamente seduti
• Masticare bene e lentamente
• Quando si mangia non usare il telefono, spegnere la televisione, non leggere nulla. Caso mai ascoltare la musica che più amiamo
• Mangiare solo quando la fame la senti nella pancia, non nel cervello
• Mantenere i ritmi alimentari inalterati, come prima della quarantena
Comporre il piatto giusto: metà verdura, ¼ proteine, ¼ carboidrati integrali. Se hai ancora fame, riserviti di verdura
• Quando si sente di essere soddisfatti, bisogna fermarsi
Mangiare con i 5 sensi, assaporando lentamente ogni boccone che portiamo alla bocca
• Chiedersi dove si sente la fame…. stomaco, pancia, testa, petto (tipo ansia)

Ultimo, ma non ultimo: continuare a fare esercizio fisico! Non c’è lo spazio?
INVENTATELO!

Insieme ce la faremo!
Un abbraccio a tutti.

ANDRÀ TUTTO BENE

In un momento molto delicato per il nostro Paese, domenica 8 marzo non è stato possibile ricordare la giornata internazionale della donna con feste e cortei, come d’abitudine.
Desideriamo però ringraziare tutte le donne con questo articolo della dottoressa Chiara D’Adda, che ha deciso di promulgare tramite la nostra rubrica FOOD IS LIFE.
Un ringraziamnto il suo che condividiamo.
Grazie a tutte le donne sempre in prima linea, forti come solo le donne sanno essere!

Oggi vorrei dedicare il mio contributo alle Donne.

Al coraggio, alla forza, al sorriso, alla grinta, alla fragilità, alla poesia, alla fierezza delle donne, di tutte le donne.
In un momento così emotivamente impegnativo, come quello che stiamo vivendo in questi giorni, il mio pensiero va soprattutto a tutte le donne che stanno lavorando nei reparti ospedalieri, messi a dura prova.

Turni massacranti, riposi che saltano, notti in piedi, paura.
Il dolore e la paura di tutti i malati che avvolge le stanze e i corridoi di questi luoghi asettici.
Donne che mai come in queste ore hanno fatto della loro professione una vera e propria missione di umanità.
Questo virus ha colto di sorpresa l’Italia e il mondo intero e noi possiamo, anzi, dobbiamo assumerci le nostre responsabilità, con atteggiamenti virtuosi.
Noi possiamo e dobbiamo stare nelle nostre case, con le nostre famiglie e i nostri affetti. Loro no, non possono permettersi questo, non possono cedere alla paura, allo sconforto, alla stanchezza.
Non possono stare a casa perché oramai vivono in ospedale.
E nutrono con il sorriso, cercando di mitigare la paura altrui.
Eroi esausti, perché non si fermano più da tantissimi giorni. Eroi in trincea.

Grazie di cuore per tutto quello che state facendo in questo gravoso periodo, travolti da una pandemia inaspettata e quasi anacronistica.
Andrà tutto bene!

GLI ERRORI PIÙ FREQUENTI NELL’ALIMENTAZIONE DEI BAMBINI

Insegnare ai bambini a mangiare sano non è un compito semplice.
Ma ecco il vero segreto: dare il buon esempio!
I genitori devono essere i primi a mangiare bene, in modo che i figli imparino da loro.

L’obesità infantile è un problema di notevole rilevanza sociale, sempre più bambini e adolescenti ne soffrono.
Il rischio è quello di trascinare il sovrappeso nell’età adulta, riducendo le probabilità di poter tornare ad un peso corretto e aumentando le conseguenti patologie sulla salute.

La scorsa settimana la dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda ci ha spiegato le regole per la sana alimentazione, oggi invece ci parla degli errori più comuni nella gestione dell’alimentazione dei bambini e degli adolescenti.

QUALI SONO GLI ERRORI PIÙ FREQUENTI NELL’ALIMENTAZIONE DEI BAMBINI?

Ecco elencati i 10 errori che i genitori tendono a commettere:
1. I bambini assumono troppe calorie rispetto al loro fabbisogno quotidiano
2. La ripartizione delle calorie nei diversi pasti non è quella corretta
3. Spuntini e merendine sono spesso molto calorici ma scarsi dal punto di vista nutrizionale
4. Il consumo di proteine animali è eccessivo
5. Il consumo di carboidrati ad alto indice glicemico come gli zuccheri semplici è elevato
6. Viceversa, i bambini mangiano poca frutta e verdura, ricche di fibre e di vitamine
7. Spesso manca sulla tavola il pesce, che è invece fondamentale
8. I bambini mangiano troppo spesso fuori casa pasti preparati industrialmente (con troppi grassi, troppo sale e troppo zucchero)
9. Mangiano spesso davanti alla TV e questo favorisce l’obesità perché riduce la capacità di controllare consapevolmente la quantità di cibo ingerito
10. Fanno troppo poca attività fisica: dopo la scuola, spesso fanno i compiti e guardano la TV, mentre avrebbero bisogno anche di muoversi e giocare

Genitori, correggete e migliorate l’alimentazione dei vostri figli, è un aspetto molto importante.
Se avete dei dubbi consultate il pediatra, oppure rivolgetevi a professionisti come i medici nutrizionisti, che sono sempre pronti a darvi le indicazioni adeguate.
Arricchendo l’alimentazione, migliorerete la qualità della vita, per i vostri figli e per tutta la famiglia!

MAMME, CONOSCETE LE REGOLE PER UNA SANA ALIMENTAZIONE?

Mamme, quante domande vi ponete ogni giorno circa l’alimentazione dei vostri figli?
Questo alimento gli farà bene? Quest’altro gli farà male? Gli sto fornendo un’alimentazione equilibrata? Crescerà sano? Mangia troppa carne? Mangia poca verdura?
Una recente ricerca ha indagato a fondo sulle abitudini alimentari delle famiglie italiane, ne è emerso che solo due mamme su dieci conoscono le risposte corrette.
Magari hanno studiato, si sono documentate, sono bravissime e coscienziose, ma l’incertezza su come impostare una sana alimentazione rimane.

La dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda ci aiuterà oggi a fare chiarezza, fornendoci alcune informazioni condivise con un collega pediatra.
Quanto segue sono consigli rivoti a bambini sani, senza particolari e severe patologie accertate.

LA REGOLA DEI 5 PASTI

Prima regola importante da rispettare: fare 5 pasti quotidiani.
Per prima la colazione, che deve essere ricca e varia.
È importante insegnare al bambino che la colazione deve essere fatta sempre: è indispensabile perché fornisce l’energia per iniziare bene la giornata.
Poi lo spuntino a metà mattina, merenda nel pomeriggio, pranzo e cena.
Niente al di fuori di questi 5 pasti, neppure se si vuole ricompensare il bambino per qualcosa di bello che ha fatto.
Il cibo non deve essere merce di scambio o di ricatto!
Questo porterebbe a sovrapposizioni insane e scorrette nella mente del bambino, inoltre potrebbero aprire strade verso futuri disturbi alimentari.

INSEGNARE LE PROPRIETÀ DEGLI ALIMENTI

Molto importante è abituare il bambino a conoscere e a mangiare le verdure, fin dallo svezzamento.
Per aiutarlo impariamo a curare la presentazione fantasiosa e colorata dei pasti, a farlo giocare con i colori delle verdure.
Privilegiamo un approccio multisensoriale, invitando il bambino a toccare ed annusare le verdure,
Spiegate, a seconda dell’età, a cosa serve questa o quella verdura, cosa contiene e perchè fa bene alla salute.
Sperimentate cucinando insieme!
Ci sarà un po’ di caos in cucina, ma a seguire interverranno dei Supereroi a pulire tutto e magari sarà proprio il bimbo a trasformarsi in Supereroe!

Alternare il tipo di proteine nel corso della settimana:
– Tre volte carne
– Tre volte pesce
– Tre volte legumi
– Uova da 1 a 3 volte
– Formaggi 1-2 volte
– Affettati il meno possibile

Abituate i figli alla consistenza della pasta integrale, più ostica da piacere di quella fatta con farina raffinata, ma molto più salutare.
Sale: pari allo zero come aggiunta. I cibi contengono già sale, siamo noi che esageriamo e contagiamo anche i nostri figli.
Per quanto riguarda i dolci, teneteli per le occasioni speciali.
Bibite zuccherate? Dimentichiamole che è meglio.

Una cosa a cui tengo molto: non fate distinzione tra maschi e femmine!
Chi l’ha detto che solo le femmine devono prendere dimestichezza con la cucina, con i fornelli e le pentole?
Ben venga aprire anche ai maschietti il regno dei fornelli, sarà sempre utile nella loro vita futura.

Incoraggiamo i bambini ad assaggiare tutto, ma senza forzarli se un alimento non piace… potreste ottenere l’effetto contrario!
I bambini sono imprevedibili, capita a volte che il cibo rifiutato si trasformi nel più amato.

NUTRIZIONE E PREVENZIONE, SEMPRE

La scorsa settimana la dottoressa Chiara D’Adda ci ha spiegato cos’è l’osteoporosi.
Oggi vogliamo approfondire il rapporto tra questa patologia e l’alimentazione.

NUTRIZIONE E PREVENZIONE

Come già spiegato l’osteoporosi ha degli alleati a tavola, soprattutto a scopo preventivo.
Si tratta di misure che risultano efficaci se intraprese nelle prime decadi di vita, in quanto promuovono e favoriscono la costituzione del patrimonio osseo del nostro scheletro e il raggiungimento del picco della massa ossea.
Naturalmente in casi severi è necessario ricorrere a terapie farmacologiche prescritte dal medico di fiducia ed una modifica dello stile di vita.

Vediamo ora questi alleati a tavola:

• Latte e derivati.
Il latte contiene circa 120mg/100ml di calcio, ed è un calcio altamente disponibile.
Contiene anche vit. D che lo “fissa” (insieme alla luce del sole) nelle ossa.
Si può consumare tranquillamente latte scremato, che ha un contenuto anche maggiore di calcio, oppure yogurt che contiene utilissimi probiotici.
Per quanto riguarda i formaggi, prediligere quelli più stagionati che sono più ricchi di calcio.
Una buona abitudine è quella di aggiungere sempre un cucchiaio di grana o parmigiano alla pasta o alle zuppe.

• Pesce azzurro.
È ricco di proteine, di omega 3 e 6 ma anche calcio.
Il calcio è presente nelle lische e questo genere di pesce è talmente piccolo che è abitudine mangiarlo nella sua integrità.

• Legumi (fagioli, lenticchie, ceci, piselli, edamame e simili).
Sono ricchi di proteine e apportano energia per i processi di sintesi di tutti i tessuti, incluso anche il tessuto osseo.
Ricchi in isoflavoni, preservano la salute cellulare.

• Frutta secca in guscio (mandorle, noci, ecc…).
Contiene molti minerali preziosi come magnesio, fosforo, oltre che calcio.

• Verdure.
Hanno azione alcalinizzante che si riflette sulla salute delle ossa.
Broccoli e cicoria sono anche molto ricchi di calcio, così come gli agretti, la catalogna, cime di rapa, rucola, lattuga, sedano cavoli e porri.
Lo sapete che la salvia, con 600mg di calcio per 100 grammi è uno dei vegetali più ricchi di questo elemento?
Attenzione però che alcuni vegetali sono ricchi di acido fitico e ossalati (crusca, spinaci, pomidori) che possono limitare l’assorbimento del calcio.

• Acqua.
Ultima in elenco ma importantissima!
Scegliete acque minerali ricche di calcio e povere di sodio, naturalmente se non ci sono controindicazioni mediche.

COMPORTAMENTI DA EVITARE

Innanzitutto non fumare! La nicotina interferisce negativamente sul metabolismo dell’apparato scheletrico.
Limitare alcol e bevande gassate.
No alle diete iperproteiche protratte nel tempo e ai cibi troppo salati: entrambi favoriscono l’eliminazionee del calcio con le urine.
Non esagerare con gli alimenti integrali, fanno in generale benissimo, ma se in eccesso riducono l’assorbimento del calcio.

Per concludere un consiglio non alimentare, ma di buon comportamento: camminare molto ed esporsi al sole il più possibile.
Ricordatevi che uno stile di vita sano influenzerà piacevolmente il vostro benessere e vi permetterà di prevenire molte patologie croniche.

CANCRO, IO TI BOCCIO

Arance della Salute, il primo appuntamento dell’anno con la Ricerca.

Quest’anno si festeggia la 30ma edizione di questa splendida iniziativa promossa dall’AIRC.
Ce ne parla oggi la dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda, che coglie l’occasione per parlare di prevenzione, sana alimentazione e corretto stile di vita.

Trent’anni di impegno per la prevenzione, la ricerca e la lotta al cancro!

Tre decenni durante i quali le ricerche sulla relazione tra cibo e cancro hanno fatto grandi passi in avanti.
Naturalmente c’è ancora molto da studiare e da chiarire, perché bisogna sempre progredire.

In 3000 piazze di tutta Italia sono state distribuite da splendidi volontari, reticelle contenenti 2.5 kg di arance rosse.
Le ho comprate anch’io, perché la ricerca va sempre aiutata, promossa, supportata!
Con l’acquisto delle arance si sostengono i progetti di 5000 scienziati, al lavoro per combattere questa tremenda malattia.

La relazione tra cibo, nutrizione e salute è studiata da secoli, ma la moderna ricerca sull’alimentazione è relativamente giovane.
In particolare gli scienziati utilizzano due strumenti principali:
1) ricerche epidemiologiche
2) ricerche di laboratorio
L’edizione di quest’anno è denominata “Cancro, io ti boccio” perché sono stati coinvolti oltre 800 istituti scolastici.
Un’occasione per diffondere a scuola le conoscenze sugli stili di vita salutari e il significato della ricerca scientifica.
Protagonista della campagna delle Arance della Salute è Leonardo, colpito a 13 anni da leucemia linfoblastica acuta, che è riuscito a sconfiggere grazie ai nuovi protocolli sperimentali ottenuti grazie ai progressi della ricerca.

Le arance rosse sono il simbolo della sana alimentazione, ricche di antocianine (pigmenti), che hanno dimostrato di poter rallentare la proliferazione cellulare e aumentare la morte cellulare programmata in numerosi tipi di tumore, come quelli del colon-retto o della prostata.
Le arance sono anche un simbolo della dieta mediterranea, i cui effetti positivi sulla nostra salute sono dimostrati da numerosi studi epidemiologici.

L’augurio per il futuro è quello di poter rispettare il pianeta e allo stesso tempo garantire una dieta sana ed equilibrata ai 10 miliardi di persone che popoleranno il mondo nel 2050, secondo la previsione dei demografi.
Sarà possibile? La sfida è aperta!

riscalda corpo e pensieri con una buona zuppa

In inverno, quando le temperature calano drasticamente, non c’è nulla di meglio che preparare una ZUPPA che riscaldi il corpo e i pensieri.
Si può dire che la zuppa è il comfort food della cosiddetta “brutta stagione”? Certo che sì!
Ritrovarsi attorno ad un tavolo con il piatto fumante di una super zuppa è uno di quei momenti che ti riporta in pace con il mondo.
E quanto bisogno ce n’è di questi tempi!
Cosa ne pensa la nutrizionista Chiara D’Adda?

INVERNO, TEMPO DI ZUPPA

La preparazione assume quasi l’aspetto di un rituale rilassante.
A me piace persino il rumore della zuppa che sobbolle, il profumino che rilascia e che si diffonde per la cucina.
E sapete cosa è il bello delle zuppe? Che non stancano mai, si possono inventare come vogliamo noi, con gusti e profumi diversi, si possono conservare anche per più giorni!
E quanti nutrienti estremamente benefici apportano al nostro organismo!
Ricordatevi di accompagnarle con fette di pane tostato o crostini fatti in casa, il contrasto di consistenze stimola sensazioni davvero piacevoli per il nostro palato.
Aggiungete sempre una spruzzata di olio EVO e formaggio grana.
Se vi piace potete aggiungere anche uno spicchio di aglio.

CUCINA LA TUA ZUPPA PREFERITA

Ora vi do alcune idee per preparare zuppe davvero ottime e salutari, variando l’ingrediente base a seconda del gusto che preferite.
Queste sono zuppe prettamente invernali, ma anche nei periodi più caldi ci si può sbizzarrire!
• Zuppa di patate e porri
• Zuppa di zucca e/o zucchine
• Zuppa di cipolle e pane raffermo
• Zuppa con sedano rapa
• Zuppa di lenticchie
• Zuppa di cavolo nero
• Zuppa di cavolfiore
• Zuppa di carote e patate
• Zuppa di fagioli e castagne
• Zuppa di farro e ceci

Farete un pieno di vitamine di ogni tipo, minerali essenziali per il nostro benessere, fibre!
Volete un tocco glamour per le vostre zuppe? Aggiungete alla fine della cottura un pizzico di curcuma.
Se siete in lotta col peso non aggiungete però pastina o riso nelle zuppe, sarebbero troppo caloriche!
Mettete tanto amore nella preparazione, anche se state cucinando solo per voi!

COLESTEROLO E CORRETTA ALIMENTAZIONE

Dicembre, un mese bellissimo soprattutto per la magia delle feste… ma anche giorni ricchi di cene, aperitivi, brindisi, lunghe ore seduti al tavolo, panettoni, pandori e chi più ne ha, più ne metta!
Tutte cose deliziose, ma che hanno un riflesso non proprio positivo sul nostro corpo.
Ma vabbè, il Natale viene una volta sola all’anno e si può pure esagerare!

Fatte queste premesse oggi la dottoressa nutrizionista Chiara D’Adda ci offre un focus sul tema “COLESTEROLO”.
Godiamoci le feste quindi, ma salvaguardiamo sempre la nostra salute!

IL COLESTEROLO

Importante come mattone delle pareti delle cellule ➡️ 20 % della membrana di ogni nostra cellula.
Necessario per produrre importanti ormoni ➡️ estrogeni, progesterone, testosterone ecc…
Da un suo derivato derivano ➡️ vitamina D e altre molecole vitali.
Importante quindi per vivere, ma anche pericoloso per la salute se in quantità eccessiva e in proporzioni sbilanciate.

Il colesterolo totale è composto da tre componenti:
– LDL colesterolo cattivo per aterosclerosi
– HDL colesterolo buono protettivo delle pareti arteriose
– Colesterolo esterificato

Il colesterolo è una molecola vitale, ne abbiamo circa 150 grammi nel nostro organismo.
Il cervello è l’organo più ricco in colesterolo e ogni cellula può sintetizzarlo, ma la maggiore produzione avviene nel fegato e nella cute, durante la notte.
Esiste il colesterolo esogeno proveniente dagli alimenti e il colesterolo endogeno prodotto dalle nostre cellule.

PREVENIRE CON LA CORRETTA ALIMETAZIONE

L’efficacia della terapia dietologica per il colesterolo è basata sulla predilizione dei grassi insaturi e sulla riduzione simultanea dei grassi saturi.
In questo modo si interviene dal punto di vista metabolico sui livelli di colesterolo in eccesso nel sangue.

I cibi che abbassano il colesterolo rientrano in 5 gruppi:
Ricchi di fibra alimentare
Ricchi di acidi grassi polinsaturi (PUFA) essenziali (AGE) omega 3
Ricchi di PUFA -AGE omega 6
Ricchi di PUFA omega 9
Addizionati in steroli e/o stanoli vegetali

La fibra consente di ridurre l’assorbimento del colesterolo alimentare e anche il riassorbimento degli acidi biliari, a loro volta ricchi di colesterolo endogeno.
Aumentando la quota di fibra alimentare è possibile ridurre il colesterolo LDL.

Via libera a frutta, verdura, cereali integrali, legumi, crusca d’avena, edamame, soia, tofu, tempeh, miso!
Frutta secca e semi oleosi offrono un ottimo contributo all’innalzamento del colesterolo buono o HDL.
Mangiare alimenti a basso indice glicemico è senz’altro di grande aiuto, perché mantenendo la glicemia sotto controllo si hanno effetti positivi anche per il controllo del colesterolo.
Un elogio anche per avocado, olio d’oliva, olio di lino, zucca e ceci!

Via libera quindi alle feste, ma sempre con un pensiero alla nostra salute!
A tutti un buon Natale!